Lezioni di italiano L2 online: scuole e insegnanti reagiscono al COVID

Lezioni di italiano l2 online: la risposta di scuole e insegnanti al fermo del turismo linguistico causato dalla pandemia da COVID-19.

insegnare italiano L2 onlineFare lezioni di italiano L2 online è la risposta di scuole e insegnanti al blocco del turismo, anche di quello linguistico, effetto delle misure anti contagio.

È passato quasi un anno da quando la pandemia da Covid-19 ha stravolto la nostra quotidianità e, sebbene i vari decreti ristori siano venuti in soccorso di alcuni settori, altri sono stati completamente dimenticati. È il caso delle scuole di italiano L2 che da mesi chiedono a gran voce al governo una mano per evitare il collasso. Molte scuole hanno già dovuto, nella migliore delle ipotesi, ridurre il numero degli insegnanti di italiano L2, reclutati anche stagionalmente per far fronte ai picchi stagionali di studenti provenienti da tutto il mondo.

Turismo linguistico e italiano L2: i numeri

Quando si parla di insegnamento di italiano per stranieri il pensiero della maggior parte dei lettori va ai migranti e si pensa alla battuta d’arresto degli sbarchi ma in realtà il settore è molto, molto più vasto e genera un indotto affatto trascurabile.
Nel 2019, in tempi pre pandemia, sono arrivati in Italia circa 30mila studenti provenienti da tutto il mondo. Il fatturato totale delle scuole di italiano a stranieri del 2019 è stimato in 20,2 milioni di Euro. La spesa media settimanale degli studenti (corso + alloggio) è di circa 431 Euro. Considerando la permanenza media di 4,3 settimane, la stima del turismo linguistico generato è di 797mila presenze, di cui il 63% studenti europei, il restante 37% extraeuropei (IlSole24ore).
Ipotizzando una spesa media giornaliera pro-capite dei visitatori stranieri in Italia (fonte Bankitalia) pari a 62,8 Euro, esclusa la spesa sostenuta per l’alloggio, è possibile quantificare l’ulteriore spesa sostenuta dagli studenti in oltre 50 milioni di Euro.

Con la pandemia la situazione è cambiata drasticamente. Le scuole di lingue presenti nel nostro Paese rientrano fra le aziende che hanno avuto perdite di fatturato fra il 75% e il 95% del fatturato. Da quanto si apprende, sarebbero a rischio circa 15mila posti di lavoro, considerando che, per la peculiarità del servizio offerto da queste scuole, la modalità di prosecuzione delle attività interamente on line, anche se già attuata, non è considerata un’alternativa praticabile ed atta a soddisfare le esigenze di chi vuole un’esperienza reale di immersione nella vita e nella cultura italiana.

L’appello degli operatori di settore: le scuole private di italiano L2

La prima a denunciare la situazione è stata Tiziana Di Dedda, direttrice della Dilit International House di Roma, una delle scuole di più illustre tradizione, che fa parte di Asils, l’associazione delle scuole di italiano come lingua seconda fattasi promotrice di una petizione indirizzata al Governo, tramite la piattaforma change.org, per richiedere un intervento a supporto del settore delle scuole di lingue. In passato abbiamo dato voce a simili petizioni promosse anche da gruppi di insegnanti di italiano L2 nelle scuole private.

«Abbiamo perso l’80 per cento del fatturato nel 2020» dice Di Dedda. «Abbiamo fatto partire subito i corsi on line, naturalmente. Ma sono poca cosa. La conoscenza della lingua italiana, per i nostri studenti, è parte di un pacchetto completo sul nostro Paese. Non gli interessa studiare a distanza le regole della grammatica. Amano la letteratura, Dante, la storia di Roma. Sono persone colte, curiose.» (ioDonna)

I codici ATECO per l’insegnamento dell’italiano L2

Nell’intervista la diretrice Di Dedda lamentava che le disposizioni in materia sostegno economico per le attività che hanno subito uno stop a causa delle misure anti-Covid, previste dal DPCM del 24 ottobre 2020, trascurano totalmente il settore della formazione linguistica in Italia, ed in particolare il settore dell’organizzazione dei soggiorni linguistici in Italia. Il decreto contiene addirittura un elemento discriminatorio in quanto si introducono fra i beneficiari del ristoro le aziende con codice ATECO 855209 (Altra Formazione Culturale), ma non quelle con il codice ATECO 855930 (Scuole e Corsi di Lingua).

I codici ATECO sono codici che classificano le Attività Economiche e questa classificazione è adottata dall’ISTAT e sono sicuramente diventati familiari a molti insegnanti di italiano L2 che si sono riconvertiti all’insegnamento online come liberi professionisti aprendo una Partita IVA, come hanno fatto anche le scuole approntando corsi online tramite apposite piattaforme e software per la didattica a distanza.

Lezioni di italiano L2 online: come mettersi in regola col fisco

L’insegnamento online è stata l’unica soluzione percorribile vista la chiusura delle scuole e l’incertezza dovuta agli spostamenti internazionali. Anche se potrebbe non essere risolutiva è senz’altro una strada percorribile molto rapidamente senza grosse spese. Chi ha deciso di fare dell’insegnamento dell’italiano online il proprio mestiere (o secondo mestiere) ha necessità di aprire una propria partita IVA per mettersi in regola con il fisco, scegliendo anche in questo caso un codice ATECO. Date le caratteristiche peculiari del settore un insegnante di italiano per stranieri libero professionista sceglierà nella maggior parte dei casi un codice ATECO 855990 Altri servizi di istruzione NCA, dove NCA sta per “non classificabili altrove”.insegnare italiano L2 online: mettersi in regola con il fisco
Risolto questo primo problema burocratico occorre prepararsi adeguatamente anche dal punto di vista fiscale per svolgere questo lavoro in modo professionale.
In merito vi suggeriamo un webinar sul tema proposto su ItalOSformazione.it da Silvia Maneschi, docente di italiano L2/LS e formatrice online, con la collaborazione del dottore commercialista Gianfranco Vignali, dal titolo Insegnamento online e fisco: tutto quello che devi sapere per essere in regola.
Cliccando sul link precedente o sull’immagine sarete reindirizzati alla pagina dell’iscrizione al webinar e potrete avere il 30% di sconto sull’iscrizione aggiungendo il codice: F6WGRCAY

Lezioni di italiano L2 online: quanto si guadagna?

Questa è una delle domande che ci viene rivolta più spesso da chi vuole intraprendere questo percorso professionale e vuole fare le opportune valutazioni. È molto difficile tuttavia dare una risposta univoca che infatti dipende da moltissimi fattori: da come ci si propone, dalla piattaforma che si sceglie per proporsi come insegnante di italiano a stranieri…
Nella sezione dedicata alle risorse per l’insegnamento dell’italiano L2 online del nostro sito presentiamo diverse piattaforme che si propongono di mettere in contatto studenti e insegnanti in tutto il mondo, anche per lezioni online di italiano L2. Ma facciamo un esempio concreto e prendiamo il caso della piattaforma Preply.
Indicativamente un tutor non certificato può guadagnare circa 9 dollari a lezione; un insegnante certificato invece potrebbe richiedere tra i 10 e i 19 dollari a lezione, mentre un insegnante certificato con esperienza pregressa di insegnamento di italiano L2 può anche guadagnare dai 20 dollari in su.

In questo recente video del canale YouTube ioeilmiozaino una interessante testimonianza dimostra concretamente come dare lezioni online di italiano L2 sia un modo per lavorare, liberi da orari e luoghi di lavoro, dedicandosi anche ad altro, ad esempio a viaggiare per il mondo, potendo far affidamento su un reddito gratificante.

Come è evidente, anche per insegnare online è di fondamentale importanza essere un insegnante certificato, non solo per poter contare su un compenso orario maggiore, ma anche e soprattutto per avere un metodo di insegnamento efficace, cosa che fa indubbiamente la differenza.

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