L’insegnamento dell’italiano agli immigrati, l’appello di Mattarella

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Insegnamento dell'italiano agli immigrati, l'appello di MattarellaNota redazionale: questo articolo documenta un intervento pronunciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 26 settembre 2015. Lo riproponiamo come testimonianza di quel momento; in coda al testo riepiloghiamo gli sviluppi normativi successivi sull’insegnamento dell’italiano agli immigrati nella scuola pubblica.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è pronunciato sull’importanza della promozione dell’insegnamento dell’italiano agli immigrati nel nostro Paese intervenendo, il 26 settembre 2015, in occasione dell’82° Congresso Internazionale della Società Dante Alighieri, dal titolo “Alimentare la presenza dell’Italia nel Pianeta”, tenutosi a Milano.

In quel periodo prendeva avvio il primo passo del Governo teso a garantire questa necessità, nel più ampio quadro della riforma dell’ordinamento scolastico. L’iter dell’istituzione di una classe di concorso di Italiano L2 nella scuola pubblica italiana era allora appena iniziato, e in molti ne attendevano l’esito con vivo interesse. La classe di concorso A023 (Lingua italiana per discenti di lingua straniera) sarebbe stata istituita l’anno successivo, nel 2016.

Già allora un ruolo importante nell’insegnamento dell’italiano agli immigrati era svolto dalle organizzazioni di volontariato e, in ambito pubblico, dai CPIA, i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti a cui il Presidente della Repubblica fece riferimento nel suo discorso, chiedendo un maggiore impegno nella promozione dell’insegnamento dell’italiano agli immigrati.

Credo che dovremmo essere più impegnati nel promuovere e nell’assicurare l’insegnamento dell’italiano agli immigrati che si insediano nel nostro Paese.

Sulla stessa linea, le istituzioni pubbliche devono fare la propria parte, con lucidità e impegno, per assicurare la massima diffusione dell’insegnamento dell’italiano nei Paesi più vicini, con una particolare attenzione ai Balcani e alla sponda sud del Mediterraneo. Dove la diffusione dell’italiano può diventare anche, non è eccessiva questa considerazione, strumento di pace, di amicizia e di collaborazione.

Leggi l’intervento integrale del Presidente della Repubblica sul sito del Quirinale

Dall’appello del 2015 alla A023: cosa è cambiato

A distanza di anni, l’appello di Mattarella si è in parte tradotto in misure concrete. La classe di concorso A023, di cui nel 2015 si attendeva l’istituzione, è stata creata nel 2016 con il D.P.R. 19/2016 e ha sancito che l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda agli alunni stranieri richiede una figura professionale e una formazione specifiche. Per anni, tuttavia, la A023 è rimasta confinata ai soli CPIA.

Il passo più recente è arrivato con il D.L. 71/2024 (convertito in legge nel luglio 2024), che ha esteso l’insegnamento dedicato dell’italiano L2 oltre i CPIA: con i nuovi sottocodici A023 (secondaria di primo grado) e AS23 (secondaria di secondo grado), a decorrere dall’anno scolastico 2025/2026 è prevista l’assegnazione di docenti dedicati nelle classi con almeno il 20% di studenti stranieri neoarrivati o privi del livello A2 del QCER. Nello stesso solco si collocano i finanziamenti per il potenziamento linguistico destinati alle scuole con forte presenza di alunni stranieri.

Resta valido il cuore del messaggio di quel discorso: l’insegnamento dell’italiano agli immigrati è insieme strumento di inclusione sociale e leva di diffusione culturale, e richiede docenti adeguatamente formati. Per chi vuole specializzarsi in questo ambito, i nostri corsi di preparazione alle certificazioni in didattica dell’italiano L2 (Cedils, Ditals, Dils-PG) restano il principale punto di partenza.

Domande frequenti sull'insegnamento dell'italiano agli immigrati

Il 26 settembre 2015, al Congresso Internazionale della Società Dante Alighieri a Milano, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella invitò le istituzioni a impegnarsi di più nel promuovere e assicurare l’insegnamento dell’italiano agli immigrati che si insediano in Italia. Nello stesso intervento sottolineò il valore della diffusione dell’italiano all’estero, in particolare nei Balcani e nella sponda sud del Mediterraneo, come strumento di pace e collaborazione.

In ambito pubblico, l’insegnamento dell’italiano agli immigrati adulti passa soprattutto per i CPIA, i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, con i percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana. A questi si affiancano le organizzazioni di volontariato e del terzo settore e, nella scuola dell’obbligo, le misure per l’integrazione degli alunni stranieri introdotte negli anni più recenti.

La A023 (Lingua italiana per discenti di lingua straniera) è la classe di concorso che abilita all’insegnamento dell’italiano L2 agli studenti stranieri nella scuola pubblica. È stata istituita nel 2016 con il D.P.R. 19/2016, dando attuazione anche ad appelli come quello di Mattarella del 2015. Riconosce che insegnare l’italiano agli immigrati richiede una formazione glottodidattica specifica.

No, non più. Per anni la A023 è stata attivata soltanto nei CPIA, ma il D.L. 71/2024 ha introdotto i sottocodici A023 e AS23 per la scuola secondaria di primo e secondo grado. A partire dall’anno scolastico 2025/2026 è prevista l’assegnazione di docenti dedicati all’italiano L2 nelle classi con almeno il 20% di studenti stranieri neoarrivati o privi del livello A2.

La conoscenza della lingua è la prima condizione per l’inclusione sociale, scolastica e lavorativa di chi arriva in Italia, oltre che un requisito per il permesso di soggiorno di lungo periodo (livello A2) e per la cittadinanza (livello B1). Come ricordava Mattarella, la diffusione dell’italiano ha anche un valore culturale e di dialogo. Per questo l’insegnamento dell’italiano agli immigrati richiede docenti con una preparazione specifica.

Per insegnare italiano L2 nei CPIA e, ora, nella secondaria tramite la A023 occorrono una laurea idonea e un titolo di specializzazione in didattica dell’italiano a stranieri, come le certificazioni Cedils, Ditals II o Dils-PG II, oppure un master o diploma di specializzazione del settore. Le stesse certificazioni sono richieste anche dalle scuole private e dalle realtà del volontariato che operano con apprendenti immigrati.

La Società Dante Alighieri è un’istituzione fondata nel 1889 per promuovere la lingua e la cultura italiana in Italia e nel mondo, attraverso una rete globale di comitati. È anche uno degli enti certificatori riconosciuti per l’italiano come lingua straniera, con la certificazione PLIDA. Fu nel suo Congresso del 2015 che Mattarella pronunciò l’appello sull’insegnamento dell’italiano agli immigrati ripreso in questo articolo.

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