Italiano della finanza, italiano L2 e l’insegnamento delle microlingue

La testimonianza di Anna Quaranta, insegnante di italiano L2/Ls e creatrice del blog "italiano della finanza"

Italiano della finanza è il blog dedicato a chi vuole approfondire lo studio dell’Italiano L2/LS attraverso i testi del linguaggio finanziario. Dopo aver parlato delle caratteristiche dei linguaggi settoriali ospitiamo la testimonianza di Anna Quaranta, insegnante  di italiano per stranieri e creatrice del blog “italiano della finanza”.
Dalle sue esperienze lavorative pregresse appare con evidenza come far convergere competenze, apparentemente distanti, sia una strategia vincente. Siamo convinti che la sua testimonianza possa ispirare molti lettori.

Come nasce Italiano della finanza, blog per studenti e insegnanti di Italiano per Stranieri L2/LS

Anna Quaranta creatrice del blog italiano della finanzaHo creato e lanciato online il blog di Italiano della finanza lo scorso ottobre, mentre entravamo nella seconda ondata della pandemia.

Era un’idea che avevo in testa almeno da quattro anni, e che è frutto di un’esigenza che alcuni dei miei studenti avevano manifestato in più occasioni, abbinata anche alla mia precedente esperienza lavorativa come consulente finanziario.

A questo si sono uniti l’interesse verso modalità e strumenti sempre nuovi per trasmettere conoscenze e apprendere, e anche la passione per l’aspetto sociolinguistico che i linguaggi settoriali presentano, in un continuo scambio con la lingua che parliamo quotidianamente.

Se poi consideriamo che negli ultimi vent’anni l’avvento dei servizi telematici per l’acquisto e la vendita di titoli di Borsa, i vari scandali finanziari di portata più o meno globale, e anche le storie raccontate dal cinema e dalla serialità hanno avvicinato tutte le persone a termini e espressioni che erano un tempo appannaggio di esperti e specialisti.

Prima di diventare insegnante di Italiano L2/LS

Ho iniziato a lavorare nel settore economico-finanziario a metà anni Novanta e nonostante non avessi ancora intrapreso gli studi universitari di Lingua e Cultura straniera – Teoria e pratica della traduzione e il percorso per la certificazione DITALS, non potevo fare a meno di notare quanto la lingua che sentivo e leggevo ogni giorno e con cui le persone intorno a me si esprimevano fosse molto distante dai non addetti ai lavori.

Quello che mi sorprendeva ancora di più era il modo con cui alcuni parlanti di questa comunità – che era il settore bancario – utilizzavano questa lingua più per mantenere una certa distanza e darsi un tono più che per facilitare lo scambio comunicativo e il disbrigo delle cose pratiche. Una specie di antilingua, per citare Italo Calvino.

Leggere quotidiani come Il Sole 24 Ore o Milano Finanza era considerato per pochi eletti, ma non tanto per la difficoltà dei contenuti o per la particolarità della lingua specialistica, quanto per i commenti che ne seguivano, che invece di spiegare e chiarire gli argomenti, li complicavano ancora di più.

Se è vero che la lettura e la trattazione di argomenti tipici di una lingua specialistica richiede l’uso di quella stessa lingua, è anche vero che in alcuni casi si può utilizzare la lingua del quotidiano, facendo ricorso a registri più o meno formali, per riformulare e rendere più accessibili alcuni concetti.

Quando sono diventata anch’io una specialista, come consulente finanziaria incontravo quotidianamente i miei clienti e lo sforzo più grande che facevo era quello di non ricorrere, ove possibile, a termini e concetti troppo tecnici, cercando comunque di toccare tutti i punti del discorso senza semplificare troppo.

Usavo i tecnicismi o un linguaggio più specifico se l’interlocutore che avevo davanti aveva gli strumenti per seguire il discorso ma ovviamente dovevo essere pronta a rielaborare i concetti facendo ricorso ad esempi di situazioni di vita reale, affinché le persone meno esperte potessero comprendere.

E usavo questa tecnica anche con colleghi più giovani o meno esperti che si avvicinavano a quel ruolo e che avevano bisogno di qualcuno che li guidasse anche nella lettura della stampa specializzata.

La posta del risparmiatore

Una lettura molto interessante e formativa per chi fa il consulente finanziario (ma anche per semplice cultura personale) è data da Plus, il supplemento del sabato del quotidiano Il Sole 24 Ore, a cui facevo spesso riferimento proprio durante gli affiancamenti nel ruolo con colleghi più giovani.

L’idea delle primissime attività didattiche da insegnante di Italiano per Stranieri sono nate proprio ispirandomi a questa rubrica: un risparmiatore scrive a un esperto chiedendogli un parere su alcuni argomenti, e l’esperto risponde, bilanciando l’uso della lingua specialistica e quello della lingua comune.

Si tratta di un ottimo testo di partenza – autentico, o in alcuni casi ne scrivo uno che segua lo stesso stile – per un’unità didattica in cui si voglia avvicinare lo studente al lessico e alle funzioni comunicative tipiche di questo ambito.

Dopo aver approfondito la prima parte, si possono creare dei roleplay in cui uno studente fa il consulente finanziario e l’altro fa il cliente, in un dialogo in cui il professionista usa dapprima un linguaggio tecnico, per poi riformulare quanto detto a ogni richiesta di chiarimento da parte del cliente.

In questo modo, oltre a stimolare l’uso di questo linguaggio specialistico, attingendo al lessico studiato attraverso il testo scritto, ci sono anche delle incursioni nella lingua comune.

A questo si aggiunge anche il lavoro di passaggio tra il registro formale dell’articolo scritto a quello più informale messo in scena nel roleplay, rendendo l’attività interessante proprio per la possibilità di toccare con mano e sperimentare le tante varietà dell’italiano a cui ricorriamo nella vita di tutti i giorni, per capire e farci capire, anche all’interno di un unico dialogo.

A chi si rivolge l’italiano della finanza

Nei miei sette anni di professione come insegnante di italiano L2 LS sono stati proprio gli studenti a chiedermi di preparare delle lezioni che avessero come base di partenza articoli di stampa specializzata per l’ambito finanziario, in quanto presenti in misura minore su alcuni manuali, soprattutto per quanto riguarda dal livello B2 in poi.

Il blog nasce proprio per questi studenti appassionati della lingua, della cultura, e della società italiana; e ce ne sono davvero parecchi, più di quanto immaginiamo: pensiamo ai dipartimenti di Italian Studies presenti in molte università estere, ai corsi organizzati dalla rete degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, e alle tantissime scuole di lingua italiana sia in Italia che all’estero.

Da chi studia italiano per intraprendere una carriera da interprete o traduttore; al diplomatico che lavora in Italia e deve tenersi informato sulla politica e sull’economia attraverso la lettura dei quotidiani; a chi vuole approfondire la materia per cultura personale o perché ha in progetto di vivere in Italia, acquistare un immobile, e fare degli investimenti; al religioso e alla religiosa che vengono a studiare in Italia, a cui è richiesto sin da subito un ampio repertorio lessicale, oltre che la capacità di leggere e commentare testi di vario tipo.

I testi che scrivo e le attività didattiche che preparo sono concepiti per questo pubblico, affinché siano uno strumento che li possa aiutare nello sviluppo delle abilità di produzione scritta e orale.Gli articoli escono ogni domenica e ogni mercoledì, corredati rispettivamente da attività didattiche da scaricare e da un podcast, mentre ogni due venerdì esce una newsletter che racchiude quattro contenuti legati da un tema comune.

Una realtà tutta italiana

Quello che vorrei cercare di trasmettere attraverso le pagine del mio blog è l’unicità della nostra Penisola anche dal punto di vista economico-finanziario, che suscita da sempre molta attenzione in ambito internazionale.

La presenza di aziende nate a conduzione familiare e poi quotate in Borsa, come le piccole e medie imprese, il motore trainante della nostra economia, pensiamo a marchi conosciuti come Bialetti, Geox, Pininfarina, Piquadro, Piaggio, Ferragamo; o anche il nostro sistema tributario, informato a criteri di progressività; e ancora, la particolarità dei governi tecnici, presieduti da personaggi provenienti dal mondo delle banche centrali.

Anche tutto questo (e tanto altro) contribuisce a mantenere l’Italia al centro del mondo e a far sì che la ricchezza e la particolarità linguistica che si sviluppa intorno a questi temi diventi sempre più oggetto di studio e approfondimento.

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