Insegnanti di italiano per stranieri, Covid-19 e turismo linguistico

Un gruppo di insegnanti di italiano per stranieri ha lanciato un allarme sulle conseguenze della pandemia sul turismo linguistico in Italia.

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insegnanti di italiano per stranieriNota redazionale: questo articolo documenta una petizione lanciata nel maggio 2020, durante la “Fase 2” dell’emergenza Covid-19, da un gruppo di insegnanti di italiano per stranieri delle scuole private di lingua. Lo riproponiamo come testimonianza di quel periodo. Per la prospettiva attuale del settore si veda la nota in coda all’articolo.

Nel maggio 2020 un gruppo di insegnanti di italiano per stranieri ha lanciato una petizione (il link si trova alla fine di questo articolo) per richiamare l’attenzione sull’incidenza della pandemia da Covid-19 sul turismo linguistico in Italia, che coinvolge i professionisti del settore che lavorano nelle scuole private di lingua italiana per stranieri.

La problematica coinvolgeva gli insegnanti di italiano per stranieri in prima linea, ma anche le scuole private di italiano per stranieri presenti in tutta Italia, che rispondono all’esigenza del turismo linguistico e culturale che vede la nostra nazione tra le mete più ambite.

Gli insegnanti di italiano per stranieri contribuiscono a diffondere non solo la lingua e la cultura dell’Italia, ma l’immagine stessa della nostra nazione. Il loro delicato compito è offrire agli stranieri non solo nozioni linguistiche, ma anche e soprattutto le chiavi di lettura di molti fenomeni tipicamente italiani: quegli stessi fenomeni che apparirebbero altrimenti alieni o incomprensibili, se non osservati attraverso la lente del “vivere italiano” tanto apprezzato dagli stranieri che visitano il nostro Paese.

Siamo da sempre sensibili agli stimoli che provengono dall’ambiente dell’insegnamento dell’italiano a stranieri e, anche in quell’occasione, supportammo il gruppo di insegnanti di italiano a stranieri che intraprese l’iniziativa, riportando la lettera aperta indirizzata al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini e alla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

 

Gentile Ministro,

in qualità di docenti di lingua italiana come Lingua Straniera, da molti anni insegniamo in scuole private diffuse in tutta Italia che raccolgono il grande interesse che gli stranieri, turisti e viaggiatori di tutte le nazionalità, hanno per la Lingua, la Cultura e le eccellenze italiane.

Il nostro lavoro contribuisce alla diffusione nel mondo del patrimonio materiale e immateriale del nostro Paese e ogni insegnante riveste in parte il ruolo di ambasciatore della Cultura e della Lingua italiana.

Il turismo che si sviluppa attorno al nostro lavoro è un turismo sostenibile e rispettoso, affascinato e curioso, non di meno interessato a scoprire sia le grandi città d’arte sia i piccoli centri ricchi di tesori sparsi su tutto il territorio.

Gli studenti soggiornano dove sono presenti le nostre scuole per un periodo che va da poche settimane fino a molti mesi, e questo crea un indotto che coinvolge servizi di alloggio e di ristorazione, musei ed esercizi commerciali, i quali traggono evidenti benefici dalla nostra attività di turismo linguistico.

Nonostante in questi giorni la “Fase 2” stia restituendo prospettive di ripresa un po’ in tutti i settori economici italiani, nella situazione di crisi attuale le nostre scuole sono chiuse e lo rimarranno almeno fino alla prossima stagione turistica 2021. Le poche iscrizioni ai corsi online, che abbiamo prontamente attivato, non sono minimamente sufficienti ad affrontare e superare indenni il protrarsi di questa crisi, che ha determinato il crollo di circa il 99% delle iscrizioni presso le scuole d’italiano per stranieri.

La fruizione di lezioni online, inoltre, non può essere comparata con l’esperienza linguistica di una vacanza studio, la cui motivazione principale è l’apprendimento della lingua attraverso l’immersione dello studente nella cultura locale italiana.

La ripresa economica legata alla ripartenza del settore turistico sarà costituita principalmente da una clientela locale o nazionale, ma non potrà colmare la mancanza della presenza in loco di studenti stranieri, a cui le nostre scuole unicamente si rivolgono.

Ci rendiamo conto che le realtà che richiedono attenzione e aiuto economico in questo momento sono numerosissime, ma Le chiediamo di prendere urgentemente in considerazione anche la nostra categoria.

A differenza dei colleghi della Scuola Pubblica, siamo docenti laureati e specializzati, inquadrati all’interno delle scuole attraverso varie tipologie contrattuali previste dalla legislazione, ma necessariamente legati alla stagionalità dei flussi turistici esteri.

Ne consegue che, laddove durante la stagione invernale la dotazione organica delle scuole è ridotta a pochi insegnanti, durante la stagione turistica queste si avvalgono di ulteriori docenti i quali, avendo contratti non stabili, non possono usufruire degli ammortizzatori sociali messi in campo dal Governo per fronteggiare questa inaspettata emergenza.

Chiediamo a tal proposito la possibilità di un incontro ufficiale per descrivere nel dettaglio la varietà delle situazioni lavorative e per trovare congiuntamente delle soluzioni di sostegno alla nostra categoria.

All’epoca era possibile sostenere l’iniziativa firmando una petizione su Change.org; il gruppo promotore era raggiungibile scrivendo ad un indirizzo e-mail creato per l’occasione.

Il turismo linguistico dopo la pandemia

A distanza di tempo, il quadro che la petizione fotografava nel pieno dell’emergenza si è radicalmente trasformato. Il turismo straniero in Italia ha conosciuto una ripresa rapida: già nel 2023 le presenze di clienti non residenti hanno superato i livelli pre-pandemia del 2019, attestandosi a oltre 234 milioni, con un sorpasso del picco storico precedente. Il turismo linguistico, e con esso le scuole private di italiano per stranieri, ha così potuto riprendere la propria attività in presenza, mentre la didattica online, nata come ripiego d’emergenza, si è stabilizzata come canale complementare e non più sostitutivo della vacanza studio.

Resta attuale, al netto della congiuntura, il nodo strutturale sollevato dalla petizione: la stagionalità e la precarietà contrattuale di molti insegnanti di italiano per stranieri impiegati nelle scuole di lingua, una categoria professionale la cui specializzazione resta poco tutelata rispetto al ruolo culturale che svolge. Per chi vuole intraprendere o consolidare questa professione, la specializzazione in didattica dell’italiano L2 resta il presupposto fondamentale: i nostri corsi di preparazione alle certificazioni glottodidattiche Cedils, Ditals e Dils-PG accompagnano i docenti verso i titoli più richiesti dal settore, in Italia e all’estero.

Domande frequenti sugli insegnanti di italiano per stranieri

Sono docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano come lingua straniera (LS) a studenti che soggiornano in Italia per vacanze studio o corsi di immersione presso scuole private di lingua. Oltre alle competenze linguistiche, gli insegnanti di italiano per stranieri svolgono un ruolo di mediazione culturale, offrendo le chiavi di lettura del “vivere italiano”. Si tratta in genere di docenti laureati e in possesso di una certificazione in didattica dell’italiano L2.

Il turismo linguistico è la forma di viaggio in cui la motivazione principale è l’apprendimento di una lingua attraverso l’immersione nel contesto culturale del Paese che la parla. In Italia genera un indotto significativo per alloggi, ristorazione, musei ed esercizi commerciali nelle località dove hanno sede le scuole di lingua. Per gli insegnanti di italiano per stranieri è il bacino professionale di riferimento delle scuole private.

Durante la pandemia il blocco dei flussi turistici internazionali ha avuto un impatto pesantissimo sulle scuole private di lingua, che nel 2020 segnalavano cali di iscrizioni vicini al 99%. La didattica online, attivata come ripiego, non poteva sostituire l’esperienza immersiva della vacanza studio. Fu in quel contesto che un gruppo di insegnanti di italiano per stranieri lanciò la petizione documentata in questo articolo.

Sì. Il turismo straniero in Italia ha recuperato rapidamente: già nel 2023 le presenze di clienti non residenti hanno superato i livelli pre-pandemia del 2019. La ripresa dei flussi internazionali ha permesso alle scuole private di italiano per stranieri di tornare all’attività in presenza, con la didattica online ormai stabilizzata come canale complementare.

Nelle scuole private di lingua gli insegnanti di italiano per stranieri lavorano soprattutto con turisti e studenti in vacanza studio, spesso con contratti legati alla stagionalità dei flussi turistici. Nella scuola pubblica, invece, l’insegnamento dell’italiano agli alunni stranieri (italiano L2) passa per la classe di concorso A023 e per percorsi di reclutamento ben diversi. Cambiano dunque pubblico, contesto, inquadramento contrattuale e, in parte, le metodologie.

L’esperienza pandemica ha mostrato che la didattica online è un canale prezioso ma complementare: consente continuità e raggiunge studenti lontani, ma non riproduce l’immersione linguistica e culturale che è il cuore della vacanza studio. Per molti studenti il soggiorno in loco resta insostituibile, mentre i corsi online si sono affermati come opzione aggiuntiva e flessibile dell’offerta delle scuole.

Il percorso tipico prevede una laurea in ambito umanistico-linguistico integrata da una certificazione in didattica dell’italiano a stranieri come Cedils, Ditals o Dils-PG. Questi titoli sono il principale requisito richiesto dalle scuole di lingua in Italia e all’estero e qualificano gli insegnanti di italiano per stranieri rispetto ai semplici parlanti nativi. La specializzazione glottodidattica fornisce le metodologie per gestire classi eterogenee per livello e provenienza.

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