Glottodidattica ed educazione linguistica democratica: le 10 tesi GISCEL

Origine, contenuti e attualità del testo curato da Tullio De Mauro nel 1975.

Glottodidattica ed educazione linguistica democratica: le 10 tesi GISCEL

La glottodidattica e l’educazione linguistica democratica sono al centro di un testo collettivo (“10 tesi Giscel”) articolato in 10 tesi, elaborato dai soci del GISCEL (Gruppo di Intervento e di Studio nel Campo dell’Educazione Linguistica). Con questo testo il GISCEL intende definire i presupposti teorici basilari e le linee d’intervento dell’educazione linguistica, proponendoli all’attenzione di studiosi, insegnanti italiani e di tutti coloro che si occupano di glottodidattica ed educazione linguistica in generale.

Il GISCEL è un gruppo costituitosi nel 1973 nell’ambito della SLI (Società di Linguistica Italiana). È composto da un comitato scientifico che promuove, insieme alla SLI e anche autonomamente, iniziative volte a dare impulso allo studio, alla formazione e all’aggiornamento nel campo dell’educazione linguistica in Italia e all’estero. Il suo progetto principale è stato proprio quello di elaborare le 10 tesi di glottodidattica per un’educazione linguistica democratica.

Chi ha scritto le 10 tesi: Tullio De Mauro e il contesto del 1975

Le Dieci Tesi vengono pubblicate nel 1975 e portano l’impronta decisiva di Tullio De Mauro, tra i principali animatori del GISCEL e figura centrale della linguistica italiana del Novecento. Nascono in un clima di profondo dibattito sulla scuola e sulle disuguaglianze: pochi anni prima don Lorenzo Milani, con Lettera a una professoressa (1967), aveva denunciato il carattere classista della scuola italiana, e la riflessione sulla lingua come strumento di emancipazione o di esclusione era al centro dell’attenzione. È in questo orizzonte che matura l’idea di un’educazione linguistica democratica: una didattica della lingua che non selezioni in base alla provenienza sociale, ma valorizzi il patrimonio linguistico di ciascuno.

Gli scopi delle 10 tesi di glottodidattica

Il Gruppo studia i problemi teorici e sociali dell’educazione linguistica, ma si propone anche di contribuire a rinnovarne metodi e tecniche: una didattica fondata non più sul puro studio grammaticale o sull’imitazione di modelli formali, ma su attività che stimolino nei discenti le capacità di comprensione e produzione linguistica e favoriscano la presa di coscienza (in modo adeguato ai diversi livelli di scolarità) del carattere stratificato e vario della realtà sociolinguistica.

L’Associazione intende inoltre collaborare con altre associazioni, enti e istituzioni in ogni iniziativa che condivida gli stessi obiettivi.

Il testo delle tesi Giscel

Riportiamo di seguito le 10 tesi di glottodidattica per un’educazione linguistica democratica, la cui prima stesura risale al 1975. Nel tempo le tesi sono state riviste e corredate di una descrizione dettagliata, che riassumeremo nel paragrafo successivo. Ecco il testo delle 10 tesi:

I. La centralità del linguaggio verbale

II. Il suo radicamento nella vita biologica, emozionale, intellettuale, sociale

III. Pluralità e complessità delle capacità linguistiche

IV. Diritti linguistici nella Costituzione

V. Caratteri della pedagogia linguistica tradizionale

VI. Inefficacia della pedagogia linguistica tradizionale

VII. Limiti della pedagogia linguistica tradizionale

VIII. Principi dell’educazione linguistica democratica

IX. Per un nuovo curriculum per gli insegnanti

X. Conclusione

Il contenuto delle tesi di glottodidattica per un’educazione linguistica democratica

Per ogni tesi viene fornita una descrizione dettagliata. Innanzitutto si afferma l’importanza del linguaggio verbale, la pluralità e complessità delle sue funzioni e il suo radicamento nella vita di ogni individuo. Grazie al linguaggio verbale possiamo intendere gli altri e farci intendere (usi comunicativi), ordinare e analizzare l’esperienza (usi euristici e cognitivi), intervenire a trasformare l’esperienza stessa (usi emotivi, argomentativi, ecc.). Ed è su questi aspetti che la glottodidattica dovrebbe concentrarsi.

Un buon insegnante deve tener conto di tutto questo, cioè del rapporto tra lo sviluppo delle capacità linguistiche nel loro insieme e lo sviluppo fisico, affettivo, sociale e intellettuale dell’individuo. L’educazione linguistica è davvero democratica se e solo se accoglie e realizza i principi affermati, ad esempio, dall’articolo 3 della Costituzione italiana, che riconosce l’uguaglianza di tutti i cittadini “senza distinzioni di lingua”.

Successivamente si analizzano i limiti della glottodidattica tradizionale, caratterizzata da un’attenzione spropositata agli aspetti puramente formali della lingua e concentrata quasi esclusivamente sulle abilità produttive scritte.

Le ultime tesi riguardano in particolare il ruolo che l’insegnante deve assumere in questa nuova prospettiva glottodidattica. Occorre che gli insegnanti integrino nella propria formazione competenze sul linguaggio e sulle lingue (di ordine teorico, sociologico, psicologico e storico) e competenze sui processi educativi e sulle tecniche didattiche, cioè sulla glottodidattica in genere. L’obiettivo ultimo dev’essere fornire agli insegnanti una consapevolezza critica e creativa delle esigenze che la vita scolastica pone e degli strumenti con cui rispondervi.

Le 10 tesi di glottodidattica si concludono con una critica rivolta alle istituzioni, non ancora in grado di realizzare percorsi formativi di qualità capaci di correggere la lacunosità, la povertà, la casualità e la parzialità dell’ordinamento universitario in fatto di insegnamento delle scienze del linguaggio.

Come spesso accade, le proposte di innovazione (anche in campo glottodidattico e nella formazione degli insegnanti) si scontrano con le diverse priorità dei bilanci dello Stato e delle scuole. Si conferma così l’intuizione di Gramsci, secondo cui ogni volta che affiora, in un modo o nell’altro, la questione della lingua significa che si sta imponendo una serie di altri problemi: la necessità di stabilire rapporti più stretti e saldi tra i gruppi dirigenti e la massa popolare. Proprio per questo le analisi e le proposte delle Dieci Tesi acquistano senso solo se maturate in rapporto a forze politiche e sociali interessate a gestire l’educazione linguistica secondo obiettivi democratici. Ci auguriamo, quindi, che non restino inascoltate.

Qui il link alle 10 tesi di glottodidattica per un’educazione linguistica democratica.

Ti invitiamo a sfogliare le pagine dedicate alla formazione glottodidattica, utile a tutti gli insegnanti e agli aspiranti insegnanti (di qualunque disciplina, non solo di italiano L2) sia per ragioni pratiche (punteggi) sia per l’utilità e la trasversalità delle competenze glottodidattiche che permette di acquisire.

Domande frequenti sulle 10 tesi GISCEL e l'educazione linguistica democratica

Sono un testo collettivo, elaborato nel 1975 dal GISCEL, che fissa i presupposti teorici e le linee d’intervento di un’educazione linguistica democratica: una didattica della lingua che valorizza il repertorio di ciascuno invece di selezionare in base all’origine sociale.

Sono opera collettiva dei soci del GISCEL, gruppo nato nel 1973 all’interno della Società di Linguistica Italiana. Il contributo decisivo è quello di Tullio De Mauro, tra i principali animatori del gruppo.

È un approccio all’insegnamento della lingua che parte dal patrimonio linguistico reale degli studenti, ne promuove la consapevolezza critica e mira a ridurre le disuguaglianze, in coerenza con il principio costituzionale di uguaglianza “senza distinzioni di lingua”.

Sì. La centralità della comprensione e produzione linguistica, l’attenzione alla varietà sociolinguistica e la critica a una didattica puramente formale restano riferimenti vivi nella glottodidattica e nella formazione degli insegnanti.

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