Dove insegnare italiano a stranieri

dove insegnare italiano a stranieri in Italia e all'estero

Dove insegnare italiano a stranieri? È questa una delle domande più frequenti che si pone chi vuole intraprendere la professione di insegnante di italiano a stranieri; anzi, quella relativa alle possibilità di trovare un lavoro in questo settore, è spesso la prima domanda che emerge.

In questo articolo cerchiamo di far luce su alcuni settori in ombra che spesso non vengono considerati come possibili sbocchi lavorativi da chi si approccia per la prima volta al mondo dell’insegnamento dell’italiano a stranieri. Per un neofita è infatti oggettivamente difficile individuare dove insegnare italiano a stranieri.

Dove insegnare italiano a stranieri

La classe di concorso A023

Il primo ambito lavorativo a cui si pensa, specialmente dopo l’istituzione della classe di concorso A023, è l’insegnamento dell’italiano a stranieri nella scuola pubblica. Dobbiamo onestamente dire però che quello della scuola pubblica è oggettivamente da considerarsi un ambito residuale. Il MIUR ha messo a bando, con il concorso a cattedra 2016, solo 506 posti per questa classe di concorso. Ci occupiamo costantemente di questa classe di concorso e delle potenzialità offerte dalla sua istituzione in poi. Abbiamo spesso parlato di come ottenere l’abilitazione per la classe di concorso A023, dei requisiti di accesso alla nuova classe di concorso per l’insegnamento dell’italiano a stranieri e dei titoli di specializzazione per l’accesso alla classe di concorso A023 richiesti dal MIUR.

Insegnare italiano a stranieri nel c.d. terzo settore

Su Internet, in forum e gruppi sui social network, si legge spesso di docenti insoddisfatti dalle possibilità lavorative, spesso indicate come non gratificati economicamente. Questo succede principalmente perché ci si ferma davanti alle prime possibilità di lavoro, quelle più scontate, che sono sotto gli occhi di tutti e che sono quelle del settore del volontariato offerte da ONLUS e associazioni che, com’è facile immaginare, difficilmente possono gratificare economicamente come gratificano umanamente. Ma di gratificazioni umane non si vive, purtroppo.

Le multinazionali e gli enti sovranazionali

Ci sono però molti altri sbocchi lavorativi decisamente gratificanti. Anche se non si può indicare un compenso standard per un insegnante di italiano a stranieri ed è difficile dire, in numero di docenti, quanti posti sono disponibili, possiamo indicare alcuni ambiti lavorativi in Italia e all’estero, che spesso non vengono presi in considerazione.

Ci sono aziende multinazionali con sedi nel nostro Paese che hanno bisogno di questo tipo di formazione per i loro dirigenti stranieri. È possibile anche trovare lavoro nelle filiali all’estero di queste ed altre imprese che hanno rapporti commerciali con l’Italia. Alcuni insegnanti di italiano a stranieri lavorano anche per le forze armate che hanno scambi con personale straniero che viene a formarsi in Italia e che ha bisogno quindi di conoscere la lingua.

All’estero si può facilmente insegnare, nell’area germanofona ad esempio, presso le c.d. università popolari. Buone possibilità ci sono anche presso le istituzioni Euroepee, le ambasciate, gli enti sovranazionali in genere, anche religiosi. In tutti quei centri in cui la lingua italiana deve essere conosciuta da un certo numero di operatori per i motivi più disparati. Molti italiani ultimamente sono attratti, solo per fare un esempio, dalla possibilità di realizzare risparmi con cure mediche all’estero e chi opera nelle strutture sanitarie straniere in cui vi sono pazienti italiani è interessato ad imparare la lingua.

Le nicchie di mercato

Altre possibilità sono poi offerte da diverse “specializzazioni” possibili. Per esempio ci si può specializzare nell’insegnamento dell’italiano ad una specifica tipologia di apprendenti (bambini, adulti, studenti universitari), in apprendenti di una determinata madrelingua.

La specializzazione potrebbe anche riguardare l’insegnamento di una microlingua (linguaggi settoriali), in metodi immersivi con offerta di lezioni con formula “homestay” che ultimamente si stanno moltiplicando. In questo caso si possono avere ovviamente ulteriori possibilità. Senza contare poi che come insegnante freelance si può insegnare anche on-line potendo raggiungere un pubblico potenzialmente illimitato. Vi sono anche dei servizi su Internet che mettono in contatto i docenti di lingua con i potenziali studenti.

Le possibilità quindi ci sono, spesso si tratta di nicchie di mercato che bisogna cercare autonomamente o di settori impensabili ed insospettabili che però, una volta svelati diventano un vero e proprio “filone aurifero”, in cui ci si ritrova praticamente senza concorrenti. Occorre quindi non solo avere le competenze didattiche ma è necessario avere un po’ di “fiuto”.

Insegnare italiano a stranieri all’estero

Se si punta all’estero occorre “esplorare” il territorio prescelto, iniziando dagli IIC o dalle sedi della Società Dante Alighieri e le Facoltà di Italianistica. È indispensabile però avere un’idea quanto più precisa possibile del Paese in cui si intende insegnare per poter approfondire meglio le possibilità offerte con una vera e propria ricerca di mercato.

A conclusione di queste riflessioni vi sottoponiamo degli elenchi di enti, da considerarsi come esemplificativi e non esaustivi, in cui si insegna italiano a stranieri. Si tratta di enti in Italia e all’estero che vanno dai progetti SPRAR, ora SIPROIMI, alle Scuole Italiane all’Estero, dalla Rete di ScuoleMigranti, alla  rete delle Scuole Senza Permesso, ai Centri linguistici di Ateneo e alle Sedi della Società Dante Alighieri.

Trovate questi ed altri enti nella pagina dedicata: Insegnare italiano a stranieri in Italia e all’estero.

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