Le graduatorie di istituto restano uno dei canali con cui le scuole statali reclutano i docenti, accanto alle Graduatorie ad esaurimento (GAE) e alle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS). In questo articolo facciamo il punto sul valore delle certificazioni di italiano L2 nel mondo scuola: quanto valgono nei concorsi e nelle GPS, come si è arrivati al loro riconoscimento e perché nelle graduatorie di istituto restano ancora alcune zone d’ombra.
Quando pubblicammo per la prima volta questo articolo, nel 2019, le certificazioni glottodidattiche di II livello (Cedils, Dils-PG II e Ditals II) erano valutate nei concorsi a cattedra ma non trovavano riconoscimento, come titoli di specializzazione, nelle graduatorie destinate alle supplenze: un vuoto normativo che denunciavamo come difficilmente comprensibile. Con l’istituzione delle Graduatorie Provinciali delle Supplenze, nel 2020, quel vuoto è stato in larga parte colmato: nelle tabelle di valutazione titoli delle GPS le certificazioni di II livello valgono oggi 3 punti, per ciascun titolo, in tutte le classi di concorso e per ogni ordine e grado con l’eccezione della classe di concorso A023 per la quale sono titolo di accesso e non possono essere messe anche a punteggio salvo che i candidati non ne abbiano conseguite più di una (in questo caso la prima assolve al requisito di accesso e le altre costituiscono titoli che attribuiscono punteggio). Abbiamo dedicato un approfondimento specifico al tema nell’articolo sulle graduatorie provinciali delle supplenze.
I dirigenti scolastici attingono alle graduatorie di istituto soprattutto per le supplenze brevi e saltuarie, dopo lo scorrimento di GAE e GPS. Una volta esaurite anche le graduatorie di istituto, le scuole possono pubblicare un interpello: questa procedura, introdotta dal biennio 2024/2026 (O.M. 88/2024), non ha abolito la messa a disposizione (MAD), ma vi si è affiancata come strumento aggiuntivo per coprire i posti residui.
Per l’accesso alla classe di concorso A023 è necessario poter vantare un titolo di specializzazione in italiano L2, come titolo congiunto al titolo di accesso principale, che può essere validamente costituito da una certificazione di italiano L2 di II livello (Cedils, Dils-PG II e Ditals II); le stesse certificazioni riconoscono punteggio nelle GPS e nei concorsi a cattedra anche per tutte le altre classi di concorso.
Il valore crescente delle certificazioni di italiano L2
L’istituzione della A023 ha significato, per le certificazioni in didattica dell’italiano a stranieri di II livello, un riconoscimento ufficiale ed esplicito.
Nel concorso 2012 le certificazioni di italiano L2, ancora poco conosciute, riconoscevano 0,25 punti. La situazione era ancora incerta perché non era ben chiaro quali fossero i titoli di II livello a cui questo punteggio veniva attribuito. La certificazione Cedils, infatti, non aveva e non ha tuttora un’indicazione “II livello” nel nome, dato che prevede un solo livello.
Nel bando per il concorso a cattedra 2016, il primo concorso per i docenti della A023, il MIUR ha elencato i titoli di II livello.
Le certificazioni Cedils, Dils-PG II e Ditals II nel D.M. MIUR 92/2016 vengono inserite nella lista dei titoli di specializzazione richiesti, insieme ad alcuni master. Alle certificazioni di II livello, in questa occasione, viene riconosciuto un punteggio di 0,5 punti, raddoppiato rispetto al precedente concorso.
La valorizzazione delle certificazioni in occasione dei concorsi è poi cresciuta ulteriormente, fino a raggiungere 1,5 punti nei bandi 2018, lo stesso punteggio riconosciuto ai master.
A fine 2021 la valutazione ha compiuto un ulteriore salto: nei concorsi a cattedra, per ogni ordine e grado e per tutte le classi di concorso, alle certificazioni di II livello vengono oggi riconosciuti 3,75 punti. Il quadro dei titoli di specializzazione individuati dal D.M. MIUR 92/2016 è stato in seguito confermato e ampliato dal D.M. 130/2023 del MIM, che ha aggiunto nuovi master tra i titoli valutabili.
Le certificazioni di italiano L2 nelle graduatorie di istituto
Il riconoscimento ottenuto nelle GPS e nei concorsi non si è però esteso a tutte le graduatorie. Le graduatorie interne di istituto, quelle che i dirigenti scolastici redigono per individuare l’eventuale docente soprannumerario in caso di contrazione dell’organico, seguono le tabelle di valutazione titoli allegate al CCNL sulla mobilità: e quelle tabelle, ad oggi, non fanno ancora cenno alla categoria dei titoli di specializzazione in italiano L2.
In questa sede un master in didattica dell’italiano L2, anche se rientrasse tra i titoli di specializzazione di cui ai decreti precedentemente indicati, viene valutato in quanto master, e non in quanto titolo di specializzazione in italiano L2. Le certificazioni glottodidattiche vere e proprie non trovano una voce dedicata e non attribuiscono punteggio in quanto titoli culturali e non accademici. Le graduatorie interne di istituto restano così le uniche graduatorie in cui questi titoli non sono ancora espressamente valorizzati: un residuo della stessa stratificazione normativa che segnalavamo già nel 2019.
Da dove nasce il disallineamento
La radice di questa asimmetria è storica. L’ultimo aggiornamento organico delle tabelle di valutazione titoli delle graduatorie di istituto per le supplenze risaliva al maggio 2014, sia per le graduatorie di II fascia sia per le graduatorie di III fascia.
A quella data la classe di concorso A023, con i suoi titoli di specializzazione, non era ancora stata istituita: arrivò solo nel 2016. Le tabelle del 2014, approvate dall’allora Ministra Giannini (la formulazione precedente risaliva addirittura al 2004), non furono adeguate al nuovo quadro, generando il cortocircuito per cui il medesimo titolo veniva valutato nel concorso ma non nelle graduatorie di istituto.
Il passaggio alle GPS ha riallineato la valutazione per le supplenze, attribuendo 3 punti per ciascun titolo alle certificazioni di II livello. Il pieno recepimento dei titoli di specializzazione in italiano L2 in tutte le tabelle, comprese quelle delle graduatorie interne, non si è però ancora completato. Resta dunque auspicabile un intervento che colmi anche quest’ultima discrepanza, a vantaggio dei docenti che in questi anni hanno investito nella propria formazione nell’ottica del Lifelong Learning.
Se vuoi conseguire una certificazione di II livello, puoi orientarti tra i percorsi di formazione glottodidattica e approfondire le singole certificazioni di didattica dell’italiano a stranieri.
E le certificazioni prima della divisione in livelli?
Cogliamo l’occasione per approfondire, per la prima volta, una questione. Storicamente le certificazioni nascono come certificazioni di II livello; solo successivamente si aggiunge il I livello. Questo percorso è quello che ha portato alla nascita delle certificazioni Ditals I e Dils-PG I. Ad oggi solo la Cedils, come dicevamo, non prevede (ancora?) un I livello.
La genesi delle certificazioni è uno dei motivi per cui il MIUR ha valutato di inserire la Cedils, con il suo unico livello, tra le certificazioni di II livello.
Per lo stesso motivo chi ha conseguito le certificazioni Ditals e Dils-PG prima della suddivisione in livelli sembra possa vantare un titolo che è a tutti gli effetti un titolo di II livello e che viene quindi valorizzato come tale nei concorsi e nelle GPS.

























