Italiano L2 sulla Luna

L'italiano L2 sulla Luna: la seconda lingua più parlata sul nostro satellite è la nostra, grazie all'astronauta David Scott.

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Italiano l2 sulla Luna. La seconda lingua più parlata sulla luna è la nostraL’italiano L2 sulla Luna è la seconda lingua più parlata, è un fatto storico reale. Mentre è stata sempre contestata per mancanza di dati la “leggenda metropolitana” che l’italiano fosse la quarta lingua più studiata al mondo, trovata pubblicitaria che periodicamente torna in auge diventando, di volta in volta, virale sui social.
Dopo le prime analisi si scoprì (e noi fummo tra i primi a sollevare la questione sulla veridicità di siffatta statistica priva di riscontri realistici) che in realtà non vi erano dati sufficienti a suffragare questa notizia e si provò più volte a giustificare accampando le motivazioni più varie giungendo inesorabilmente alla stessa conclusione: impossibile stilare una classifica delle lingue più studiate su scala mondiale.
L’italiano però è una lingua che ha diversi altri primati. Che sia considerata uno status symbol tra gli apprendenti che la studiano perché attratti dall’Italian sound e da tutto ciò che evoca la nostra lingua in termini di stile di vita e ricchezza culturale non è una sorpresa. Moltissime ad esempio sono le parole che l’italiano ha prestato ad altre lingue, in diversi ambiti (anche se spesso ci si concentra sui prestiti linguistici che la nostra mutua da lingue straniere, stigmatizzando gli anglismi sempre troppo ingombranti).

L’italiano nello spazio

Quello che pochi sanno è che il pianeta terra non basta più alla nostra lingua e l’italiano ha letteralmente preso il volo con gli astronauti che sotto la bandiera tricolore ci hanno abituato negli ultimi anni, con trasmissioni dalla Stazione Spaziale Internazionale, a sentir parlare italiano anche nello spazio.
Questa volontà di superare i confini planetari ha trovato nuovo vigore con l’iniziativa dell’editore Scripta Manent che nell’ottobre 2021, in occasione del settecentenario dalla morte del Sommo Poeta, ha lanciato nello spazio, con la Expedition 66 verso la ISS, una nuova edizione della Divina Commedia, incisa su titanio e oro. L’opera di Dante quindi in questo momento vaga nel sistema solare.

L’italiano L2: la seconda lingua parlata sulla Luna

Italiano l2 sulla Luna. L'astronauta Dave Scott che esclamò "Mamma mia!"In pochi sono a conoscenza di un primato ancora più straordinario della nostra lingua. Quand’anche non fosse la quarta lingua più studiata sul pianeta terra la lingua italiana è senz’altro la seconda lingua più parlata sulla Luna!
Già “parlata”. Questa volta non si tratta di testi scritti e inviati nello spazio con missioni robotiche, ma di umani che parlano italiano sul nostro satellite.
Era il 30 luglio 1971 quando, durante una delle ultime missioni Apollo sulla superficie del nostro satellite, uno degli astronauti dell’equipaggio dell’Apollo 15, l’astronauta David Randolph Scott della NASA, esclamò in italiano un solenne “Mamma mia!” che passò alla storia. Eppure non risulta che Scott avesse studiato l’italiano.
David Scott ebbe anche altri primati, fu il primo ad esempio a guidare un veicolo lunare, il “Lunar Rover Vehicle 1” (più noto come “moon buggy”), stabilì il record di permanenza sulla superficie lunare e di attività extraveicolari. Ma ecco cosa successe in quelle quasi 67 ore sulla Luna.
Scott ripropose in assenza di atmosfera, grazie ad una piuma e ad un martello, il celebre esperimento dei gravi, attribuito all’italiano Galileo Galilei che, lasciando cadere due sfere di massa differente dalla torre di Pisa, dimostrò che il tempo impiegato per raggiungere il suolo è indipendente dalla massa.

La missione Apollo 15, al cui comando era David Scott (fu la sua ultima missione), fa registrare un’altra incredibile coincidenza relativa all’Italia visto che furono esplorati i “Montes Apenninus”, una catena montuosa lunare di circa 600 Km, con picchi di 5 Km di altezza, che prende il nome dall’omonima catena montuosa del nostro Paese.
Proprio durante una ispezione del suolo per raccogliere campioni Scott, colpito dalla luminosità di un frammento di roccia, esclamò il fatidico “Mamma mia!” che si ritrova nelle trascrizioni ufficiali della NASA.
Una espressione così tipicamente italiana e già all’epoca così internazionale (anche gli svedesi ABBA nel 1975 pubblicarono un singolo con questo titolo), ce la saremmo probabilmente potuta aspettare anche qualche anno prima, magari da Michael Collins, altro astronauta statunitense, nato a Roma, che però non toccò mai il suolo lunare.

L’italiano L2 sulla Luna

Suscita sempre un po’ di incredulità quando si sentono personaggi famosi stranieri parlare la nostra lingua e si stenta a credere che spesso lo spirito italiano trovi proprio all’estero una folta schiera di promotori.
Ebbene la stessa cosa è successa anche sulla luna e questo “Mamma mia!”, pronunciato da un non madrelingua, è letteralmente italiano L2!
Quando vi capiterà di insegnare qualche parola in italiano ad amici stranieri o ai vostri studenti, se lo fate per professione, potete ricordare loro questo piccolo particolare, che stanno cioè imparando la seconda lingua più parlata sulla Luna! Ovviamente sulla Luna anche la gravità degli errori è pari ad un sesto, rispetto quella che si registra sulla terra.

Si parlerà ancora italiano sulla Luna?

Ancora oggi è abbastanza agevole fare questa “statistica” sulle lingue più parlate sul suolo lunare, visto che gli esseri umani che hanno camminato sulla Luna, finora, sono stati solo 12. Sarebbe già più complicato stilare una classifica delle lingue parlate sulle varie stazioni spaziali in orbita attorno alla Terra, e ancora di più se si considerano le lingue scritte, dato che sono ormai numerosissime le missioni internazionali con sonde robotiche che portano testi e messaggi in tutto il sistema solare.

Da quando questo articolo è stato scritto, però, le cose sono cambiate parecchio e per questo siamo ritornati sull’argomento per aggiornarlo visto che nel frattempo è slittato il ritorno di esseri umani sul suolo lunare, inizialmente atteso con la missione Artemis III ma ora previsto non prima del 2028.
Nel frattempo la NASA ha rivisto profondamente la propria strategia: a marzo 2026 ha cancellato il Lunar Gateway) la stazione orbitale lunare alla cui costruzione avrebbe dovuto contribuire anche l’Europa) per concentrare fondi ed energie su una base costruita direttamente sulla superficie della Luna.

Barattolo di Nutella durante la missione Artemis IIC’è stato però anche un inatteso ritorno di una parte d’Italia attorno al nostro satellite.
Il 1° aprile 2026 infatti la missione Artemis II ha portato quattro astronauti in un volo intorno alla Luna (senza allunaggio).  Durante la diretta dall’interno della capsula Orion Integrity è apparso all’improvviso in primo piano, svolazzando in microgravità… un barattolo di nutella! Ebbene sì, un componente dell’equipaggio aveva portato il celebre ed italianissimo “comfort food”.
Si trattava dell’astronauta canadese Jeremy Hansen, protagonista anche di un’altra “prima volta” linguistica. In quanto bilingue infatti Hansen è stato anche il primo parlante francese nello spazio profondo. Altri astronauti di nazionalità francese e canadese erano stati in precedenza sulla Stazione Spaziale Internazionale, in bassa orbita terrestre, ma mai nessuno aveva fatto un discorso ufficiale in lingua francese durante una missione così lontana dal nostro pianeta.

Per quanto riguarda l’Italia, infine, non tramonta affatto l’ipotesi di sentire nuovamente un astronauta italiano parlare la nostra lingua dall’orbita o dalla superficie lunare. Tra gli astronauti europei in attività ci sono gli italiani Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano, mentre tra i riservisti dell’ESA figurano i giovani Andrea Patassa e Anthea Comellini. Con il riassetto del programma Artemis tempi e ruoli sono ancora incerti, ma le “buone speranze” di tornare a sentire un “Mamma mia!” lunare (questa volta da una voce madrelingua) sono concrete visto che è assolutamente plausibile che un astronauta italiano prenda parte alla missione Artemis IV del previsto allunaggio.

Lo scorso il 9 giugno, al Johnson Space Center di Houston, è stato designato proprio il nostro Luca Parmitano come pilota di Artemis III e chissà se Parmitano non avrà modo di scambiare con i colleghi dell’equipaggio qualche parola in italiano.
Non si tratterà di una missione lunare ma di una missione “intermedia”, per condurre test in orbita terrestre su manovre di attracco che dovranno essere poi svolte nella successiva missione Artemis IV in orbita lunare.
Restano in campo gli altri astronauti italiani per le missioni successive dato che non sarà probabile che la scelta per Artemis IV ricada nuovamente su membri che hanno fatto parte degli equipaggi precedenti. Siamo però abbastanza sicuri che possa esserci un/a astronauta italiano/a sulla missione di allunaggio, perché gli accordi tra agenzie spaziali sono già stati siglati tra ASI (agenzia spaziale italiana), ESA (agenzia spaziale europea) e NASA. Non è detto tuttavia che possa esserci un italiano o una italiana direttamente sul suolo lunare. La missione di allunaggio infatti prevede che due componenti dell’equipaggio restino in orbita lunare e due scendano sulla superficie. Di questi due umani che muoveranno i prossimi passi sul nostro satellite, per accordi intercorsi tra NASA e JAXA (l’agenzia spaziale Giapponese), uno sarà sicuramente un astronauta di nazionalità Giapponese che dovrebbe essere il primo non statunitense sulla Luna. Chissà se ce ne sarà anche un secondo nella stessa missione e se sarà un italiano.

Domande frequenti su italiano L2 e Luna

Per via di una celebre esclamazione: nel 1971, sulla superficie lunare, l’astronauta statunitense David Scott (Apollo 15) pronunciò un sonoro “Mamma mia!”, finito nelle trascrizioni ufficiali della NASA. Essendo l’inglese la lingua delle missioni, quel “Mamma mia!” in italiano è, di fatto, la seconda lingua “parlata” sulla Luna.

L’astronauta David Randolph Scott, comandante della missione Apollo 15, nel 1971. Pronunciò il “Mamma mia!” mentre ispezionava il suolo lunare, colpito dalla luminosità di un frammento di roccia. Pur non avendo studiato l’italiano, l’espressione gli venne spontanea.

Perché a pronunciarlo fu un non madrelingua. “Mamma mia!” è un’espressione italiana entrata nell’uso internazionale: detta da un astronauta statunitense, è italiano usato come lingua seconda o straniera, cioè italiano L2.

No, è una sorta di leggenda metropolitana che torna periodicamente virale. Non esistono dati che consentano di stilare una classifica attendibile delle lingue più studiate su scala mondiale. L’italiano resta comunque una lingua molto ambita, spesso scelta per l’“Italian sound” e per ciò che evoca in fatto di stile di vita e cultura.

Le prospettive sono cambiate. La NASA ha cancellato il Lunar Gateway nel 2026 e il primo allunaggio del programma Artemis è slittato a non prima del 2028. Tra gli astronauti europei in attività ci sono però gli italiani Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano: tempi e ruoli restano incerti, ma la speranza di un nuovo “Mamma mia!” lunare è ancora viva.

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