PAS e concorso a cattedra straordinario entro il 2019

Accordo tra sindacati e MIUR sull'istituzione di percorsi abilitanti speciali e di un concorso a cattedra straordinario entro il 2019.
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PAS e concorso a cattedra straordinario entro il 2019percorsi abilitanti speciali e concorso a cattedra straordinario entro il 2019
, questo il contenuto dell’accordo raggiunto nella serata di ieri, 11 giugno 2019, nell’incontro presso il MIUR, tra il Ministro dell’Istruzione Bussetti, il Capo di Gabinetto Giuseppe Chiné e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali rappresentative per il comparto Istruzione. Passiamo ad illustrarvi il contenuto non prima di aver linkato il testo integrale di cui potete prendere visione al seguente LINK.

PAS e concorso a cattedra straordinario entro il 2019

L’accordo siglato prevede l’istituzione di percorsi abilitanti speciali (PAS) ed il bando per un concorso a cattedra straordinario e abilitante, da oltre 24.000 posti, riservato a chi ha maturato tre anni di insegnamento nella scuola statale, di cui uno specifico nella classe di concorso per cui si intende concorrere.

Dunque cambia la posizione del MIUR espressa nelle dichiarazioni del Ministro Bussetti che negava la possibilità di concorsi straordinari, confermando il solo concorso ordinario. Vi riportiamo il link all’intervista al termine della quale sono riportate le dichiarazioni a cui facciamo riferimento (LINK).

Ci dovrebbero quindi essere (il condizionale è sempre d’obbligo in questi casi, vista l’inversione a U rispetto all’orientamento precedente) due concorsi a cattedra nel 2019, un concorso a cattedra straordinario e un concorso a cattedra ordinario, ciascuno con 24.000 posti per un totale di 48.000 posti messi a bando. Analizziamo l’accordo più nel dettaglio.

I percorsi abilitanti speciali (PAS)

I PAS 2019 sono riservati ai docenti con 3 annualità di servizio negli ultimi 8 anni ed è aperto a tutti i docenti con tre annualità di servizio nelle scuole statali, paritarie e percorsi di istruzione e formazione professionale limitatamente all’obbligo scolastico. Questi percorsi consentiranno di conseguire l’abilitazione all’insegnamento, utile anche per accedere alle supplenze annuali dalle graduatorie di seconda fascia e per insegnare nelle paritarie. Al PAS potranno accedere, tra gli altri, anche i docenti di ruolo che desiderano ottenere altra abilitazione e i dottori di ricerca. Il governo si è impegnato ad istituirli entro e non oltre l’anno 2019.

Il concorso straordinario 2019

La procedura straordinaria è limitata esclusivamente ai docenti che abbiano maturato tre annualità di servizio negli ultimi 8 (di cui uno per la classe di concorso in cui si intende concorrere), presso le sole scuole statali. Sono esclusi i docenti delle scuole paritarie.

Due sono le prove previste: una prova selettiva computer based (sarà previsto quindi un punteggio minimo), e una prova orale non selettiva volta a migliorare il punteggio per la scelta della sede. La procedura conferirà a tutti i vincitori l’abilitazione.
La graduatoria finale sarà determinata assicurando un preminente rilievo ai titoli di servizio, oltre che in base al punteggio attribuito alle due prove.

Le graduatorie saranno utilizzate dopo l’esaurimento (nella regione di svolgimento del concorso) delle corrispondenti graduatorie dei concorsi 2016 e 2018. In ogni caso l’accordo siglato impegna il governo a bandire il concorso entro e non oltre il 2019.

Il concorso ordinario 2019

Al concorso ordinario infine potranno partecipare tutti i docenti con tre anni di servizio negli ultimi otto, svolti sia nella scuola statale che nella scuola paritaria, nella formazione professionale (relativamente all’obbligo formativo), di cui uno nella classe di concorso per cui si intende concorrere.

Allo stesso concorso partecipano anche laureati con 24 CFU, docenti abilitati, docenti in altro grado di istruzione, docenti di ruolo.

Non sono previste prove preselettive ma una prova scritta e una prova orale. Chi supera tutte le prove, anche se non rientra nel numero dei posti a bando, otterrà l’abilitazione all’insegnamento per l’inserimento nella II fascia delle graduatorie di istituto.

I posti a disposizione sono circa 24.000 mila di cui il 10% (che potrebbe salire anche al 50%) riservato ai precari con tre annualità di servizio.

Anche in questo caso le graduatorie saranno utilizzabili dopo l’esaurimento di quelle dei corrispondenti concorsi 2016 e 2018. Il bando del concorso ordinario, nelle intenzioni del MIUR, era calendarizzato per il mese di luglio, come dichiarato dallo stesso Ministro Bussetti. In ogni caso è verosimile che possa essere procrastinato, comunque non oltre il 2019.

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La notizia di ben due concorsi che verranno banditi quest’anno e quella dei percorsi abilitanti speciali fa risuonare un allarme, quello relativo ai punteggi per accedere al concorso che diventano necessari in questi casi per avere maggiori possibilità di successo.
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Criticità, dubbi e nodi da sciogliere

L’affastellarsi di PAS, concorso ordinario e concorso straordinario avrà come minimo delle ripercussioni sui tempi e probabilmente il concorso ordinario verrà procrastinato per consentire l’ottimizzazione delle risorse in modo da sfruttare tempi, modalità e logistica del concorso straordinario.

Per quanto riguarda i PAS staremo a vedere come verrà strutturato il percorso, ma ciò che lascia sconcertati è che consentirà agli insegnanti precari di III fascia di conseguire una abilitazione, e continuare ad essere precari, in II fascia, fino al prossimo concorso a cattedra.

Nell’accordo ovviamente non vengono indicati i criteri e le percentuali di immissione in ruolo dei vincitori tra il concorso straordinario e quello ordinario, dopo l’esaurimento delle graduatorie dei concorsi 2016 e 2018. Inoltre si  dà il via a un nuovo PAS per migliaia di insegnanti, quando 70.000 abilitati del vecchio PAS ancora aspettano, dopo sette anni, l’assunzione a tempo indeterminato.

Lo stesso presidente Anief, Marcello Pacifico afferma: “Pur apprezzando, come da nostra richiesta, la apertura del percorso abilitante al personale di ruolo, a chi ha prestato servizio nella paritaria e a che ha conseguito il dottorato di ricerca, Anief ritiene insufficiente la sola indizione di un terzo concorso riservato per assumere 24.000 supplenti con 36 mesi di servizio; assunzioni che, peraltro, avverranno in coda a quelle del concorso ordinario e dei 35.000 ex Fit in attesa di una cattedra. Il concorso, peraltro, sarà selettivo in entrata, con un punteggio minimo da raggiungere agli scritti per poter sostenere il colloquio, e porterà alla stabilizzazione soltanto di un precario su cinque avente diritto.”

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