Percorsi abilitanti: cosa abbiamo imparato sui 30 e sui 60 CFU

Pubblicato il · aggiornato il

Percorsi abilitanti da 30, 36 e 60 CFU. Cosa abbiamo imparato o avremmo dovuto imparare.Con l’introduzione dei percorsi abilitanti da 30, 36 e 60 CFU l’accesso all’insegnamento nella scuola pubblica italiana è diventato sempre più selettivo.

Con la riforma Bianchi si è passati a una nuova modalità di reclutamento dei docenti. I concorsi a cattedra non sono più abilitanti, come accadeva negli anni scorsi: ci si candida previo conseguimento di un’abilitazione e i concorsi sono solo selettivi, come già avvenuto con il concorso PNRR3 bandito a ottobre 2025.
I percorsi abilitanti, introdotti nell’ambito della riforma della formazione iniziale dei docenti, sono oggi lo strumento per compiere l’ultimo passo verso l’insegnamento a tempo indeterminato nella scuola pubblica prima del concorso.
Presentano caratteristiche e modalità di accesso molto diverse a seconda del profilo dei candidati ed esistono almeno 5 percorsi a cui, a seconda delle proprie caratteristiche e requisiti, si può accedere per conseguire un’abilitazione all’insegnamento.

Analizziamo le principali tipologie di percorsi abilitanti, chiarendo alcuni punti che sembrano ancora poco noti e facendo il punto sulle lezioni che abbiamo imparato, o avremmo dovuto imparare, dalle edizioni che si sono succedute finora, da ultimo il terzo ciclo (anno accademico 2025/2026), con iscrizioni chiuse tra febbraio e marzo 2026 e percorsi conclusi entro il 30 giugno 2026.

Percorsi abilitanti a numero chiuso: 30 CFU per docenti triennalisti e 60 CFU per neolaureati

I percorsi abilitanti da 30 CFU (rivolti principalmente ai docenti con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque, anche nelle scuole paritarie, con almeno un anno nella specifica classe di concorso) e da 60 CFU (dedicati ai neolaureati che vogliono entrare nella scuola pubblica) sono percorsi a numero chiuso. Non è possibile iscriversi direttamente al corso: prima è necessario partecipare a un bando.
L’iter quindi prevede che il Ministero dell’Università e della Ricerca, di concerto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, emani un decreto con cui vengono individuati i numeri del contingente di docenti da abilitare, a seconda delle esigenze previste, per ogni classe di concorso, Regione ed enti formatori (atenei) a cui sono attribuiti i posti.

Le università pubblicano quindi i bandi, a cui i candidati possono iscriversi previo pagamento di una quota che solitamente è di circa 150 euro. L’accesso è determinato da una graduatoria per titoli e servizio: solo chi rientra in posizione utile potrà iscriversi alla formazione.
Per avere un’idea di quali siano i titoli che si possono mettere a punteggio in queste graduatorie ecco le tabelle di valutazione titoli adottate nei primi cicli:

Per il terzo ciclo (a.a. 2025/2026) i titoli valutabili sono stati definiti dall’Allegato B al DM 138 del 27 gennaio 2026, mentre i criteri di accesso ai percorsi da 30 CFU riservati ai triennalisti, in caso di domande eccedenti i posti, sono indicati nell’Allegato A al DM 137 del 26 gennaio 2026: entrambi i decreti sono reperibili sul sito del MUR.

Nei riparti adottati finora i posti messi a disposizione per questi percorsi abilitanti sono stati suddivisi tra i due percorsi: il 55% dei posti disponibili viene assegnato ai percorsi da 60 CFU e il 45% dei posti va invece ai percorsi da 30 CFU.

Un chiarimento importante: non esistono i percorsi che nascono con 36 CFU rivolti a chi è già in possesso dei 24 CFU richiesti dal precedente ordinamento; i percorsi da 36 CFU esistono solo come percorsi di completamento riservati ai vincitori di concorso. Per gli altri candidati è possibile chiedere il riconoscimento dei CFU già acquisiti nel momento in cui ci si iscrive ai percorsi abilitanti.

Percorsi abilitanti da 30 e 36 CFU per vincitori di concorso PNRR

Diverso è il caso dei percorsi da 30 e 36 CFU rivolti ai docenti vincitori di concorso PNRR.
Questi percorsi non sono a numero chiuso, ma non sono aperti a tutti. Per accedervi è necessario sia aver superato il concorso PNRR che avere in essere un contratto a tempo determinato con l’Ufficio Scolastico Regionale (USR), scaturito dal superamento delle prove concorsuali, ai fini del percorso di abilitazione o dell’assunzione a tempo indeterminato.

Lezioni che abbiamo imparato o che avremmo dovuto imparare dall’esperienza dei primi cicli

L’esperienza maturata con le edizioni fin qui concluse dei percorsi abilitanti ha fornito alcuni spunti molto utili per i candidati che intendono partecipare alle prossime tornate:

Due tipi di requisiti
Occorrono due tipi di requisiti: quelli per accedere alla classe di concorso (richiesti per tutti i percorsi abilitanti possibili per ciascuna classe di concorso) e quelli per accedere al percorso abilitante. Se il candidato è in possesso solo dei requisiti per accedere al percorso abilitante, perché per esempio è neolaureato o ha tre anni di servizio, non è detto che possa accedere al percorso abilitante se non ha anche i requisiti di accesso alla classe di concorso previsti dalla normativa vigente.

Non è possibile candidarsi in più atenei per la stessa classe di concorso
La scelta dell’ateneo è vincolante. Bisogna valutare con attenzione dove presentare domanda, considerando la disponibilità dei posti e la concorrenza. Non ci sono purtroppo criteri utili a questo tipo di valutazione visto che l’unico dato a disposizione è quello relativo al numero dei posti messi a bando, ma non si può sapere né quanti candidati si presenteranno né quali titoli da mettere a punteggio in graduatoria possano vantare.

La quota di partecipazione al bando non è rimborsabile
Non sono previsti rimborsi della quota di adesione ai bandi per chi non rientra in posizione utile in graduatoria. Un aspetto importante da considerare nel decidere se presentare domanda, specialmente se i candidati sono consapevoli di non avere già in partenza un punteggio che consenta di ambire a una posizione in graduatoria con una certa probabilità di rientrare nei posti disponibili. Potrebbe essere utile per esempio programmare già da ora il conseguimento di titoli, come master di II livello, che consentano di vantare punteggio nelle graduatorie di accesso dei prossimi percorsi abilitanti.

Attenzione alla strategia di candidatura
I docenti con tre anni di servizio possono accedere ai percorsi da 30 CFU, ma potrebbe convenire puntare ai 60 CFU, specialmente in regioni o classi di concorso con pochissimi posti disponibili. Infatti, se viene messo a bando un solo posto, questo verrà assegnato ai candidati del percorso da 60 CFU, lasciando ai candidati dei 30 CFU solo la speranza nello scorrimento della graduatoria.

È possibile uno scorrimento delle graduatorie
Chi inizialmente non risulta ammesso può essere ripescato in seguito, a fronte della rinuncia di altri candidati in posizione utile. L’esperienza del terzo ciclo lo ha confermato: in numerosi atenei si sono susseguiti scorrimenti di graduatoria e riaperture dei termini fino alla primavera del 2026. Vale la pena restare aggiornati e monitorare la situazione tramite i siti istituzionali degli atenei anche dopo la pubblicazione delle graduatorie definitive.

Quando si riapriranno le iscrizioni?

Il terzo ciclo si è concluso entro il 30 giugno 2026, un termine fissato per consentire l’inserimento dell’abilitazione nelle GPS, e la prossima edizione dipenderà da un nuovo decreto ministeriale, che darà il via alla successiva tornata. Il calendario delle ultime edizioni offre comunque un riferimento utile: in autunno gli atenei presentano l’offerta formativa, a inizio anno arriva il decreto con la distribuzione dei posti e subito dopo escono i bandi.

Una volta pubblicato il decreto, i tempi per l’iscrizione sono solitamente rapidi. In molti casi, purtroppo, molti aspiranti scoprono troppo tardi dell’apertura dei bandi, spesso a iscrizioni già chiuse. D’altra parte, trattandosi di percorsi a numero chiuso, non ha senso che le iscrizioni restino aperte per lunghi periodi.

Per non restare fuori in occasione delle prossime edizioni abbiamo predisposto una newsletter, fondamentale per ricevere aggiornamenti su bandi, scadenze, disponibilità dei posti e novità relative ai percorsi abilitanti. Iscriviti per sapere quando partiranno le prossime edizioni.

I percorsi abilitanti sono i corsi universitari e accademici da 30, 36 e 60 CFU previsti dal DPCM 4 agosto 2023 per conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria. Con la riforma della formazione iniziale dei docenti l’abilitazione è diventata il presupposto per partecipare ai concorsi a cattedra, che oggi sono solo selettivi. Il quadro completo delle tipologie è nel nostro approfondimento sui percorsi da 60 CFU abilitanti.

I percorsi da 60 CFU per i neolaureati e da 30 CFU per i triennalisti sono a numero chiuso: si accede tramite bando e graduatoria per titoli e servizio, nei limiti dei posti assegnati dal decreto ministeriale a ciascun ateneo, Regione e classe di concorso. Non sono invece a numero chiuso i percorsi di completamento da 30 e 36 CFU per i vincitori di concorso PNRR e i percorsi da 30 CFU ex art. 13 per i docenti già abilitati o specializzati su sostegno.

Le graduatorie valorizzano titoli culturali (per esempio master, dottorati, certificazioni) e servizio di insegnamento, secondo le tabelle allegate ai decreti ministeriali di ciascun ciclo: per il terzo ciclo i titoli valutabili sono nell’Allegato B al DM 138 del 27 gennaio 2026. Chi parte da un punteggio basso può programmare per tempo il conseguimento di titoli valutabili, anche con una consulenza gratuita e personalizzata.

No, per la stessa classe di concorso la candidatura è ammessa in un solo ateneo e la scelta è vincolante. Per questo conviene valutare con attenzione dove presentare domanda, tenendo conto del numero di posti messi a bando, anche se non è possibile conoscere in anticipo quanti candidati si presenteranno né con quali punteggi.

No, la quota di partecipazione, solitamente di circa 150 euro, non viene rimborsata a chi non rientra in posizione utile in graduatoria. È un costo da mettere in conto nella strategia di candidatura, soprattutto quando i posti disponibili per la propria classe di concorso e Regione sono pochi.

I triennalisti possono accedere ai percorsi da 30 CFU, ma nei riparti adottati finora la quota maggiore dei posti (55%) è andata ai percorsi da 60 CFU: nelle classi di concorso o Regioni con pochissimi posti può quindi convenire candidarsi al percorso da 60 CFU, chiedendo il riconoscimento dei crediti già maturati. La scelta va ponderata caso per caso in base a posti disponibili e punteggio.

I percorsi vengono attivati con cicli annuali: nelle ultime edizioni gli atenei hanno presentato l’offerta formativa in autunno, il decreto con la distribuzione dei posti è arrivato a inizio anno e i bandi sono rimasti aperti solo per poche settimane. Per non perdere le prossime scadenze è utile iscriversi alla nostra newsletter dedicata a bandi e novità sui percorsi abilitanti.

  • Forma Mentis - Ditals.com
  • Metodi di pagamento accettati
  • © Forma Mentis Srl Unipersonale
  • Cod. Fisc. e P. IVA: 05224960756
  • REA: LE - 351193
  • formamentis.srl(at)pec.it