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Supporto linguistico per rifugiati e richiedenti asilo: il Toolkit del Consiglio d’Europa

Il Toolkit elaborato dal Consiglio d'Europa: uno strumento utile per gli insegnanti di italiano L2 in contesto migratorio.

Supporto linguistico per rifugiatill toolkit è un insieme di strumenti di supporto linguistico per rifugiati e richiedenti asilo. È stato sviluppato dal Consiglio d’Europa per sostenere gli Stati membri nel loro impegno ad affrontare le sfide poste dai flussi migratori, in forte crescita rispetto agli anni precedenti.
Nel rapporto Migrantes 2021 si afferma che la pandemia da COVID-19 ha reso ancora più gravoso qualsiasi motivo, qualsiasi spinta a lasciare la propria casa, la propria  terra.

I richiedenti asilo e rifugiati che si trovano nel nostro Paese hanno bisogno di supporto per acquisire almeno un livello minimo di lingua per la sopravvivenza, al fine di soddisfare i propri bisogni o di poter interpretare quelli di altri.
Di conseguenza, pensare di insegnare italiano L2 come normalmente si insegna in una classe potrebbe essere impossibile da realizzare. Proprio per supportare le organizzazioni, i centri di accoglienza e tutti i volontari che si occupano di insegnamento di italiano L2 a richiedenti asilo e rifugiati, il Consiglio d’Europa ha deciso di elaborare un supporto linguistico per rifugiati e richiedenti asilo, uno strumento per prestare assistenza a coloro che sono impegnati in questo settore.

Struttura del toolkit

Il toolkit è disponibile in 7 lingue: italiano, inglese, francese, tedesco, olandese, greco e turco e si compone di 57 strumenti organizzati in 3 macro sezioni:

  1. Introduzione: tale sezione fornisce informazioni generali sui Paesi di provenienza dei rifugiati e sulle modalità di arrivo, su come affrontare questioni etiche e culturali, anche sconosciute, che potrebbero presentarsi.
  2. Preparazione e pianificazione: tale sezione si occupa degli aspetti pratici relativi alla preparazione e alla messa in pratica del supporto linguistico rivolto a un gruppo eterogeneo di rifugiati. Tali strumenti includono suggerimenti circa il supporto linguistico in situazioni diverse e impegnative, nonché una serie di tool utili per l’analisi dei bisogni e per la scelta consapevole dei contenuti relativi al supporto linguistico da progettare.
  3. Attività: tale sezione include attività che si rifanno a situazioni di vita quotidiana che lo studente immigrato potrà incontrare. Ad esempio, le comunicazioni telefoniche, oppure l’acquisto di una ricarica per il cellulare, l’utilizzo dei servizi sanitari, l’acquisto di vestiti, trovare un alloggio, nonché l’utilizzo di uffici postali e banche. La sezione si chiude con strumenti rivolti a favorire un orientamento nello spazio nel segno di una crescente interazione con la comunità ospitante.

Supporto linguistico per rifugiati: l’insegnamento dell’italiano L2 in questo specifico contesto migratorio

Nel Toolkit c’è una sezione dedicata anche alle caratteristiche del contesto di insegnamento a richiedenti asilo e rifugiati con consigli operativi molto utili per gli insegnanti che operano in questo settore. In particolare una grande attenzione viene data alla componente culturale che può creare quegli “incidenti” che potrebbero compromettere inevitabilmente l’apprendimento e l’integrazione.

Alcuni argomenti comunemente affrontati in maniera aperta nelle società europee, sono infatti considerati un tabù in alcune culture non europee; altri, invece, sono evitati o per lo meno non affrontati in pubblico, e il Toolkit fa qualche esempio:

La situazione familiare: in alcune culture, essere un orfano o una donna non sposata dopo una certa età o una vedova senza famiglia sono considerate condizioni inusuali di cui vergognarsi; inoltre, in alcuni contesti, le famiglie poligame sono accettate, ma i componenti della famiglia potrebbero preferire non parlare della propria situazione;

L’orientamento sessuale è qualcosa di cui non ci si aspetta che si parli;

Le condizioni di salute: parlare di malattie o di disabilità, comprese le disabilità mentali, è spesso un argomento ritenuto delicato.

Un modo per evitare il fraintendimento interculturale, secondo il toolkit, è rendere la comunicazione quanto più esplicita possibile, spiegando e fornendo dettagli riguardo alle questioni che possono sembrare scontate in un contesto mono-culturale e verificando ripetutamente che le persone con cui stiamo interagendo hanno compreso ciò che intendiamo dire.

Ma quale è l’obiettivo principale della formazione linguistica in Italiano L2 in contesto migratorio? Essendo l’apprendimento della lingua del paese ospitante fortemente influenzato da fattori psicoaffettivi e identitari, è importante che gli interventi didattici rivolti agli apprendenti diventino un mezzo per l’integrazione e la nascita di nuove identità, che scaturiscono dall’incontro positivo e dinamico dell’identità linguistica e culturale del paese di provenienza con quella del paese ospitante. Ecco perché è necessario un supporto linguistico per rifugiati e richiedenti asilo:  gli interventi descritti nel Toolkit, mirano a consentire ai migranti di integrarsi nei contesti sociali e comunicativi in cui si muovono e hanno il fine ultimo di permettere loro l’accesso ai servizi e al lavoro, e di stabilire relazioni interpersonali positive per la piena realizzazione

Alcuni consigli operativi

  • È consigliabile non fare domande personali sulla situazione dei rifugiati nel Paese d’origine o sulle esperienze che hanno avuto durante il viaggio verso l’Europa.
  • Cercare di creare un’atmosfera in cui i rifugiati si sentano liberi di esprimersi e in cui possano condividere qualsiasi informazione che ritengano appropriata;
  • chiarire che il gruppo è uno spazio sicuro in cui è permesso ai partecipanti di esprimere sé stessi, i propri bisogni, le proprie opinioni; uno spazio in cui tutti accettano di mostrarsi aperti, rispettosi e solidali l’uno verso l’altro.
  • Utilizzare il più possibile materiale visivo: in questo modo gli apprendenti potranno ampliare il proprio vocabolario e rendersi conto che riescono a capire.
  • Utilizzare giochi, prevedere attività per rompere il ghiaccio e attività al di fuori della classe.
  • Non attenersi rigidamente a un programma o puntare magari a far raggiungere un determinato livello di competenza: l’unica preoccupazione è soddisfare i bisogni linguistici dei rifugiati.

Questi sono solo alcuni dei tantissimi consigli operativi che si trovano nel Toolkit, un vero supporto linguistico per rifugiati e richiedenti asilo utilissimo per tutti gli insegnanti che operano in questo contesto di insegnamento di italiano L2 molto delicato e spesso sottovalutato.

Ecco il Toolkit del consiglio d’Europa in formato PDF gratuitamente scaricabile.

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Supporto linguistico per rifugiati e richiedenti asilo: il Toolkit del Consiglio d'Europa
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Supporto linguistico per rifugiati e richiedenti asilo: il Toolkit del Consiglio d'Europa
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Il Toolkit è costituito da 57 "strumenti". Elaborato dal Consiglio d'Europa, come supporto linguistico per rifugiati e richiedenti asilo, è utile agli insegnanti di italiano L2 in contesto migratorio.
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