Gli insegnanti di A-23 nei CPIA: normativa e organizzazione

Pubblicato il · aggiornato il

CPIA in Italia (Centro Provinciali per l'Istruzione degli Adulti)Gli insegnanti di A-23 nei CPIA costituiscono, dall’istituzione della classe di concorso nel 2016, la spina dorsale storica dell’insegnamento dell’italiano L2 nella scuola pubblica italiana. In questo articolo facciamo chiarezza sulla normativa vigente, sull’organizzazione dei CPIA e sul ruolo dei docenti di italiano L2 al loro interno. Per il quadro d’insieme sulla classe di concorso e sui nuovi contesti di insegnamento aperti dal DL 71/2024, rimandiamo alla guida principale sulla A-23; per una lettura evolutiva “dai CPIA a tutte le scuole”, vedi il nostro articolo su dove si insegna con la A-23.

Cosa sono i CPIA

I CPIA (Centri Provinciali per l’istruzione per gli adulti) sono stati istituiti con il decreto del Presidente della Repubblica 263 del 29 ottobre 2012 (implementato poi dalle linee guida del Decreto interministeriale del 13 marzo 2015). Costituiscono una tipologia di istituzione scolastica autonoma dotata di un proprio organico e di uno specifico assetto didattico e organizzativo. I Centri hanno la medesima autonomia attribuita alle istituzioni scolastiche sono dotati di un proprio organico; hanno i medesimi organi collegiali delle istituzioni scolastiche, realizzano un’offerta formativa strutturata per livelli di apprendimento. Alla  fine di questo articolo potrete trovare il link all’opuscolo informativo riguardante l’organizzazione dei CPIA.

L’offerta formativa dei CPIA

I percorsi di istruzione degli adulti sono riorganizzati in percorsi di:

  • I livello finalizzati al conseguimento del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione;
  • II livello finalizzati al conseguimento del diploma di istruzione tecnica, professionale e artistica;
  • Alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana finalizzati al conseguimento di un titolo attestante il raggiungimento di un livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue elaborato dal Consiglio d’Europa.

Questi percorsi a loro volta si suddividono in più periodi didattici. Sono progettati per unità di apprendimento, intese come insieme autonomamente significativo di conoscenze, abilità e competenze. Tali unità di apprendimento rappresentano il necessario riferimento per il riconoscimento dei crediti.

Agli adulti che si iscrivono ai percorsi di istruzione sono destinate specifiche attività di accoglienza e orientamento. Tali attività sono finalizzate a produrre il Patto formativo individuale, che consente di personalizzare il percorso.

L’utenza

Ai Centri possono iscriversi gli adulti anche stranieri che non hanno assolto l’obbligo di istruzione o che non sono in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione. Possono accedervi:

  • Gli adulti stranieri anche in possesso di titoli di studio conseguiti nei Paesi di origine, viene garantita la possibilità di iscriversi ai percorsi di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana.
  • Coloro che hanno compiuto il sedicesimo anno di età e che non sono in  possesso  del  titolo  di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione.
  • Infine possono iscriversi per frequentare i percorsi di secondo livello, gli adulti, anche stranieri, che sono in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione, nonché coloro che hanno compiuto il sedicesimo anno di età e che, già in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione, dimostrano di non poter frequentare il corso diurno.

L’organico di base previsto nel DPR 263 del 29 ottobre 2012

L’organico di base previsto per ogni Centro è costituito da cinque docenti provenienti dalla scuola secondaria di I grado e da tre docenti provenienti dalla scuola primaria. La tipologia dei docenti assegnati al Centro è indicativamente la seguente:

  • 3 docenti di scuola primaria;
  • 2 docenti di scuola media ex classe 43/A (Italiano, storia ed educazione civica, geografia);
  • un docente di scuola media ex classe 59/A (Scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali);
  • 1 docente di scuola media ex classe  45/A  (Lingua straniera);
  • un docente di scuola media ex classe 33/A (Educazione tecnica)

Si legge ancora nel decreto che il Provveditore agli Studi, potrà assegnare altri docenti sulla base di progetti presentati dai Centri, tenuto conto delle tipologie di utenza, dei flussi migratori, dei flussi del mercato del lavoro, delle specificità lavorative ecc. la dotazione organica dei Centri è definita, in relazione all’assetto didattico ed organizzativo sulla base dei dati comunicati dal dirigente scolastico del centro al competente ufficio scolastico regionale con riferimento alla serie storica degli alunni scrutinati. L’organico è determinato, nell’ambito e nei limiti degli organici definiti a legislazione vigente, con riferimento al rapporto non superiore a 10 docenti ogni 160 studenti. La domanda che sorge spontanea è di cosa si andranno ad occupare gli insegnanti A-23 nei CPIA.

Insegnanti di A-23 nei CPIA: il reclutamento negli organici

Rispetto al decreto che abbiamo analizzato il reclutamento docenti ha subito alcuni cambiamenti, vista l’istituzione della nuova classe di concorso A-23.

Nel DPR si legge: “L’organico è determinato mediante l’annuale decreto interministeriale adottato dal MIUR, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze”.
Con l’istituzione della classe di concorso A-23, ciascun Ufficio Scolastico Regionale deve provvedere, nei limiti del contingente assegnato, all’individuazione dei posti di italiano L2 in misura di 2 per ogni CPIA (come da Decreto Interministeriale del 28 aprile 2016). In assenza di ulteriori indicazioni, i vincitori del concorso a cattedra 2016 per la classe di concorso A-23 sono dunque entrati di ruolo nei CPIA; i 506 posti messi al bando dal MIUR sono tuttavia risultati insufficienti.

Le questioni aperte del 2019 e cosa è cambiato oggi

Quando questo articolo è stato pubblicato la prima volta, nel 2019, molte questioni sul ruolo degli insegnanti di A-23 nei CPIA restavano senza risposta. A distanza di anni possiamo tirare almeno due somme.

La prima riguarda l’impiego dei docenti di A-23 oltre i CPIA. Nel 2019 il tema più caldo era proprio la difficoltà di impiegare i vincitori del concorso 2016 nella scuola pubblica di ogni ordine e grado, di fronte a una crescente presenza di studenti stranieri. Con il decreto legge 31 maggio 2024, n. 71, convertito nella Legge 29 luglio 2024, n. 106, la situazione è cambiata: l’articolo 11 ha introdotto l’assegnazione di un docente dedicato all’italiano per stranieri nelle classi con almeno il 20% di studenti stranieri neoarrivati o privi del livello A2 del QCER. Sono così stati istituiti posti di potenziamento per la A-23 anche nella scuola secondaria di primo e secondo grado, ricavati dall’organico dell’autonomia.

La seconda riguarda i criteri di attribuzione dei compiti nei CPIA. Anche in assenza di indicazioni ministeriali unificate, la prassi consolidata assegna ai docenti di A-23 primariamente i percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana finalizzati al raggiungimento del livello A2 del QCER (Percorsi AALI), con integrazioni sui percorsi di I livello quando l’utenza lo richiede. La discrezionalità del Dirigente Scolastico resta, ma opera dentro una cornice ormai stabilizzata.

Il quadro complessivo sui percorsi abilitanti e sul concorso PNRR3 (DDG 2939/2025), che oggi rappresentano le vie strutturate per diventare docenti di A-23, è trattato nella guida alla classe di concorso A-23 e nell’articolo dedicato all’abilitazione alla A-23.

Per approfondimenti sull’assetto complessivo dei CPIA restano validi l’opuscolo informativo di INDIRE e il testo L’istruzione degli adulti in Italia. I CPIA attraverso la voce dei loro attori, che raccoglie testimonianze dirette degli attori di questo segmento della scuola pubblica.

Domande frequenti sugli insegnanti di A-23 nei CPIA

I CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti) sono istituzioni scolastiche autonome istituite con il DPR 263/2012 e le linee guida del DI 13 marzo 2015. Hanno un proprio organico e realizzano un’offerta formativa articolata su percorsi di primo livello, di secondo livello e di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana (AALI) finalizzati al raggiungimento almeno del livello A2 del QCER. Vi possono insegnare i docenti di ruolo assegnati all’organico secondo le classi di concorso previste, tra cui la A-23 con due posti per ciascun CPIA (Decreto Interministeriale 28 aprile 2016).

Il Decreto Interministeriale del 28 aprile 2016 prevede due posti di A-23 per ciascun CPIA, individuati dagli Uffici Scolastici Regionali nei limiti del contingente assegnato. Questa dotazione minima resta il riferimento normativo di base, integrata dalle assegnazioni aggiuntive che i Provveditorati agli Studi possono disporre sulla base di progetti presentati dai singoli Centri.

I docenti di A-23 nei CPIA operano principalmente nei percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana (AALI), finalizzati al conseguimento di un attestato di competenza almeno pari al livello A2 del QCER. Possono inoltre essere coinvolti nei percorsi di primo livello quando l’utenza è composta prevalentemente da adulti stranieri, e nella progettazione delle attività di accoglienza e orientamento previste dal patto formativo individuale.

No, non più. Fino al 2024 i CPIA erano l’unico contesto di impiego strutturato per i docenti di A-23. Con il decreto legge 71/2024, convertito nella Legge 106/2024, sono stati istituiti posti di potenziamento per la A-23 anche nella scuola secondaria di primo e secondo grado, nelle classi con almeno il 20% di studenti stranieri neoarrivati o privi del livello A2 del QCER. Per il quadro completo dei contesti di insegnamento vedi l’articolo dedicato a dove si insegna con la A-23.

Ai CPIA possono iscriversi adulti, anche stranieri, che non hanno assolto l’obbligo di istruzione o che non sono in possesso del titolo conclusivo del primo ciclo. Possono inoltre iscriversi ai percorsi di alfabetizzazione gli stranieri anche in possesso di titoli conseguiti nei Paesi di origine. Per i percorsi di secondo livello è richiesto il possesso del titolo conclusivo del primo ciclo, oppure il compimento del sedicesimo anno d’età se si dimostra l’impossibilità di frequentare il corso diurno.

+3 punti in graduatoria

Per tutte le classi di concorso

Aumenta il punteggio in GPS e
nei concorsi ordinari e straordinari.

Specializzati in italiano L2!

Preparati online agli esami!

Titoli valutati per sostegno, graduatorie
all’estero, ITP, infanzia e primaria.

  • Forma Mentis - Ditals.com
  • Metodi di pagamento accettati
  • © Forma Mentis Srl Unipersonale
  • Cod. Fisc. e P. IVA: 05224960756
  • REA: LE - 351193
  • formamentis.srl(at)pec.it