I titoli di accesso alla classe di concorso A-23, classe di concorso denominata Lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti), sono fissati dalla Tabella A del D.M. 259 del 9 maggio 2017 e distinguono, come per tutte le classi di concorso della scuola secondaria, tra vecchio ordinamento, lauree specialistiche del D.M. 22/2005 e lauree magistrali del D.M. 270/2004. Chi consegue oggi la laurea ricade nella terza categoria, ma tutte e tre le tipologie di lauree restano valide come titolo di accesso ai percorsi abilitanti e ai concorsi ordinari sulla A-23.
In questo articolo trovi il quadro completo: le lauree ammesse, i CFU disciplinari richiesti nei settori scientifico-disciplinari (SSD) con vecchia e nuova denominazione.
La deroga prevista per chi possiede un’abilitazione sul vecchio ordinamento invece era espressamente limitata al concorso a cattedra del 2016 in occasione del quale fu emanata la tabella con i requisiti.
Indichiamo infine le modalità con cui integrare i crediti mancanti.
Per un quadro d’insieme sulla classe di concorso (dove si insegna, valore dei titoli in graduatoria, novità recenti) rimandiamo alla guida alla classe di concorso A-23.
Le lauree ammesse come titolo di accesso alla A-23
Le lauree ammesse dalla Tabella A si articolano su tre livelli di ordinamento normativo.
Vecchio ordinamento:
- Lettere
- Materie letterarie
- Lingua e cultura italiana
- Lingue e letterature straniere
- Conservazione dei beni culturali
- Geografia
- Storia
- Filosofia
- Pedagogia
- Scienze dell’educazione
Attenzione!
Per le lauree vecchio ordinamento sono previsti esami da integrare nel piano di studi, qualora non presenti in quello originariamente seguito, ma anche dei limiti temporali relativi al conseguimento delle lauree entro un anno accademico specifico. Le stesse lauree, se conseguite successivamente agli anni indicati nelle note, non consentono l’accesso alla A-23.
Lauree specialistiche (D.M. 22/2005):
- LS 1 – Antropologia culturale
- LS 2 – Archeologia
- LS 5 – Archivistica e biblioteconomia
- LS 10 – Conservazione dei beni architettonici e ambientali
- LS 11 – Conservazione dei beni scientifici e della civiltà industriale
- LS 12 – Conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico
- LS 15 – Filologia e letterature dell’antichità
- LS 16 – Filologia moderna
- LS 21 – Geografia
- LS 24 – Informatica per le discipline umanistiche
- LS 40 – Lingua e cultura italiana
- LS 42 – Lingue e letterature moderne euroamericane
- LS 43 – Lingue straniere per la comunicazione internazionale
- LS 44 – Linguistica
- LS 93 – Storia antica
- LS 94 – Storia contemporanea
- LS 95 – Storia dell’arte
- LS 97 – Storia medioevale
- LS 98 – Storia moderna
Lauree magistrali (D.M. 270/2004):
- LM 1 – Antropologia culturale ed etnologia
- LM 2 – Archeologia
- LM 5 – Archivistica e biblioteconomia
- LM 10 – Conservazione dei beni architettonici e ambientali
- LM 11 – Conservazione e restauro dei beni culturali
- LM 14 – Filologia moderna
- LM 15 – Filologia, letterature e storia dell’antichità
- LM 37 – Lingue e letterature moderne europee e americane
- LM-38 – Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale
- LM 39 – Linguistica
- LM 43 – Metodologie informatiche per le discipline umanistiche
- LM 80 – Scienze geografiche
- LM 84 – Scienze storiche
- LM 89 – Storia dell’arte
Il possesso della laurea, di per sé, non è però sufficiente: la Tabella A per la classe di concorso A-23 fissa una serie di CFU minimi che il piano di studi deve comprendere, ed è su questi CFU che si gioca l’effettivo diritto di accesso.
I CFU disciplinari richiesti nei SSD
Perché la laurea costituisca titolo di accesso valido, il piano di studi deve documentare specifici insegnamenti nei settori scientifico-disciplinari (SSD) previsti. Per soddisfare il requisito è possibile integrare il proprio piano di studi con:
Esami singoli o master per le lauree del vecchio ordinamento per le quali il titolo di laurea deve comprendere i corsi annuali (o due semestrali) di: lingua italiana, letteratura italiana, linguistica generale, lingua latina o letteratura latina, storia, geografia, glottologia, glottodidattica e didattica della lingua italiana.
CFU nei SSD previsti per le lauree specialistiche o magistrali per le quali, il piano di studi deve contenere almeno 72 CFU nei settori L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, così distribuiti:
- 12 CFU L-LIN/01 (glottologia e linguistica) – GLOT-01/A secondo la nuova denominazione
- 12 CFU L-LIN/02 (didattica delle lingue moderne) – GLOT-01/B secondo la nuova denominazione
- 12 CFU L-FIL-LET/12 (linguistica italiana) – LIFI-01/A secondo la nuova denominazione
- 6 CFU L-FIL-LET/10 (letteratura italiana) – ITAL-01/A secondo la nuova denominazione
- 12 CFU L-FIL-LET/04 (lingua e letteratura latina) – LATI-01/A secondo la nuova denominazione
- 6 CFU M-GGR/01 (geografia) – GEOG-01/A secondo la nuova denominazione
- 6 CFU tra L-ANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04 – STAN-01/A o STAN-01/A, HIST-01/A o HIST-02/A o HIST-03/A secondo la nuova denominazione
La modalità più frequente è il conseguimento di CFU nei SSD previsti, salvo che non si provenga da una laurea vecchio ordinamento per la quale, non essendoci CFU ed SSD rileva la denominazione degli insegnamenti. Il PDF completo con la Tabella A per la classe di concorso A-23 riporta l’intera formulazione ufficiale del D.M. 259/2017 con tutte le lauree previste e quelle inizialmente previste e poi espunte come la LM-85 bis.
L’accesso tramite abilitazione su una vecchia classe di concorso
La Tabella A prevede, ma si tratta di una previsione normativa valida e circoscritta solo relativamente al concorso 2016 (come da nota successivamente pubblicata dal ministero), una via di accesso specifica per chi ha già conseguito l’abilitazione su una delle vecchie classi di concorso del previgente ordinamento, precisamente:
- ex 43/A – Italiano, storia ed educazione civica, geografia nella scuola media
- ex 45/A – Lingua straniera nella scuola media
- ex 46/A – Lingua e civiltà straniera negli istituti di II grado
- ex 50/A – Materie letterarie negli istituti di II grado
- ex 51/A – Materie letterarie e latino nei licei e istituto magistrale
- ex 52/A – Materie letterarie, latino e greco nel liceo classico
L’abilitazione su una di queste classi costituiva, solo per il concorso 2016, titolo di accesso alla A-23 purché congiunta al titolo di specializzazione in italiano L2 e purché il piano di studi comprenda 12 CFU L-LIN/01, 12 CFU L-LIN/02 e 12 CFU L-FIL-LET/12, oppure, in alternativa, un corso annuale o due semestrali in glottologia o linguistica generale, glottodidattica e didattica della lingua italiana. Questo perché nel 2016, a ridosso dell’istituzione della classe di concorso, non era ancora stato istituito alcun percorso abilitante specifico per la A023.
Il titolo di specializzazione in italiano L2
La laurea da sola, anche completa di tutti i CFU nei SSD, non è mai sufficiente: per accedere ai percorsi abilitanti e ai concorsi sulla A-23 è indispensabile un titolo di specializzazione in italiano L2 riconosciuto dal D.M. 92 del 25 febbraio 2016, successivamente aggiornato dal D.M. 130/2023. Rientrano nell’elenco tassativo le certificazioni Ditals di II livello (Università per Stranieri di Siena), Cedils (Università Ca’ Foscari di Venezia) e Dils-PG di II livello (Università per Stranieri di Perugia), oltre a specifici master universitari indicati nei due decreti tra cui il master online L’insegnamento dell’italiano agli stranieri, L2.
L’elenco completo, con i relativi punteggi nelle graduatorie GPS, è consultabile nell’elenco dei titoli di specializzazione in italiano L2.
I laboratori di italiano L2 nella scuola dell’infanzia e primaria
Un capitolo a parte riguarda l’insegnamento nei laboratori di italiano L2 attivati nella scuola dell’infanzia e primaria. Non si tratta della classe di concorso A-23 in senso stretto (che è classe di concorso prevista nella scuola secondaria) ma di una possibilità di insegnamento affine, riservata a docenti in possesso congiuntamente di: laurea in LM-85 bis (Scienze della formazione primaria) con relativa abilitazione, titolo di specializzazione in italiano L2, e 12 CFU L-LIN/01 + 12 CFU L-LIN/02 + 12 CFU L-FIL-LET/12. Chi possiede questi requisiti può insegnare nei laboratori di italiano L2 attivati nelle scuole in cui è prevista l’accoglienza di alunni stranieri con background migratorio. Questa previsione normativa iniziale non ha trovato ancora uno spazio specifico di applicabilità.
Come integrare i CFU disciplinari mancanti
Se la propria laurea non contiene tutti i CFU richiesti dalla Tabella A (situazione che si verifica nel 99% dei casi anche con lauree perfettamente allineate al profilo A-23) i CFU mancanti vanno integrati con esami universitari aggiuntivi. Sono riconosciuti dagli Uffici Scolastici Regionali:
- Esami singoli universitari, verbalizzati singolarmente e attribuiti in modo univoco a un solo SSD;
- CFU acquisiti in master universitari che prevedano esami singoli con le stesse caratteristiche (verbalizzazione separata, CFU riconducibili a un unico SSD per esame).
Non sono invece riconosciuti de plano i CFU dei master che attribuiscono tutti i crediti in più SSD con un’unica prova finale: in quel caso i CFU non risultano distinguibili per settore e l’unico riferimento sarebbe il piano di studi, che non costituisce criterio solido per l’USR.
Per una valutazione puntuale dei titoli posseduti è possibile richiedere una consulenza gratuita per la valutazione dei titoli volta ad individuare sia i crediti da maturare che la strategia più conveniente per integrare crediti e titoli eventualmente mancanti.
Iter normativo: il documento originario del 2015
Per chi voglia ricostruire l’iter normativo che ha portato all’assetto attuale della classe di concorso A-23, resta consultabile il documento originario dell’agosto 2015, con l’allegato A delle nuove classi di concorso approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri. Il confronto con la Tabella A del D.M. 259/2017 consente di intravedere la ratio delle modifiche successive e di orientarsi meglio nelle disposizioni che, come i laboratori di italiano L2 nella scuola dell’infanzia e primaria, restano formalmente nel testo di legge pur non avendo trovato piena attuazione.

























