Il decreto sull’integrazione degli alunni stranieri e rafforzamento del sostegno ai ragazzi con disabilità è stato approvato nel maggio 2024 dal Consiglio dei Ministri.
Chiariamo subito che l’entrata in vigore del provvedimento è diventata effettiva dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 31 maggio 2024, del decreto legge approvato nella seduta del 24 maggio 2024 e denominato “Disposizioni urgenti in materia di sport, di sostegno didattico agli alunni con disabilità e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2024/2025 e in materia di Università e ricerca”. Il decreto legge n. 71/2024 è stato successivamente convertito, con modificazioni, nella Legge 29 luglio 2024, n. 106, che ne ha reso definitive e in alcuni casi ha ampliato le misure per la scuola.
Il riferimento all’integrazione richiamato nella presentazione del decreto legge ha fatto discutere i docenti che, avendo da anni superato questo concetto, preferiscono parlare di inclusione.
Insegnamento della lingua italiana agli stranieri
Il primo obiettivo del decreto scuola riguarda l’insegnamento della lingua italiana a studenti stranieri non in possesso di un adeguato livello di conoscenza dell’italiano come lingua di comunicazione e di studio, al fine di favorire una migliore inclusione ed evitare il mantenimento di gravi deficit di conoscenza della lingua anche nel percorso di studi successivo. Secondo quanto riportato dal Ministero al momento della presentazione del provvedimento, infatti, il tasso di dispersione scolastica di questi studenti in Italia si attesterebbe oltre il 30%, a differenza di quello che riguarda gli studenti italiani, che invece si fermerebbe al 9,8%.
Più nello specifico, la prima parte del provvedimento riguarda le classi in cui gli studenti di origine straniera neoarrivati o con deficit nella lingua italiana sono uguali o superiori al 20% del totale degli studenti.
Per questi alunni sono previste due misure:
- A partire dall’anno scolastico 2025/2026, la misura principale prevede la presenza di un docente di potenziamento appositamente formato, attraverso quella che il Ministero definisce come una “rimodulazione degli organici”: l’assegnazione, decisa con il decreto annuale sugli organici e nei limiti delle risorse disponibili, di un docente dedicato all’insegnamento dell’italiano L2 alle classi con almeno il 20% di studenti stranieri neoarrivati o con competenze linguistiche inferiori al livello A2 del QCER;
- A partire dall’anno scolastico 2024/2025 sono stati invece previsti fondi del Programma Nazionale “Scuola e competenze” 2021-2027 (il nuovo ciclo di programmazione che ha preso il posto dei PON 2014-2020) allo scopo di organizzare corsi aggiuntivi extracurricolari di potenziamento. In attuazione di questa misura, con il DM n. 225 del 12 novembre 2024 è stata avviata l’iniziativa “Integrazione”, destinata a finanziare laboratori di italiano L2 e attività di potenziamento delle competenze di base nelle scuole con un’alta percentuale di alunni stranieri.
Ci aspettiamo quindi che la figura del docente di italiano L2 sia sempre più richiesta e diffusa, a partire dalla necessità di organizzare i corsi finanziati dal Programma Nazionale. Al contempo, ipotizziamo e auspichiamo l’utilizzo di docenti afferenti alla classe di concorso A-23 nel potenziamento previsto: come confermato dal decreto sugli organici per l’anno scolastico 2025/2026, sono stati infatti istituiti posti specifici per la classe di concorso A-23 “Lingua italiana per discenti di lingua straniera”, essendo questi docenti gli unici già formati e specializzati nell’insegnamento dell’italiano a stranieri.
I docenti che hanno conseguito una abilitazione nella classe di concorso A-23 chiedono da tempo l’ampliamento dell’inserimento nell’organico di diritto delle scuole di ogni ordine e grado, come scritto anche in un documento a loro firma che raccoglie le criticità di questa classe di concorso.
Potenziamento del sostegno e titoli conseguiti all’estero
Il secondo obiettivo del decreto scuola concerne invece l’attività di sostegno didattico degli studenti con disabilità, per i quali il governo mira ad ampliare l’organico dei docenti di sostegno specializzati e, al contempo, a garantire la continuità didattica ai ragazzi anche nel caso di docenti non di ruolo.
In riferimento a questa parte del decreto, sono previste tre principali misure:
- In primis, nuovi percorsi di specializzazione sul sostegno erogati da INDIRE e destinati ai docenti che lavorano da anni sul sostegno e che non hanno ancora conseguito la relativa specializzazione. L’intervento, di natura transitoria ed eccezionale, si rivolgeva a una platea di circa 85 mila docenti che l’attuale sistema di specializzazione non era riuscito a intercettare.
- In secundis, l’intervento sul mancato riconoscimento dei titoli di specializzazione sul sostegno conseguiti all’estero, permettendo a chi ha conseguito tali titoli di accedere a percorsi di specializzazione ad hoc, sempre erogati da INDIRE.
- L’ultima misura riguarda la continuità didattica: viene prevista la possibilità, da parte delle famiglie dell’alunno con disabilità, di ottenere la conferma del docente di sostegno in servizio nel precedente anno scolastico.
Sul fronte del sostegno, le previsioni del decreto hanno avuto piena attuazione e sono state poi prorogate e ridefinite. Il primo ciclo dei percorsi straordinari INDIRE è partito nell’anno scolastico 2024/2025; successivamente il decreto legge 9 settembre 2025, n. 127 (convertito nella Legge n. 164/2025) ha modificato gli articoli 6 e 7 del DL 71/2024, prorogando al 31 dicembre 2026 la possibilità di attivare nuovi percorsi e dando il via al secondo ciclo di specializzazione, sia per i docenti con almeno tre anni di servizio sia per i possessori di titolo estero.
Valutazione e mobilità dei dirigenti scolastici
Le ulteriori misure previste dal decreto riguardano, infine, i dirigenti scolastici e sono due, ovvero:
- La possibilità di valutare in maniera oggettiva e trasparente i dirigenti scolastici, sulla base di obiettivi definiti e misurabili, al fine di riconoscere una retribuzione anche in base al raggiungimento degli obiettivi;
- Un aumento della mobilità grazie all’innalzamento della percentuale (fino al 100%) di posti disponibili a beneficio della mobilità dei dirigenti attualmente nei ruoli.




























