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Francesco B.
Google · Ott 2026
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Il Toolkit elaborato dal Consiglio d'Europa: uno strumento utile per gli insegnanti di italiano L2 in contesto migratorio.
Il toolkit è un insieme di strumenti di supporto linguistico per rifugiati e richiedenti asilo. È stato sviluppato dal Consiglio d’Europa, nell’ambito del progetto LIAM (Linguistic Integration of Adult Migrants), per sostenere gli Stati membri nel loro impegno ad affrontare le sfide poste dai grandi flussi migratori in Europa.
Il fenomeno resta di dimensioni enormi: secondo la IX edizione del Report “Il diritto d’asilo” di Fondazione Migrantes (dicembre 2025), a metà 2025 nel mondo si contano circa 117 milioni di persone costrette a fuggire dal proprio Paese. E mentre nell’Unione Europea le domande di asilo sono complessivamente in calo, l’Italia è in controtendenza, con un numero record di richieste.
I richiedenti asilo e rifugiati che si trovano nel nostro Paese hanno bisogno di supporto per acquisire almeno un livello minimo di lingua per la sopravvivenza, al fine di soddisfare i propri bisogni o di poter interpretare quelli di altri.
Di conseguenza, pensare di insegnare italiano L2 come normalmente si insegna in una classe potrebbe essere impossibile da realizzare. Proprio per supportare le organizzazioni, i centri di accoglienza e tutti i volontari che si occupano di insegnamento di italiano L2 a richiedenti asilo e rifugiati, il Consiglio d’Europa ha deciso di elaborare un supporto linguistico per rifugiati e richiedenti asilo, uno strumento per prestare assistenza a coloro che sono impegnati in questo settore.
Il toolkit è disponibile in 7 lingue: italiano, inglese, francese, tedesco, olandese, greco e turco e si compone di 57 strumenti organizzati in 3 macro sezioni:
Nel Toolkit c’è una sezione dedicata anche alle caratteristiche del contesto di insegnamento a richiedenti asilo e rifugiati con consigli operativi molto utili per gli insegnanti che operano in questo settore. In particolare una grande attenzione viene data alla componente culturale che può creare quegli “incidenti” che potrebbero compromettere inevitabilmente l’apprendimento e l’integrazione.
Alcuni argomenti comunemente affrontati in maniera aperta nelle società europee, sono infatti considerati un tabù in alcune culture non europee; altri, invece, sono evitati o per lo meno non affrontati in pubblico, e il Toolkit fa qualche esempio:
La situazione familiare: in alcune culture, essere un orfano o una donna non sposata dopo una certa età o una vedova senza famiglia sono considerate condizioni inusuali di cui vergognarsi; inoltre, in alcuni contesti, le famiglie poligame sono accettate, ma i componenti della famiglia potrebbero preferire non parlare della propria situazione;
L’orientamento sessuale è qualcosa di cui non ci si aspetta che si parli;
Le condizioni di salute: parlare di malattie o di disabilità, comprese le disabilità mentali, è spesso un argomento ritenuto delicato.
Un modo per evitare il fraintendimento interculturale, secondo il toolkit, è rendere la comunicazione quanto più esplicita possibile, spiegando e fornendo dettagli riguardo alle questioni che possono sembrare scontate in un contesto mono-culturale e verificando ripetutamente che le persone con cui stiamo interagendo hanno compreso ciò che intendiamo dire.
Ma quale è l’obiettivo principale della formazione linguistica in Italiano L2 in contesto migratorio? Essendo l’apprendimento della lingua del paese ospitante fortemente influenzato da fattori psicoaffettivi e identitari, è importante che gli interventi didattici rivolti agli apprendenti diventino un mezzo per l’integrazione e la nascita di nuove identità, che scaturiscono dall’incontro positivo e dinamico dell’identità linguistica e culturale del paese di provenienza con quella del paese ospitante. Ecco perché è necessario un supporto linguistico per rifugiati e richiedenti asilo: gli interventi descritti nel Toolkit mirano a consentire ai migranti di integrarsi nei contesti sociali e comunicativi in cui si muovono e hanno il fine ultimo di permettere loro l’accesso ai servizi e al lavoro, e di stabilire relazioni interpersonali positive per la piena realizzazione della persona.
Questi sono solo alcuni dei tantissimi consigli operativi che si trovano nel Toolkit, un vero supporto linguistico per rifugiati e richiedenti asilo utilissimo per tutti gli insegnanti che operano in questo contesto di insegnamento di italiano L2 molto delicato e spesso sottovalutato.
Ecco il Toolkit del consiglio d’Europa in formato PDF gratuitamente scaricabile.
È un insieme di strumenti pratici sviluppato dal Consiglio d’Europa, nell’ambito del progetto LIAM, per aiutare organizzazioni, centri di accoglienza e volontari che insegnano la lingua del Paese ospitante a richiedenti asilo e rifugiati adulti. L’obiettivo è offrire un supporto linguistico anche minimo, utile alla sopravvivenza quotidiana e all’integrazione.
Il Toolkit è disponibile in 7 lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, olandese, greco e turco) e raccoglie 57 strumenti organizzati in tre sezioni: un’introduzione sui Paesi di provenienza e sulle questioni etiche e culturali; una parte di preparazione e pianificazione; una sezione di attività legate alla vita quotidiana, come sanità, alloggio, acquisti e uffici pubblici.
Alcuni temi affrontati apertamente in Europa sono considerati un tabù in altre culture. Il Toolkit segnala in particolare la situazione familiare (essere orfani, vedovi, non sposati o appartenere a famiglie poligame), l’orientamento sessuale e le condizioni di salute, comprese le disabilità. La raccomandazione è rendere la comunicazione il più esplicita possibile e verificare spesso di essere stati compresi.
Più che il raggiungimento di un livello formale, l’obiettivo è favorire l’integrazione. Poiché l’apprendimento della lingua del Paese ospitante è fortemente legato a fattori psicoaffettivi e identitari, il fine ultimo è permettere ai migranti l’accesso ai servizi e al lavoro e la costruzione di relazioni positive, facendo incontrare in modo dinamico l’identità del Paese d’origine con quella del Paese di accoglienza.
Sì, il Toolkit è liberamente scaricabile dal sito del Consiglio d’Europa, dove i singoli strumenti possono essere scaricati e adattati ai diversi contesti. Alla fine di questo articolo trovi anche il link diretto alla versione in PDF in italiano.