Il 29 agosto 2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato le Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nella scuola, allegate al Decreto Ministeriale n. 166 del 9 agosto 2025, da poco approvato con parere favorevole del Garante della Privacy.
Il documento si inserisce in una cornice normativa ampia e articolata, richiamando riferimenti alla normativa comunitaria e nazionale:
- l’AI Act europeo;
- la “Convention on Artificial Intelligence and Human Rights, Democracy and the Rule of Law” del Consiglio d’Europa;
- le Ethical guidelines on the use of artificial intelligence (AI) and data in teaching and learning for Educators della Commissione europea;
- la Strategia nazionale per l’IA 2024-2026 dell’AgID e del Dipartimento per la trasformazione digitale;
- il disegno di legge recante “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale” è stato approvato in via definitiva dal Senato il 17 settembre 2025 ed è diventato la Legge 23 settembre 2025, n. 132, in vigore dal 10 ottobre 2025. È la prima legge nazionale in Europa interamente dedicata all’IA.
Le Linee guida sull’introduzione dell’intelligenza artificiale nella scuola creano un quadro per un’adozione consapevole, responsabile e trasparente dei sistemi di IA nelle scuole e sono rivolte a tutti gli attori dell’istituzione scolastica (dirigenti, personale amministrativo, docenti e studenti). Lo scopo è quello di facilitare l’organizzazione scolastica, ottimizzarne i processi amministrativi e supportare la didattica grazie alle nuove tecnologie garantendo, al contempo, trasparenza, accessibilità e sicurezza.
Le Linee guida del ministero sull’introduzione dell’intelligenza artificiale nella scuola, partendo da valori cruciali come la centralità della persona, l’inclusività, la non discriminazione, la trasparenza dei sistemi di intelligenza artificiale, sottolineano gli alti rischi connessi a sistemi come quelli per valutazioni o selezioni che richiedono quindi norme rigide con possibilità di controllo umano e trasparenza.
Le Linee guida del ministero sull’intelligenza artificiale nella scuola richiedono che i fornitori di IA devono garantire elevati standard di sicurezza e protezione dei dati, in linea con il GDPR.
L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nella scuola: ruoli, competenze e formazione
Nelle indicazioni operative per le scuole l’IA è intesa come strumento ausiliario, non sostitutivo, sia per la gestione amministrativa e organizzativa che per la personalizzazione della didattica (creazione di contenuti adattivi, quiz interattivi, mappe concettuali, rubriche valutative).
I docenti mantengono un ruolo centrale e insostituibile nella sorveglianza, guida critica e operativa dell’IA. Sono responsabili dell’individuazione di bias e allucinazioni dei modelli nonché della gestione dei dati personali eventualmente presenti all’interno dei prompt.
L’obbligo di trasparenza nei confronti della comunità scolastica impone poi l’adozione di buone pratiche etiche in linea con il GDPR e l’AI Act.
I dirigenti scolastici sono invece responsabili della supervisione dell’adozione, della governance e della creazione di task force dedicate all’IA.
Viste le prospettive decisamente ampie offerte dall’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nella scuola è pleonastico sottolineare come la formazione del personale scolastico (dirigenti, docenti e ATA) sia imprescindibile.
Viene sancito il diritto di studenti, familiari e personale scolastico di opporsi all’uso dell’IA in determinati ambiti.
Si parla già di una sezione dedicata all’IA sulla piattaforma ministeriale “Unica”, con spazio per progetti, checklist di conformità, FAQ e materiali aggiornati, e di una sperimentazione biennale in corso in diverse regioni, con un assistente virtuale integrato in Google Workspace for Education per le materie STEM e lingue straniere. Il monitoraggio sarebbe affidato all’INVALSI e l’eventuale estensione nazionale sarebbe prevista già per il 2026.
Formazione e obblighi per i docenti sull’Intelligenza Artificiale nella scuola
Il tema della formazione del personale scolastico non è soltanto un auspicio delle Linee guida, ma si inserisce in un quadro normativo che lo sta rendendo sempre più cogente. La Legge 23 settembre 2025, n. 132, la prima legge nazionale in Europa interamente dedicata all’intelligenza artificiale, entrata in vigore il 10 ottobre 2025, attribuisce grande rilievo all’alfabetizzazione digitale e alla diffusione di una cultura dell’IA, prevedendo programmi di educazione e sensibilizzazione.
Per i docenti, in particolare, la formazione sull’IA si colloca all’interno degli obblighi di formazione in servizio previsti dalla normativa scolastica e dal CCNL del comparto Istruzione e Ricerca. Le competenze digitali dei docenti hanno inoltre un quadro di riferimento europeo dedicato, il DigCompEdu (Digital Competence of Educators), che descrive le aree e i livelli di padronanza che un insegnante dovrebbe sviluppare, comprese quelle legate all’uso critico e responsabile delle tecnologie emergenti come l’IA. Le iniziative di formazione promosse dal Ministero, anche attraverso la piattaforma “Scuola Futura” e gli ambiti previsti dal PNRR, si muovono in questa direzione.
L’obiettivo non è formare “tecnici dell’IA”, ma docenti capaci di integrare questi strumenti nella didattica in modo consapevole: riconoscere bias e allucinazioni dei modelli, tutelare i dati personali, scegliere quando l’IA è davvero utile e quando invece rischia di sostituire processi cognitivi che è importante preservare negli studenti.
L’Intelligenza Artificiale nella scuola e l’enciclica “Magnifica Humanitas”
La riflessione sull’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nella scuola si intreccia con un dibattito culturale più ampio sul rapporto tra tecnologia e persona. In questo senso un contributo di grande rilievo è arrivato dalla Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, firmata il 15 maggio 2026 e pubblicata il 25 maggio, primo documento papale interamente dedicato “alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”.
L’enciclica dedica pagine specifiche al mondo dell’educazione. Definisce la sfida pedagogica come una delle grandi questioni del nostro tempo: lo sviluppo dell’IA rende rapidamente inadeguati programmi pensati per un’altra epoca, e chiede di ripensare l’organizzazione della scuola, gli spazi, i metodi di valutazione e la stessa figura dell’insegnante in vista di un’educazione realmente integrale. Proprio qui si colloca un richiamo forte alla formazione continua dei docenti, affinché sappiano accompagnare gli studenti verso un uso “responsabile, critico e creativo” delle nuove tecnologie, e non a subirne passivamente l’influsso.
Il testo mette anche in guardia dal rischio di un sistema educativo “senza amore per la verità”, in cui la velocità e la facilità con cui si ottiene una risposta dall’IA finiscono per spegnere il desiderio di porre domande. Come antidoto propone quella che chiama una “igiene dell’attenzione”, fatta di silenzio, studio approfondito, lettura e confronto ponderato. La scuola, in questa prospettiva, resta un “luogo insostituibile di relazioni autentiche e di apprendimento condiviso”: il digitale, avverte l’enciclica, non può sostituire il tempo umano dell’educazione.
È una prospettiva che dialoga in modo sorprendente con l’impianto delle Linee guida del Ministero, le quali, pur da un punto di vista tecnico e amministrativo, ribadiscono lo stesso principio di fondo: l’IA come strumento ausiliario e non sostitutivo, e la centralità irrinunciabile del ruolo umano nel sistema educativo. Significativo, in tal senso, il fatto che alla presentazione ufficiale dell’enciclica, il 25 maggio 2026, sia intervenuto anche Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic e responsabile della ricerca sull’interpretabilità dell’IA: un segnale del dialogo sempre più necessario tra chi sviluppa queste tecnologie e chi si interroga sul loro impatto umano ed educativo.
Le Linee guida rappresentano un primo passo decisivo verso un’innovazione digitale responsabile nella scuola italiana ma la sfida riguarda anche la formazione per acquisire nuove competenze da parte del personale scolastico nonché le capacità di gestire i rischi collegati.
Da questo punto di vista la rotta tracciata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per introdurre l’Intelligenza Artificiale nella scuola si dimostra lungimirante.
L’obiettivo immediato è sì quello di sviluppare le competenze per affrontare la rivoluzione tecnologica a cui l’introduzione dell’intelligenza artificiale ci pone di fronte, ma la strategia di fondo resta quella di riaffermare la centralità del ruolo umano nel sistema educativo.
Ecco il link al documento del ministero di cui abbiamo parlato in questo articolo.



























