La figura del docente di italiano a stranieri

Un po' di storia per guardare al futuro con la giusta prospettiva.

CHI È IL DOCENTE DI ITALIANO A STRANIERI?

Proviamo a delineare questa figura in pochi punti definendo conoscenze e competenze.
L‘insegnante di italiano a stranieri:

  • Conosce l’italiano: le “certificazioni di didattica dell’italiano a stranieri” non sono certificazioni linguistiche ma sono titoli culturali che attestano la competenza nell’insegnamento dell’italiano a stranieri.
  • Conosce il funzionamento dell’italiano sul piano morfosintattico, fonetico e grafemico, lessicale e testuale: non basta essere madrelingua per poter insegnare la propria lingua.
  • Conosce la cultura, il modo di vivere dell’Italia contemporanea e sa proporre questi aspetti in modo adeguato al livello di competenza degli studenti, ai loro interessi e alle loro caratteristiche psicologiche.
  • Sa valutare, adattare ed usare i materiali didattici, sia quelli già disponibili (manuali), sia quelli che può reperire dal vivo, proponendoli in relazione al livello, gusti, interessi, cultura degli studenti con cui si relaziona.
  • Sa creare materiale didattico ad hoc utilizzando materiali provenienti da Internet, giornali e testi di varia natura, finalizzandoli ad un gruppo preciso di studenti.
  • Sa giustificare dal punto di vista didattico le sue scelte: la conoscenza teorica dei metodi e metodologie glottodidattiche lo rende più consapevole delle scelte che operare.

FACCIAMO UN PASSO INDIETRO E VEDIAMO COSA È SUCCESSO FINO AD OGGI

Da diversi anni e con un ritmo sempre crescente, sia a causa dell’immigrazione che a causa dell’interesse maggiore degli stranieri verso il “Bel Paese”, si registra la diffusione di scuole di italiano per stranieri e di singoli docenti free lance che insegnano la lingua e la cultura italiana ad un pubblico di stranieri, immigrati e non, che hanno necessità di imparare la lingua del nostro Paese o che, per amore verso la cultura e le bellezze italiche, intendono trascorrere le loro vacanze in Italia.

A tale necessita è stata data una iniziale risposta con il fiorire di scuole che si prefiggevano di insegnare la “lingua del sì” ad un pubblico di stranieri.

Col passar del tempo, con il fenomeno dei flussi migratori verso il nostro paese e con l’avvento delle nuove tecnologie, le risposte a questa esigenza e le offerte volte a soddisfare la domanda di apprendimento della lingua e della cultura italiana si sono andate diversificando e intensificando.

È nata la figura dell’insegnante di italiano a stranieri, ancora non ufficiale e con gli strumenti, all’epoca ancora poco affinati, offerti dalla glottodidattica.

I docenti di italiano a stranieri, inizialmente non avevano una formazione specifica; spesso la loro formazione era affidata alla personale buona volontà e all’interesse dei singoli che svolgevano questo lavoro più per passione, o per arrotondare le proprie entrate, che come regolare attività lavorativa.

La situazione attuale è decisamente differente. Gli esami di glottodidattica, inseriti come esami curricolari nei corsi di studio universitari e le numerose certificazioni in didattica dell’italiano a stranieri offerte dalle università italiane impegnate in modo più o meno esclusivo nell’insegnamento dell’italiano a stranieri, sono ormai una realtà nota a tutti.

UN NUOVO LAVORO

Manca ancora un riconoscimento ufficiale di questa figura così importante del docente di italiano a stranieri, ma siamo sicuri che non tarderà ad arrivare date le quotidiane occasioni in cui si richiedono le sue competenze. Basti pensare alle competenze specifiche che un insegnante della scuola dell’obbligo deve autonomamente procurarsi per gestire al meglio una classe che abbia un numero, anche esiguo, di studenti stranieri. Non parliamo poi delle esigenze dei mediatori culturali e dei facilitatori linguistici volte ad una maggiore integrazione.

Resta aperta, infine, ma assolutamente non meno importante delle precedenti, un’altra strada sempre più battuta, che porta da una parte, verso l’insegnamento dell’italiano in Italia a stranieri che trascorrono delle vacanze linguistiche nel nostro Paese, dall’altra, invece, raggiunge chi desidera apprendere l’italiano senza recarsi in Italia. Ebbene questa strada offre la possibilità ai giovani che intendano trovare un lavoro in Italia di affrontare il futuro in modo innovativo: il docente di italiano a stranieri è ormai a tutti gli effetti uno di quei “nuovi lavori” che in tempo di crisi offrono una risposta affidabile essendo ancora un mercato praticamente sconfinato in cui solo pochi pionieri si sono spinti. D’altro canto occorre considerare la frequenza crescente delle esperienze di studio o di soggiorno all’estero che i giovani affrontano, come parte della loro formazione personale e culturale, prima di cercare un lavoro in Italia. Anche in questo caso l’insegnamento dellla lingua italiana costituisce un “passepartout” quasi indispensabile per avere in tempi brevi un lavoro e una fonte di reddito che consenta di vivere all’estero anche per un lungo periodo.

Diventare insegnante di italiano a stranieri: come fare.

La prima domanda, quindi, per chiunque voglia intraprendere questo “nuovo lavoro” e diventare insegnante di italiano a stranieri, è sempre la stessa. Come si fa a diventare insegnante di italiano a stranieri?
La risposta è piuttosto banale. Non essendo ancora una figura riconosciuta e regolamentata non c’è ancora un percorso prestabilito da seguire. Infatti non è necessario avere un titolo di studio accademico per poter insegnare italiano a stranieri; anche un diploma di scuola media superiore corredato da una opportuna e specifica formazione è sufficiente per intraprendere questa carriera.

Ma attenzione, la formazione in questo ambito è tutto. Se fino a pochi anni fa bastava essere italiano per insegnare la nostra lingua all’estero, ora il mercato è diventato più esigente e selettivo.

Consdieriamo quello che spesso costituisce il “punto zero”. La situazione classica, e anche piuttosto frequente, di un connazionale, senza esperienze didattiche e senza formazione specifica, che va all’estero ed a cui capita di insegnare la propria lingua iniziando, quasi per gioco, dai propri coinquilini e dagli amici. Non stupitevi se vi dico che alla sua prima lezione questo insegnante insegnerà l’italiano come lui lo ha imparato: io sono, tu sei, EGLI è….”. Ma se saper parlare italiano non significa saperlo insegnare. Non possiamo insegnare l’italiano ad uno straniero nello stesso modo in cui è stato insegnato a noi nella scuola elementare. Ben presto, anche il più sprovveduto e improvvisato di questi insegnanti, si accorgerà che insegnare la propria lingua non è tanto semplice come sembra e avvertirà l’esigenza di trovare materiali adatti, un sistema adeguato, un metodo efficace. Spesso in questi anni mi è capitato di ascoltare una frase che segue il racconto di esperienze simili: “quando ho iniziato a capire di cosa si trattava MI SI E’ APERTO UN MONDO”.

Ecco, è proprio in questo mondo che sta la differenza tra un insegnante di italiano “per caso” e un docente che affronta questa professione in modo consapevole ed è proprio questo mondo che giustifica una formazione specifica per diventare docente di italiano a stranieri. Spesso si pensa di affrontare autonomamente un percorso di studio e di approfondimento che, se nei casi in cui vi è una esperienza pluriennale e consapevole nel campo dell’insegnamento può dare i suoi frutti, negli altri casi si rivela insufficiente ad affrontare un lavoro in classe.

FORMAZIONE

Le soluzioni e gli strumenti tuttavia ci sono, sono tanti e alla portata di tutti.

Capita, a chi abbia sostenuto esami universitari di glottodidattica, di rimanere confinato su un piano troppo teorico. Questi studi, infatti, pur costituendo una buona base di partenza per diventare insegnante di italiano a stranieri, spesso non sono sufficienti in quanto non forniscono le molteplici competenze che un docente di italiano a stranieri dovrebbe possedere.

La logica conseguenza è costituita dal fatto che ci si rivolga, anche indipendentemente dagli studi universitari, a corsi specifici di didattica dell’italiano a stranieri, erogati da istituti privati e università che lavorano nel campo dell’insegnamento dell’italiano a stranieri ormai da anni. Tali corsi prevedono una frequenza in classe o on-line in cui si accompagna il futuro docente di italiano a stranieri alla scoperta di un metodo che, nella stragrande maggioranza dei casi costituisce per lui un metodo nuovo di insegnamento perchè non è stato sperimentato in prima persona durante il proprio percorso di studi (da studente per intenderci), perchè chi insegna nella scuola dell’obbligo spesso non lo utilizza o non lo utilizzava. Si tratta del metodo comunicativo, uno strumento all’avanguardia che consente una maggiore efficacia di insegnamento e migliori risultati negli apprendenti ottimizzando sia gli sforzi del docente che quelli dei discenti che impareranno così in modo più naturale e, perchè no, anche divertendosi.

Qualora non dovesse bastare questo tipo di formazione o qualora si volesse dare un valore più ufficiale al proprio curriculum esistono poi dei “titoli culturali”, rilasciati da diversi enti certificatori universitari (Università Ca’ Foscari, Università per Stranieri di Perugia e Università per Stranieri di Siena) che pur non avendo un valore ufficiale in quanto non universalmente riconosciuti e non valutati univocamente (con attribuzione di punteggi in graduatorie ad esempio), potrebbero essere utili in quanto costituiscono una sorta di “patentino” per dare maggior lustro alla propria formazione glottodidattica.

In questo sito ci proponiamo di esporre sia le possibilità di formazione con i corsi erogati, che le possibilità offerte dagli enti certificatori di ufficializzare la propria formazione sostenendo esami di didattica dell’italiano a stranieri.

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