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Classe di concorso A-23: Lingua italiana per discenti di lingua straniera

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Classe di concorso italiano L2
Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, Roma

Nell’ambito del riordino delle classi di concorso il Consiglio dei Ministri ha dato oggi, 31 luglio 2015,  una approvazione preliminare al regolamento che prevede l’accorpamento di differenti tipologie di cattedre e la riduzione di ben 54 classi di concorso che passeranno dalle 168 attuali alle 114 previste.

La novità introdotta dal regolamento approvato preliminarmente è data dalla previsione dell’istituzione di una classe di concorso per l’insegnamento della “lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti)” nelle scuole medie e superiori.

La riforma della scuola, nel solco della cui attuazione si inserisce il provvedimento odierno, prevede come obiettivo prioritario l’alfabetizzazione e il perfezionamento dell’italiano come lingua seconda. Questo nuovo insegnamento sarà probabilmente inserito attraverso corsi e laboratori dedicati a studenti di lingua straniera.

La nuova classe di concorso, A-23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera, dovrà ora essere approvata in Conferenza Unificata al Consiglio di Stato, successivamente nelle Commissioni parlamentari ed infine nuovamente in Consiglio dei Ministri.

Dopo le innumerevoli critiche che il decreto denominato “La buona scuola” è riuscito ad attirare da più parti, non è forse ancora il tempo di sbilanciarsi e di usare toni trionfalistici sebbene, nello specifico, si tratti di un segnale senza dubbio positivo.

Per avere una visione più chiara di cosa sarà veramente la classe di concorso A-23 occorrerà aspettare non solo l’approvazione definitiva ma anche i decreti di attuazione. Oltre a sperare che tutti i provvedimenti futuri siano celermente adottati, infatti, occorre attendere l’esito di questi provvedimenti che saranno tenuti a chiarire come e chi potrà rientrare nella classe di concorso “Lingua italiana per discenti di lingua straniera“.

Infatti non è ancora chiaro quali saranno i requisiti di accesso e l’iter abilitatorio. Sono in molti ad interrogarsi sulla previsione di abilitazioni attraverso TFA o per soli titoli.

Di fatto, qualora questa istituenda classe di concorso arrivasse indenne all’approvazione finale, costituirebbe un successo della Ministra Giannini che, ex rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia, non poteva esimersi da un contributo simile vista la vocazione dell’ateneo di provenienza.

Staremo a vedere quindi quale ruolo sarà attribuito alle certificazioni Cedils, Dils-PG e Ditals che negli ultimi anni hanno costituito l’unica possibilità di certificare le competenze in didattica dell’italiano a stranieri. Al di fuori di lauree specifiche ed estremamente specialistiche e settoriali, infatti, queste certificazioni hanno costituito e costituiscono ancora l’unico punto di riferimento, pur rimanendo, paradossalmente, solo dei titoli culturali.

Il link al comunicato stampa del MIUR

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