Permesso di soggiorno e cittadinanza: i livelli A2 e B1 nei CPIA

Quali competenze linguistiche in italiano sono richieste per ottenere il permesso di soggiorno e la cittadinanza italiana. I livelli A2 e B1.

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CPIA in Italia (Centro Provinciali per l'Istruzione degli Adulti)

Permesso di soggiorno, cittadinanza e livelli di competenza linguistica A2 e B1

In un nostro precedente articolo abbiamo analizzato nel dettaglio la struttura organizzativa dei CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti) e la loro offerta formativa. In questo articolo, invece, vogliamo fare un po’ di chiarezza sui corsi di alfabetizzazione e sui livelli di competenza linguistica che si possono conseguire in queste scuole statali, al fine dell’ottenimento del permesso di soggiorno e della cittadinanza.

Certificazioni di competenza linguistica in italiano per il permesso di soggiorno UE

Per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (denominazione che dal 2007 ha sostituito la vecchia “carta di soggiorno”), lo straniero deve possedere un livello di conoscenza della lingua italiana che gli consenta di comprendere frasi ed espressioni di uso frequente in ambiti correnti, in corrispondenza al livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER), approvato dal Consiglio d’Europa. Il requisito è disciplinato dal decreto del Ministero dell’Interno del 4 giugno 2010.

Secondo il QCER, a livello A2 (detto anche “livello di sopravvivenza”) lo studente: “Riesce a comprendere frasi isolate ed espressioni di uso frequente relative ad ambiti di immediata rilevanza (ad es. informazioni di base sulla persona e sulla famiglia, acquisti, geografia locale, lavoro). Riesce a comunicare in attività semplici e di routine che richiedono solo uno scambio di informazioni semplice e diretto su argomenti familiari e abituali. Riesce a descrivere in termini semplici aspetti del proprio vissuto e del proprio ambiente ed elementi che si riferiscono a bisogni immediati.”

Per ottenere l’attestazione di livello A2 occorre sottoporsi a un test che si svolge a cura della Prefettura di riferimento, oppure presentare una certificazione rilasciata da uno degli enti certificatori riconosciuti. Il richiedente presenta la domanda di partecipazione al test, con modalità informatiche, alla Prefettura territorialmente competente in base al proprio domicilio; la Prefettura convoca poi l’interessato per lo svolgimento della prova. Sono previste alcune ipotesi di esonero (ad esempio per chi possiede già una certificazione di livello pari o superiore all’A2, per chi ha un titolo di studio conseguito in Italia o per chi ha maturato il livello richiesto nell’ambito dell’accordo di integrazione).

In alternativa al test in Prefettura, lo studente può presentare un certificato che attesti di aver frequentato un corso di lingua italiana presso i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) e di aver conseguito, al termine del corso, un titolo che attesta il raggiungimento di un livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2 del QCER. Nei prossimi paragrafi spiegheremo come fare.

Certificazioni di competenza linguistica in italiano per la cittadinanza

Per quanto riguarda la cittadinanza, gli stranieri che intendono farne richiesta devono attestare un livello di conoscenza della lingua italiana di livello B1. Questo requisito è stato introdotto dal cosiddetto “decreto sicurezza” (D.L. 4 ottobre 2018, n. 113, convertito con modificazioni dalla legge 1 dicembre 2018, n. 132) e si applica alle domande di cittadinanza sia per residenza sia per matrimonio.

A livello B1 (detto anche “livello soglia”) lo studente: “È in grado di comprendere i punti essenziali di messaggi chiari in lingua standard su argomenti familiari che affronta normalmente al lavoro, a scuola, nel tempo libero ecc. Se la cava in molte situazioni che si possono presentare viaggiando in una regione dove si parla la lingua in questione. Sa produrre testi semplici e coerenti su argomenti che gli siano familiari o siano di suo interesse. È in grado di descrivere esperienze e avvenimenti, sogni, speranze, ambizioni, di esporre brevemente ragioni e dare spiegazioni su opinioni e progetti.”

Per dimostrare tale conoscenza, all’atto della presentazione dell’istanza i richiedenti sono tenuti ad attestare il possesso di una certificazione rilasciata da uno degli enti certificatori riconosciuti, oppure il possesso di un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario, in Italia o all’estero, riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) o dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).

Il livello B1 corrisponde dunque a qualsiasi titolo di studio previsto dall’ordinamento scolastico italiano a partire dalla licenza elementare, come specificato dal portale delle Prefetture nella FAQ n. 15 del 13 maggio 2019. Sono inoltre previste alcune ipotesi di esonero, tra cui il possesso del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, la sottoscrizione dell’accordo di integrazione e i casi di gravi deficit di apprendimento linguistico certificati da una struttura sanitaria pubblica.

Gli enti certificatori riconosciuti

Le certificazioni valide ai fini del permesso di soggiorno e della cittadinanza sono quelle rilasciate dai quattro enti certificatori riuniti nel sistema CLIQ (Certificazione Lingua Italiana di Qualità): l’Università per Stranieri di Perugia (CELI), l’Università per Stranieri di Siena (CILS), l’Università degli Studi Roma Tre (cert.it) e la Società Dante Alighieri (PLIDA). Per le finalità del permesso di soggiorno e della cittadinanza, gli enti certificatori sono individuati con apposito decreto del Ministero dell’Interno (da ultimo il D.M. 7 dicembre 2021). Trattandosi di un elenco soggetto ad aggiornamenti, conviene verificare di volta in volta il quadro vigente prima di iscriversi a un esame.

L’offerta formativa per l’italiano a stranieri nei CPIA

Dai paragrafi precedenti emerge quanto sia cruciale il ruolo dei CPIA, la cui offerta formativa consente non solo di ottenere un titolo di studio italiano (dalla licenza media al diploma) ma anche di soddisfare, tramite quei titoli, i requisiti linguistici per il permesso di soggiorno e per la cittadinanza.

Spesso, infatti, è più agevole attestare il livello B1 tramite il conseguimento di un titolo di studio, come la licenza media, grazie all’equiparazione richiamata nella Circolare ministeriale n. 666 del 25 gennaio 2019, recante chiarimenti sulle modifiche in materia di cittadinanza introdotte dal D.L. 113/2018.

Vediamo nel dettaglio come sono suddivisi i percorsi nei CPIA. I percorsi di istruzione degli adulti sono organizzati in:

  • percorsi di I livello, finalizzati al conseguimento del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione;
  • percorsi di II livello, finalizzati al conseguimento del diploma di istruzione tecnica, professionale e artistica;
  • percorsi di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana, finalizzati al conseguimento di un titolo attestante il raggiungimento di un livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2 del QCER.

Per ottenere il livello A2 e presentarlo come documentazione per richiedere il permesso di soggiorno UE di lungo periodo è quindi possibile frequentare i corsi di alfabetizzazione organizzati nei CPIA, che hanno un costo molto ridotto e una durata indicativa di circa 200 ore se il livello di partenza è A1.

Per quanto riguarda il livello B1 per la cittadinanza, ribadiamo quanto espresso nella FAQ del Ministero dell’Interno: si può presentare anche un titolo di studio ufficialmente riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e da quello degli Affari Esteri.

In conclusione, frequentando un percorso di I livello in un CPIA lo studente straniero otterrebbe non solo un titolo di studio italiano riconosciuto (la licenza media) ma soddisferebbe anche il requisito della conoscenza linguistica valido sia per la richiesta del permesso di soggiorno di lungo periodo sia per la richiesta di cittadinanza.

Ci auguriamo che ai CPIA, e ai docenti di A023 che vi lavorano, venga riconosciuto sempre più il ruolo che svolgono per garantire l’integrazione.

Per ogni approfondimento sui livelli di competenza linguistica necessari per il permesso di soggiorno e per la cittadinanza, invitiamo gli interessati a rivolgersi al CPIA più vicino o alla Questura territorialmente competente. Per chi desidera invece specializzarsi nell’insegnamento dell’italiano a stranieri, anche in vista del lavoro nei CPIA, sono disponibili i nostri corsi di preparazione alle certificazioni glottodidattiche Cedils, Ditals e Dils-PG.

Domande frequenti su permesso di soggiorno e cittadinanza

Per il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è richiesto il livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento (QCER). Il requisito è disciplinato dal decreto del Ministero dell’Interno del 4 giugno 2010. Si può attestare superando il test organizzato dalla Prefettura competente oppure presentando una certificazione di un ente riconosciuto o un titolo di studio idoneo.

Per la cittadinanza italiana, sia per residenza sia per matrimonio, è richiesto il livello B1 del QCER. Il requisito è stato introdotto dal D.L. 113/2018, convertito nella legge 132/2018. A differenza del permesso di soggiorno, non è previsto un test in Prefettura: il livello va dimostrato all’atto della domanda tramite certificazione o titolo di studio riconosciuto.

La differenza principale è il livello richiesto: A2 per il permesso di soggiorno di lungo periodo, B1 (più avanzato) per la cittadinanza. Cambia anche la procedura: per il permesso di soggiorno è previsto un test gestito dalla Prefettura, mentre per la cittadinanza il livello B1 deve essere già documentato al momento della presentazione dell’istanza, tramite certificazione o titolo di studio.

Sì. Un titolo di studio rilasciato da un istituto pubblico o paritario riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (o dal MAECI per gli istituti italiani all’estero) vale come attestazione del requisito linguistico. Per la cittadinanza il livello B1 corrisponde a qualsiasi titolo a partire dalla licenza elementare. È per questo che frequentare un percorso di I livello in un CPIA, che porta alla licenza media, risolve in un colpo solo titolo di studio e requisito di lingua.

Gli enti certificatori riuniti nel sistema CLIQ sono l’Università per Stranieri di Perugia (CELI), l’Università per Stranieri di Siena (CILS), l’Università degli Studi Roma Tre (cert.it) e la Società Dante Alighieri (PLIDA). Ai fini del permesso di soggiorno e della cittadinanza gli enti sono individuati con decreto del Ministero dell’Interno (da ultimo il D.M. 7 dicembre 2021). È opportuno verificare l’elenco vigente prima di iscriversi a un esame.

Sì. I CPIA organizzano corsi di alfabetizzazione che portano a un titolo di livello non inferiore all’A2, utile per il permesso di soggiorno, e percorsi di I livello che portano alla licenza media, valida per il requisito B1 della cittadinanza. I corsi hanno un costo molto contenuto e una durata indicativa di circa 200 ore per il percorso di alfabetizzazione che parte dal livello A1.

Sono previste diverse ipotesi di esonero, tra cui il possesso di una certificazione linguistica idonea, di un titolo di studio riconosciuto, del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, la sottoscrizione dell’accordo di integrazione e i casi di gravi deficit di apprendimento linguistico certificati da una struttura sanitaria pubblica. Poiché le condizioni di esonero possono variare, conviene sempre verificare la documentazione richiesta presso la Prefettura o la Questura competente.


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