Una delle più importanti novità della recente riforma dell’università italiana è costituita dai nuovi codici dei settori scientifico-disciplinari (SSD), riordinati dal Ministro dell’Università e della Ricerca con il Decreto Ministeriale n. 639 del 2 maggio 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale) il 9 maggio 2024 ed entrato pienamente a regime nell’anno accademico 2025/2026.
I nuovi Gruppi Scientifico-Disciplinari (GSD) sono in tutto 190 e sostituiscono i vecchi macrosettori e settori concorsuali. Lo stesso provvedimento razionalizza e aggiorna i Settori Scientifico-Disciplinari (SSD) (in precedenza 366, ora riordinati e ricondotti ai nuovi GSD), dando una nuova struttura a gruppi e settori. Il riferimento normativo di base è l’art. 15 della Legge 30 dicembre 2010, n. 240 (la cosiddetta “Legge Gelmini”), che attribuisce al Ministro dell’Università la competenza di rideterminare periodicamente settori e raggruppamenti disciplinari.
Non si tratta del primo rimaneggiamento dei codici disciplinari e l’impostazione della riforma ne lascia intravedere altri. Sarà utile conservare memoria storica dei diversi aggiornamenti per non perdere il filo rosso che collega i vecchi codici ai nuovi codici dei Settori Scientifico-Disciplinari, visto che le tabelle ministeriali riportano in genere solo l’ultimo passaggio.
Per questo motivo è utile fare riferimento anche alla situazione dei codici pregressi:
- Rideterminazione dei settori scientifico-disciplinari (D.M. del 04/10/2000);
- Modificazione delle corrispondenze dei SSD di cui all’allegato C del D.M. del 04/10/2000 (D.M. del 09/01/2001 – G.U. 20 del 25/01/2001; D.M. del 01/02/2001 – G.U. 39 del 16/02/2001);
- Il precedente aggiornamento è facilmente consultabile sul portale Cineca/MUR.
I riferimenti alla normativa attuale, unitamente alle tabelle di corrispondenza dei nuovi Settori Scientifico-Disciplinari (Allegato A con le declaratorie dei GSD e gli SSD aggiornati, Allegato B con le regole di corrispondenza e Allegato C), sono pubblicati sul sito ufficiale del MUR.
Nuovi codici dei settori scientifico-disciplinari: i motivi della riforma
La riforma nasce nell’ambito del PNRR, in particolare della Riforma 1.5 della Missione 4, componente 1, che punta a rendere più flessibile e interdisciplinare l’offerta formativa universitaria. I nuovi GSD intendono rendere più coerente e funzionale il reclutamento, la didattica e la mobilità dei docenti, superando la precedente suddivisione fra macrosettori, settori concorsuali e settori scientifico-disciplinari, ritenuta dal legislatore frammentata e in parte obsoleta.
Il Consiglio Universitario Nazionale (CUN) ha avuto un ruolo centrale nella proposta dei nuovi GSD e delle relative declaratorie. Con lo scopo di mantenere la riforma al passo con i tempi è stato previsto un aggiornamento periodico di GSD e SSD con cadenza triennale, anziché quinquennale come avveniva in precedenza.
Il percorso che ha portato al DM 639/2024 era stato avviato nel 2021 nell’ambito della riforma delle classi di laurea prevista dal PNRR ed era stato rilanciato dal Decreto-Legge 36/2022. La firma del decreto, da parte della Ministra Anna Maria Bernini, è arrivata l’8 maggio 2024, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il giorno successivo.
Tempi di attuazione e impatto sui docenti universitari
A partire dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DM 639/2024, gli atenei hanno avviato le attività finalizzate all’inquadramento dei professori di prima fascia, di seconda fascia e dei ricercatori nei nuovi 190 GSD, attraverso un’apposita piattaforma informatica resa disponibile dal MUR. Il termine per l’afferenza ai nuovi GSD e SSD su LoginMIUR è stato fissato dal MUR al 24 giugno 2024 e l’inquadramento è stato sostanzialmente completato dagli atenei entro l’estate del 2024.
I piani di studio dei corsi di laurea, dei master e dei dottorati sono stati progressivamente aggiornati ai nuovi codici a partire dall’anno accademico 2024/2025, e in diversi casi tuttora riportano sia i vecchi sia i nuovi codici dei Settori Scientifico-Disciplinari, per agevolare la lettura del piano di studi da parte di chi deve far valere il titolo per finalità diverse (accesso a classi di concorso, riconoscimento di CFU, ammissione a procedure abilitanti e via dicendo).
Impatto sulle classi di concorso e sui requisiti di accesso
La riforma comporta delle difficoltà oggettive legate alla valutazione dei piani di studio per l’individuazione dei requisiti di accesso alle classi di concorso, visto che la tabella ministeriale di riferimento per le classi di concorso scolastiche fa ancora riferimento ai vecchi codici degli SSD, sia pure rimaneggiata nel 2024 in occasione dell’accorpamento di alcune classi di concorso. In questa tabella, oltretutto, restano ancora concrezioni normative non più attuali, frutto di stratificazioni di decreti successivi nel corso degli anni.
La tabella in questione è quella dell’allegato A al D.M. del MIUR 259/2017: dal link è possibile consultare la versione aggiornata, successiva all’accorpamento del 2024. Per chi deve verificare i propri requisiti di accesso, in particolare per la classe di concorso A023 – Lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti) o per altre classi affini, può essere necessario consultare entrambe le tabelle (Allegato A DM 259/2017 con i vecchi SSD e Allegato B del DM 639/2024 con la corrispondenza ai nuovi GSD/SSD) e ricostruire la corrispondenza fra il piano di studi della propria laurea e i codici utili per la classe di concorso di interesse.
Implicazioni per la formazione e l’aggiornamento del personale docente
Le novità introdotte dal DM 639/2024 hanno conseguenze pratiche anche per chi si occupa di formazione e aggiornamento del personale scolastico: master, corsi di perfezionamento, CFU singoli e corsi di laurea online riportano sempre più spesso i nuovi codici GSD accanto ai vecchi SSD, in modo da garantire la riconoscibilità del percorso ai fini sia accademici sia scolastici. Forma Mentis offre un catalogo di corsi di formazione glottodidattica e di preparazione alle certificazioni Cedils, Ditals e Dils-PG. Inoltre nell’offerta formativa figurano master universitari e corsi singoli/CFU acquistabili anche con la Carta del docente, utili sia per il completamento dei requisiti di accesso alle classi di concorso sia per l’aggiornamento continuo del personale già in servizio.






























