Insegnare italiano L2 nei programmi Study Abroad, non solo negli USA

Insegnare italiano L2 nei programmi Study Abroad: l'esperienza della Prof.ssa Mariacarmen D'Amore con gli studenti del Benedictine College.

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Insegnare italiano L2 nei programmi Study AbroadInsegnare italiano L2 nei programmi Study Abroad è uno degli sbocchi professionali da prendere in considerazione.
Potrebbe sembrare un settore di nicchia e invece è possibile insegnare italiano L2 nei programmi di Study Abroad, tanto che il relativo profilo di apprendenti, “studenti USA – University Study Abroad”, è uno dei profili espressamente previsti dalla certificazione Ditals di primo livello.

Ospitiamo con piacere la testimonianza della Prof.ssa Mariacarmen D’Amore, raccolta nel 2018-2019 al termine della sua esperienza di insegnamento nel programma di Study Abroad del Benedictine College, svolta durante il conseguimento della laurea magistrale in Italiano per l’insegnamento a stranieri (ItAS) presso l’Università per Stranieri di Perugia.

L’esperienza di stage e insegnamento al Benedictine College

La mia avventura come tirocinante e insegnante di Lingua e cultura italiana è cominciata a maggio 2018, quando il direttore accademico del programma di Study Abroad del Benedictine College (nello stato del Kansas, USA) si è recato presso l’Università per Stranieri di Perugia per dare un’opportunità di stage a due studenti dell’Ateneo, con possibilità di inserimento.

Ricordo di essere rimasta profondamente colpita dai suoi racconti e dalle sue esperienze in quel campo, nonostante venissero ripetutamente sottolineate la difficoltà e la pazienza necessarie in un contesto in cui l’insegnamento della lingua italiana non è equiparabile a un normale contesto scolastico.

La lingua italiana spesso viene studiata nel contesto di Study Abroad come materia obbligatoria, non dipesa dalla vera volontà dello studente che, di conseguenza, non è motivato ad apprenderla. In aggiunta lo studente nordamericano è presentato come un soggetto schivo nei confronti dell’insegnante italiano perché non segue un modello di insegnamento a cui gli studenti non sono abituati, per non contare che la maggior parte di questi studenti non ha mai appreso una lingua straniera nel proprio Paese.

Studenti nordamericani e valutazione dell’insegnante

Sembrerebbe un paradosso, ma in questo contesto è l’insegnante che viene giudicato e valutato per la propria preparazione nella materia, per il metodo utilizzato a lezione e, di conseguenza, per la qualità del proprio insegnamento.

Ciò che emerge in questa presentazione è che l’opinione dello studente sia fondamentale agli occhi del college, il quale spesso si trova a prendere delle decisioni nei confronti di insegnanti semplicemente sulla base del grado di apprezzamento espresso dagli studenti.

Tutto ciò rivela un contesto di insegnamento della lingua italiana talvolta spinoso e incerto per un individuo che ambisce a una posizione di lavoro sicura e tranquilla. Probabilmente saranno stati proprio questi imprevisti, queste incertezze ad aver catturato a tal punto la mia curiosità da spingermi a candidarmi e, per mia fortuna, ad essere accettata per questa nuova avventura.

Nel periodo compreso tra maggio e luglio 2018 si è così svolto il mio stage presso la sede italiana del programma di Study Abroad del Benedictine College, mentre da settembre a novembre 2018 il mio percorso lavorativo si è concretizzato ancora di più, diventando un’opportunità di lavoro irripetibile.

The Florence Program: lo Study Abroad in Toscana

Il Benedictine College mette a disposizione dei propri studenti un’ampia gamma di destinazioni in cui poter trascorrere un semestre di studio (America Latina, Europa, Asia, Africa e Pacifico), anche se tra queste il programma che riceve il maggior numero di richieste risulta essere lo Study Abroad istituito nella città di Firenze.

Si tratta di un programma ben strutturato, denominato “The Florence Program“, che offre agli studenti undergraduate l’opportunità di studiare in Italia per un periodo di un semestre.

In particolare gli studenti che decidono di prenderne parte:

  • hanno la possibilità di vivere un periodo presso Villa Morghen, un antico ex-monastero benedettino a Settignano, un piccolo borgo sulle colline che circondano Firenze;
  • possono fare esperienza del cibo tipico italiano e dell’ospitalità delle persone del luogo;
  • vivono un’esperienza di contatto tra culture, grazie alla quale possono migliorare la loro capacità di comprendere e valorizzare le culture diverse dalla propria;
  • possono entrare a far parte di una nuova comunità, con persone mai conosciute in precedenza;
  • apprendono una nuova lingua e hanno l’opportunità di praticarla con le persone del posto in situazioni di vita reale;
  • esplorano nuovi luoghi del mondo;
  • visitano siti storici in Italia e in Europa;
  • godono dei vantaggi offerti dai costi ridotti dei trasporti europei.

Sfide didattiche dell’insegnamento dell’italiano L2 nello Study Abroad

Credo che l’esperienza come insegnante di italiano L2 in una realtà come quella dello study abroad debba necessariamente essere frutto di una scelta volontaria, che si può solo “amare oppure odiare”: quando una classe è monolingue e monoculturale, un insegnante L2 deve essere spinto da una forte determinazione per riuscire a “rompere” quella barriera che si viene spesso a creare in società con una forte spinta alla monoculturalità.

Lavorare a contatto con studenti americani in un contesto di study abroad è molto diverso dal lavoro di un insegnante di lingua e cultura italiana in un’università italiana, in quanto gli studenti sono caratterizzati da due motivazioni molto diverse tra loro.

Mentre uno studente straniero frequenta un corso di italiano L2 in un’università italiana perché guidato dal desiderio di migliorare il proprio livello linguistico, nel settore dello study abroad l’insegnamento dell’italiano è spesso visto come una materia obbligatoria del corso, spesso in contrasto con il proprio percorso di studi.

Molto spesso l’insegnamento della lingua italiana nello study abroad nordamericano comporta, oltre al sapersi adattare a un sistema di insegnamento differente, il dover fare i conti con studenti dalle grandi pretese, molto spesso diffidenti nei confronti del docente, dal quale si attendono un servizio e un metodo di insegnamento conforme a quello da sempre ricevuto.

Inoltre non bisogna dimenticare che lo study abroad nordamericano segue i programmi e le metodologie di insegnamento dell’università di riferimento. Da ciò deriva che anche i programmi di insegnamento di una lingua straniera vengono sottoposti a un rigido controllo da parte del dipartimento nordamericano. Pertanto risulta difficile immaginare un insegnante libero di inventare, di stravolgere il syllabus (un documento didattico fondamentale che definisce il programma del corso e le aspettative reciproche tra studenti e docente) approvato solo dopo una rigida e accurata selezione di argomenti.

Domande frequenti su come insegnare italiano L2 nei programmi Study Abroad

Un programma di Study Abroad è un percorso di studio all’estero, generalmente semestrale o annuale, che università straniere (soprattutto statunitensi) offrono ai propri studenti undergraduate per integrare l’esperienza accademica con la formazione interculturale e linguistica. In Italia i programmi di Study Abroad attivano corsi di lingua e cultura italiana, spesso obbligatori, presso sedi distaccate dell’ateneo di origine o presso scuole partner. Insegnare italiano L2 nei programmi Study Abroad è quindi una professione che richiede competenze didattiche specifiche per un profilo di apprendenti molto particolare.

Per insegnare italiano L2 nei programmi Study Abroad servono una solida formazione glottodidattica, conoscenza dei sillabi standard nordamericani e capacità di gestire classi spesso monolingue e monoculturali. Sono richieste anche competenze di mediazione culturale, perché molti studenti non hanno mai studiato lingue straniere e affrontano l’italiano come materia obbligatoria, con livelli di motivazione variabili. Una certificazione come la Ditals di I livello, con il profilo “studenti USA – University Study Abroad”, attesta in modo formale queste competenze.

Sì. La certificazione Ditals di I livello dell’Università per Stranieri di Siena prevede tra i suoi profili di apprendenti quello degli “studenti USA – University Study Abroad”, che il candidato può scegliere come specializzazione in sede d’esame. È il profilo più indicato per chi vuole insegnare italiano L2 nei programmi Study Abroad delle università nordamericane attivi in Italia.

Lo studente nordamericano in Study Abroad è tipicamente uno studente undergraduate che frequenta il corso di italiano come materia obbligatoria del proprio piano di studi all’estero. Spesso non ha mai appreso una lingua straniera in modo formale e si aspetta un metodo di insegnamento conforme allo standard didattico statunitense, basato su un syllabus rigido e su una valutazione costante. La motivazione è generalmente strumentale e non intrinseca, il che richiede al docente un lavoro mirato sulla motivazione e sulla didattica esperienziale.

Il syllabus è un documento didattico fondamentale dei corsi di tipo nordamericano: definisce obiettivi, contenuti, calendario delle attività, criteri di valutazione e aspettative reciproche tra docente e studenti. Nello Study Abroad il syllabus è generalmente predisposto in coerenza con i programmi dell’università di riferimento e sottoposto al controllo del dipartimento competente. Il docente di italiano L2 ha pertanto margini di personalizzazione limitati, ma può intervenire sulle attività in aula e sull’integrazione tra lingua e cultura sul territorio.

Nei corsi di italiano L2 di un’università italiana lo studente straniero è generalmente motivato a migliorare il proprio livello linguistico, mentre nello Study Abroad l’italiano è spesso una materia obbligatoria del piano di studi estero, non sempre allineata agli interessi dello studente. Anche il quadro istituzionale è diverso: nello Study Abroad il sillabo segue le metodologie e i programmi dell’ateneo di provenienza, con valutazione costante da parte degli studenti, mentre nelle università italiane il docente gode di maggiore autonomia didattica.

L’Italia ospita decine di programmi di Study Abroad di università nordamericane ed europee, concentrati soprattutto a Firenze, Roma, Bologna e Siena. Tra i programmi statunitensi figura “The Florence Program” del Benedictine College, ospitato a Villa Morghen a Settignano, ma esistono numerose altre realtà coordinate dall’associazione AACUPI (Association of American College and University Programs in Italy). Per chi vuole insegnare italiano L2 nei programmi Study Abroad, queste sedi rappresentano un mercato professionale stabile, con ricambio costante di studenti ogni semestre.

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