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SAI Sistema di Accoglienza e Integrazione

Scopriamo il nuovo modello SAI, Sistema di Accoglienza e Integrazione, analizzando le differenze con i vecchi SIPROIMI.

SAI sistema di accoglienza e integrazioneComposto da 12 articoli, contenenti correttivi e novità, il D.L. 130/2020 riguarda le leggi che regolano l’immigrazione, dagli arrivi fino all’iter per diventare cittadini italiani. Tra le principali novità è stato presentato il nuovo progetto SAI Sistema di Accoglienza e Integrazione. Si ritorna così a un modello caratterizzato da percorsi di integrazione, sulla linea dell’esperienza SPRAR, con lo scopo di dividere il concetto di sicurezza da quello di immigrazione.

Cosa cambia rispetto a SIPROIMI

A partire dalla fine del 2018, con il primo Decreto Sicurezza, il sistema SPRAR si è trasformato in SPIROIMI e l’accesso alle strutture era riservato solo ai titolari di protezione internazionale e a tutti i minori stranieri non accompagnati, con il nuovo modello, invece, si reintroduce la possibilità per i richiedenti asilo di accedere ai percorsi di accoglienza.

Inoltre, con i decreti pubblicati ad agosto 2021 dal ministero dell’Interno, l’aumento di posti per minori stranieri non accompagnati nella rete Sai, nell’ultimo anno, è pari a più di 3000 posti, portando a complessivi 6698 posti la capienza Sai per minori stranieri non accompagnati (msna).

Secondo il delegato Anci all’immigrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni: “È il dato storicamente più alto da quando è nato lo SPRAR. Va riconosciuto al Ministero lo sforzo significativo a supporto dei Comuni, su cui ricade la responsabilità dei minori”.

Il nuovo modello

Il modello SAI, sistema di accoglienza e integrazione, prevede due livelli differenziati di erogazione dei servizi:

  • primo livello, destinato ai richiedenti asilo cui sono destinati “prestazioni di accoglienza materiale, l’assistenza sanitaria, l’assistenza sociale e psicologica, la mediazione linguistico-culturale, la somministrazione di corsi di lingua italiana e i servizi di orientamento legale e al territorio”;
  • secondo livello, destinati ai titolari di protezione internazionale e “finalizzati all’integrazione, tra cui si comprendono, oltre quelli previsti al primo livello, l’orientamento al lavoro e la formazione professionale”.

Sono previste, dunque, attività per facilitare l’apprendimento dell’italiano e l’istruzione degli adulti, l’iscrizione a scuola dei minori in età dell’obbligo scolastico, percorsi formativi e di riqualificazione professionale per promuovere l’inserimento lavorativo, così come sono approntate misure per l’accesso alla casa.

La rete SAI Sistema di Accoglienza e Integrazione

Il sistema SAI è costituito dalla rete degli enti locali, distribuiti su tutto il territorio nazionale, che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. L’ammissione ai centri di accoglienza del Sistema, fino a esaurimento dei posti complessivamente disponibili, è disposta dal Servizio centrale su segnalazione dei singoli progetti territoriali o di enti terzi (prefetture, questure, associazioni).

All’interno del sistema sono, inoltre, presenti progetti specializzati per l’accoglienza e sostegno di persone portatrici di specifiche vulnerabilità e sono promosse iniziative per informare e sensibilizzare le comunità cittadine alla conoscenza della realtà del diritto di asilo e della condizione dei beneficiari di protezione internazionale.

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