Classe di concorso A23: record di supplenze e l’opportunità della MAD

Classe di concorso A23: istituzione, requisiti di accesso, punteggi dei titoli di specializzazione, accesso con MAD e interpelli.

Classe di concorso A-23 Lingua italiana per discenti di lingua stranieraLa classe di concorso A23 (più correttamente A-23), denominata “Lingua italiana per discenti di lingua straniera”, è la classe di concorso dedicata all’insegnamento dell’italiano come lingua seconda agli studenti stranieri (alloglotti). Ce ne occupiamo da prima ancora della sua istituzione, e in questo articolo facciamo il punto su che cos’è, dove si insegna, quali sono i requisiti di accesso e come è cambiata negli ultimi anni.

Che cos’è la classe di concorso A-23

La A-23 è stata introdotta dal DPR 19/2016, poi modificato dal DM 259/2017, per colmare un vuoto del sistema scolastico italiano: l’assenza di una figura docente specificamente dedicata all’insegnamento dell’italiano agli studenti che non lo hanno come lingua madre. Si tratta di una classe di concorso “giovane” e, per vari motivi, una delle più particolari nel panorama del reclutamento docenti, soprattutto in tema di requisiti di accesso.

Il primo concorso ordinario che la riguardò, nel 2016, mise a bando 506 cattedre su tutto il territorio nazionale: un numero esiguo, considerando che si trattava della prima selezione per una classe appena istituita. I requisiti di accesso, all’epoca, non erano lineari: si passava da un sistema di reclutamento che prevedeva il TFA (Tirocinio Formativo Attivo) al superamento dello stesso, ma per la A-23 il TFA non è mai stato istituito. La conseguenza fu che in molte regioni i posti messi a bando non vennero coperti, e la carenza di docenti specializzati su questa classe di concorso è rimasta a lungo un problema strutturale, con molti incarichi assegnati in via straordinaria per coprire le esigenze delle scuole.

Dove si insegna la A-23: non più solo nei CPIA

Per anni la classe di concorso A-23 è stata assegnata, negli organici, esclusivamente ai CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti), cioè le strutture che si occupano dell’istruzione degli adulti, corsi di alfabetizzazione e apprendimento dell’italiano per cittadini stranieri.

La svolta è arrivata con il Decreto-legge 31 maggio 2024, n. 71, convertito nella Legge 106/2024, che ha previsto la possibilità di assegnare un docente per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri anche nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, nelle classi con una quota di studenti stranieri pari o superiore al 20% che si iscrivono per la prima volta o che non possiedono competenze linguistiche almeno pari al livello A2 del QCER. È un cambiamento di grande rilievo: la figura del docente di italiano L2 esce dai soli CPIA ed entra, almeno potenzialmente, in tutte le scuole.

Va però segnalato un limite dell’attuale assetto: in molti casi la A-23 fuori dai CPIA viene inserita come posto di potenziamento, e raramente i docenti di A20 vengono previsti come organico di diritto. I docenti di questa classe di concorso si sono mobilitati più volte chiedendo che i posti di italiano per stranieri siano presenti stabilmente in tutte le scuole e non solo come potenziamento. Sul tema abbiamo dedicato un approfondimento specifico, l’insegnamento dell’italiano agli studenti stranieri in tutte le scuole.

I requisiti di accesso alla classe di concorso A-23

Per accedere alla A-23 occorrono due elementi congiunti: una laurea idonea tra quelle previste dalla tabella A (con gli eventuali CFU nei settori scientifico-disciplinari richiesti) e un titolo di specializzazione in italiano L2 tra quelli tassativamente individuati dal DM 92/2016. I titoli di specializzazione riconosciuti sono in particolare le certificazioni di didattica dell’italiano a stranieri di secondo livello:

  • DITALS II dell’Università per Stranieri di Siena;
  • CEDILS dell’Università Ca’ Foscari di Venezia;
  • DILS-PG II dell’Università per Stranieri di Perugia;
  • oltre ai master e ai percorsi di specializzazione individuati dall’Allegato A del DM 92/2016 e del DM 130/2023.

La verifica dei requisiti per questa classe di concorso è notoriamente complessa: le difficoltà interpretative della tabella A e la necessità di integrare CFU specifici sono tra le cause più frequenti di esclusione dalle graduatorie. Per questo è sempre consigliabile una valutazione attenta del proprio piano di studi prima di candidarsi.

Il valore dei titoli di specializzazione in italiano L2

Conseguire un titolo di specializzazione in italiano L2 non serve solo ad accedere alla A-23. Questi titoli sono infatti valorizzati anche nei concorsi a cattedra e nelle graduatorie per tutte le classi di concorso: nelle attuali tabelle di valutazione delle GPS e delle graduatorie di istituto attribuiscono 3 punti per ciascun titolo. Tra i titoli di specializzazione ci sono titoli culturali, non accademici, che non sono soggetti alle incompatibilità previste per i titoli accademici. I punteggi di tutti i titoli di specializzazione sono cumulabili: chi consegue CEDILS, DITALS II e DILS-PG II e master L2 specializzante può quindi sommare fino a 12 punti, conseguibili anche in un solo anno accademico, senza il pericolo di incorrere in incompatibilità.

Il modo più rapido ed economico per ottenere un titolo di specializzazione in italiano L2 è superare l’esame di una di queste certificazioni di didattica dell’italiano a stranieri. Per questo motivo è spesso conveniente conseguirne uno anche se si è già in possesso di un master in italiano L2. Spesso i docenti di A23 hanno più di un titolo in quanto il primo viene speso come requisito di ammissione alla classe di concorso e non può essere messo a punteggio. I titoli successivi al primo invece consentono di far valere il punteggio nella A023.
Il risultato che ne consegue per quanto riguarda i punteggi in GPS è che, se un docente è sia sulla A-23 che su altre classi di concorso ed è in possesso di due titoli di specializzazione, avrà 3 punti per la A023 e 6 punti per le altre classi di concorso.
Il punteggio nei concorsi a cattedra per questi titoli (3,75 punti) non è cumulabile. Il meccanismo però è identico. Su A23 non viene riconosciuto punteggio in quanto il titolo è tra i requisiti di accesso per questa classe di concorso.

Gli interpelli: un’opportunità concreta per la A-23

Data la cronica carenza di docenti specializzati e abilitati in questa classe di concorso, un canale di reclutamento sempre più importante è quello costituito da MAD e interpelli. Quando le graduatorie (GPS e graduatorie di istituto) risultano esaurite e non è possibile reperire un supplente, le scuole pubblicano interpelli, cioè avvisi pubblici con cui cercano docenti disponibili anche al di fuori delle graduatorie, talvolta accettando candidati con il solo titolo di accesso.

Per una classe “in sofferenza” come la A-23, gli interpelli rappresentano una via d’ingresso concreta nel mondo della scuola, soprattutto per chi ha appena conseguito i requisiti. Conviene quindi monitorare con regolarità i siti degli Uffici Scolastici Regionali e delle singole istituzioni scolastiche, dove gli interpelli vengono pubblicati in base alle necessità del momento. Resta inoltre utilizzabile lo strumento della domanda di messa a disposizione (MAD), con cui ci si candida spontaneamente per supplenze presso le scuole.

Come prepararsi per la classe di concorso A-23

Considerata la complessità dei requisiti, il primo passo è verificare con attenzione la propria situazione: laurea, CFU e titolo di specializzazione. Per chi deve ancora conseguire la specializzazione in italiano L2, mettiamo a disposizione un’ampia offerta formativa con corsi online di preparazione agli esami di certificazione L2, test di teoria e simulazioni d’esame, master specializzante in italiano L2, esami singoli e master per il completamento dei requisiti di accesso alla A023. Offriamo inoltre una consulenza personalizzata per la valutazione del piano di studi e dei requisiti di accesso alla classe di concorso.

Domande frequenti sulla classe di concorso A-23

La A-23 “Lingua italiana per discenti di lingua straniera” è la classe di concorso dedicata all’insegnamento dell’italiano come lingua seconda agli studenti stranieri (alloglotti). È stata istituita dal DPR 19/2016, modificato dal DM 259/2017, per colmare l’assenza di una figura docente specificamente formata sull’italiano L2 nel sistema scolastico.

Per anni la A-23 è stata assegnata esclusivamente ai CPIA, i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti. Con il DL 71/2024, convertito nella Legge 106/2024, è stata prevista la possibilità di assegnare un docente di italiano L2 anche nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, nelle classi con almeno il 20% di studenti stranieri di nuova iscrizione o privi di competenze pari almeno al livello A2 del QCER.

Servono una laurea idonea tra quelle previste dalla tabella A (con gli eventuali CFU richiesti) e un titolo di specializzazione in italiano L2 tra quelli individuati dal DM 92/2016: in particolare le certificazioni di didattica dell’italiano a stranieri di secondo livello CEDILS (Ca’ Foscari Venezia), DITALS II (Università per Stranieri di Siena) e DILS-PG II (Università per Stranieri di Perugia), oltre ai master e ai percorsi indicati anche nel successivo DM 130/2023.

Nelle attuali tabelle di valutazione delle GPS e delle graduatorie di istituto, i titoli di specializzazione in italiano L2 valgono 3 punti per ciascun titolo. Essendo titoli culturali e non accademici, non sono soggetti a incompatibilità e i loro punteggi sono cumulabili: con CEDILS, DITALS II e DILS-PG II si possono sommare fino a 9 punti. Sono valorizzati anche nei concorsi a cattedra per tutte le classi di concorso. A questo punteggio possono essere aggiunti ulteriori 3 punti grazie al master L’insegnamento dell’italiano agli stranieri, L2. per un totale di 12 punti, conseguibili in un solo anno accademico e senza incompatibilità.

Oltre all’inserimento nelle GPS e nelle graduatorie di istituto, data la carenza cronica di docenti specializzati un canale molto importante è quello degli interpelli: avvisi con cui le scuole cercano docenti quando le graduatorie sono esaurite; si può ricorrere anche alla domanda di messa a disposizione (MAD) che sono candidature spontanee.
In tutti e due i casi si tratta di modalità di reclutamento irrituali che non prevedono graduatorie e bypassano i requisiti per l’accesso alla classe di concorso, GPS e percorsi abilitanti. Occorre ricordare tuttavia che si tratta di eccezioni dovute al fatto che le supplenze in questo caso sono di breve durata.

Come inviare MAD online?

Spiegazione passo passo!

Informazioni dettagliate su
come funziona la procedura

Raggiungi molti più istituti!

In soli 10 minuti.

MAD professionale e senza errori
Consulenza telefonica personalizzata

lunedì 26 Agosto 2019
  • Forma Mentis - Ditals.com
  • Metodi di pagamento accettati
  • © Forma Mentis Srl Unipersonale
  • Cod. Fisc. e P. IVA: 05224960756
  • REA: LE - 351193
  • formamentis.srl(at)pec.it