Il concorso a cattedra ordinario 2020 fu annunciato nell’aprile 2020. In Gazzetta Ufficiale (n. 104 del 21 aprile 2020) era stato pubblicato il D.M. n. 201 del 20 aprile 2020 recante disposizioni concernenti i concorsi ordinari per titoli ed esami per il reclutamento di personale docente per la scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune e di sostegno. In questo articolo ne ricostruiamo i contenuti come resoconto storico, con un epilogo finale su come si svolse effettivamente la procedura.
Nota di redazione: requisiti, prove e valutazioni descritti di seguito si riferiscono all’impianto dell’aprile 2020. Quell’impianto fu in seguito modificato: vedi il paragrafo finale. Per il quadro attuale del reclutamento vedi l’articolo sui concorsi a cattedra.
I requisiti di accesso al concorso a cattedra ordinario 2020
I requisiti di partecipazione al concorso a cattedra ordinario li avevamo già analizzati nell’articolo sui concorsi scuola 2020. In sintesi erano:
- abilitazione specifica sulla classe di concorso;
- abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente;
- possesso del titolo di accesso alla specifica classe di concorso (o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia) congiuntamente al possesso dei 24 CFU/CFA e di tutti i restanti CFU indicati in Tabella A.
Le prove e la valutazione nel concorso a cattedra ordinario 2020
L’impianto originario prevedeva 3 prove scritte e 1 prova orale, così organizzate.
La prima prova scritta, distinta per ciascuna classe di concorso e articolata da uno a tre quesiti, valutava conoscenze e competenze del candidato sulle discipline afferenti alla classe di concorso. La durata era di 120 minuti. La commissione disponeva di un massimo di 40 punti (40 per ciascun quesito, con valutazione data dalla media aritmetica). La prova era superata con un punteggio minimo di 28 punti su 40.
La seconda prova scritta si articolava in due quesiti a risposta aperta: il primo per l’accertamento delle conoscenze e competenze antropo-psico-pedagogiche, il secondo per quelle didattico-metodologiche relative alle discipline di ciascuna classe di concorso. La durata era di 60 minuti, con un massimo di 40 punti (40 per ciascun quesito, media aritmetica) e soglia di superamento a 28 punti su 40.
La prova orale per i posti comuni accertava la preparazione del candidato e la capacità di progettazione didattica efficace, anche con riferimento alle TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione). Aveva una durata massima complessiva di 45 minuti e consisteva nella progettazione di un’attività didattica, comprensiva dell’illustrazione delle scelte contenutistiche, didattiche e metodologiche e di esempi di utilizzo pratico delle TIC. La commissione accertava inoltre la comprensione e conversazione in lingua inglese almeno al livello B2.
I contenuti del programma di studio erano indicati nell’Allegato A. Per la classe di concorso A023 il programma era stato snellito rispetto al concorso precedente e coincideva quasi totalmente con quello dei nostri corsi online di didattica dell’italiano a stranieri.
La prova preselettiva del concorso a cattedra ordinario 2020
I bandi potevano prevedere un test di preselezione prima delle prove, qualora a livello regionale, per ciascuna procedura, il numero dei candidati superasse di quattro volte il numero dei posti e comunque non fosse inferiore a 250.
In caso di preselettiva, i candidati dovevano superare una prova computer-based volta all’accertamento delle capacità logiche, di comprensione del testo, di conoscenza della normativa scolastica e della lingua inglese almeno al livello B2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue. Alla prima prova scritta sarebbe stato ammesso un numero di candidati pari a tre volte i posti a concorso nella singola regione per ciascuna procedura.
Le graduatorie e le immissioni in ruolo
La commissione giudicatrice, valutate le prove e i titoli, compilava la graduatoria di merito regionale. Per le classi di concorso con un numero esiguo di posti, e quindi con aggregazione interregionale delle procedure, erano approvate graduatorie distinte per ciascuna regione. Ogni graduatoria comprendeva un numero di candidati non superiore ai contingenti assegnati a ciascuna procedura. I docenti immessi in ruolo erano sottoposti, per la conferma, al percorso annuale di formazione e prova.
Nel concorso ordinario 2020 le certificazioni di II livello valevano il triplo di un master
Con l’Allegato C (tabella di valutazione titoli) si era aperto uno scenario importante per le certificazioni di didattica dell’italiano a stranieri. Alle certificazioni di II livello veniva infatti confermato il conferimento di un punteggio di 1,5 punti, tre volte il punteggio di un master di I o II livello.
I master risultavano penalizzati da questa scelta del Ministero dell’Istruzione rispetto alle certificazioni, perché garantivano “solo” 0,5 punti pur richiedendo tempi e costi maggiori. Una certificazione di didattica dell’italiano a stranieri di II livello garantiva invece, per tutte le classi di concorso, 1,5 punti, con tempi e costi più contenuti: un modo efficace per massimizzare il punteggio in vista del concorso a cattedra.
Resta valido il principio, ma non i numeri di allora: i valori di punteggio sono cambiati nel tempo. Per il quadro aggiornato dei punti attribuiti oggi alle certificazioni in italiano L2 vedi la guida ai concorsi a cattedra, l’approfondimento sulla specializzazione in italiano L2 e i punti e i nostri corsi e certificazioni in didattica dell’italiano L2.
Come si svolse il concorso a cattedra ordinario 2020
L’impianto sopra descritto fu in larga parte superato prima dello svolgimento delle prove. Il regolamento era il D.M. n. 201 del 20 aprile 2020 e il bando il Decreto Dipartimentale n. 499 del 21 aprile 2020; i posti, inizialmente 25.000, furono poi incrementati a 33.000 (D.D. n. 649 del 3 giugno 2020) e le domande si presentarono dal 15 giugno al 31 luglio 2020.
A causa dei ritardi legati all’emergenza pandemica, l’art. 59 del decreto-legge 73/2021 (“Sostegni-bis”, convertito nella legge 106/2021) sostituì la prova preselettiva e le due prove scritte con un’unica prova scritta a quiz a risposta multipla. Il regolamento fu riscritto con il D.M. n. 326 del 9 novembre 2021 e il bando modificato con il Decreto Dipartimentale n. 23 del 5 gennaio 2022; le prove scritte della secondaria si svolsero così nel 2022, con graduatoria limitata al numero dei posti a concorso.
Nel frattempo anche il quadro dei titoli è cambiato: i 24 CFU, qui requisito d’accesso, sono stati aboliti (conseguibili fino al 31 ottobre 2022) e sostituiti dai percorsi da 30 e 60 CFU; il valore delle certificazioni di II livello, fissato a 1,5 punti nella tabella del 2020 e poi rapportato al nuovo punteggio complessivo, è oggi pari a 3,75 punti nei concorsi (D.M. 205/2023 e D.M. 214/2024, ancorati al D.M. 326/2021). Per i dettagli aggiornati rimandiamo alla guida ai concorsi a cattedra e all’articolo sui bandi dei concorsi a cattedra 2020.























