Insegnanti di italiano L2: la testimonianza della Prof.ssa Mrunmayee Kore

Insegnanti di italiano L2: la Prof.ssa Mrunmayee Kore di IH Arezzo ci racconta la sua esperienza di insegnamento in diversi contesti.

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insegnanti di italiano L2/Ls: la Prof.ssa Mrunmayee KoreGli insegnanti di italiano L2/Ls hanno spesso, nella propria esperienza lavorativa, un tratto comune costituito dalla ricchezza di esperienze che questo lavoro consente di maturare. Si può insegnare in contesti diversissimi, dai migranti ai professionisti, dai bambini agli studenti universitari, da chi apprende l’italiano spinto dalla passione e da motivazioni culturali a chi invece vuole semplicemente fare una vacanza linguistica.

È così che il bagaglio degli insegnanti di italiano L2 si arricchisce di sfaccettature diverse, apparentemente distanti e a volte addirittura inaspettate. Si insegna in molti Paesi, a diversi profili di apprendenti e in differenti contesti.

Raccogliamo la testimonianza, raccolta nel gennaio 2021 in piena emergenza pandemica, della professoressa Mrunmayee Kore che ci racconta la sua esperienza di insegnante di italiano L2/Ls dapprima in India, poi nei CAS e in una scuola di italiano per stranieri in Toscana, dove ha accettato la sfida dell’online teaching.

Nota redazionale: la testimonianza che segue restituisce lo spaccato di una giovane docente di italiano L2/LS in quella fase storica, fra l’India, gli Stati Uniti via Arezzo e la scoperta forzata della didattica a distanza imposta dal Covid-19. Vale come documento di una stagione professionale e dei suoi snodi, non come fotografia del presente.

L’insegnamento è sinonimo di apprendimento per me, sono un’insegnante con solo sei anni di docenza alle spalle, tuttavia, mi sembra di aver imparato molto più in questi sei anni che nel mio intero percorso scolastico e universitario: ho cominciato il mio percorso didattico in India, dove ho insegnato Francese e Italiano, e, dopo aver sperimentato anche l’insegnamento delle lingue nella mia nazione, ho deciso di venire in Italia per specializzarmi nell’insegnamento dell’italiano. Così, ho conseguito la laurea magistrale in ItaS (Italiano per l’insegnamento a stranieri) presso l’Università per Stranieri di Perugia.

Durante il percorso universitario, ho avuto anche la possibilità di insegnare ai richiedenti la protezione internazionale, mettendo in pratica le conoscenze teoriche e le tecniche didattiche studiate. La docenza nei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) mi ha aiutato a concretizzare e sperimentare le varie metodologie dell’insegnamento con studenti con background molto diversificato.

Nel 2019 ho cominciato a lavorare come docente di lingua italiana nella IH Arezzo Accademia Britannica e in questa scuola mi si è aperto un mondo nuovo. Alla IH Arezzo ho avuto l’opportunità di insegnare italiano agli studenti americani che vengono in Italia per frequentare un semestre universitario. I corsi durano 3-4 mesi con 8 ore settimanali di lezioni d’italiano.

Gli studenti fanno un test di piazzamento all’inizio e poi seguono il programma del livello più adatto a loro, che mira a sviluppare le loro conoscenze linguistico-grammaticali usando soprattutto le attività di comunicazione.

All’inizio il metodo induttivo spaventa gli studenti, ma proseguendo li aiuta a osservare, capire le regole e le funzioni e a diventare autonomi nel proprio apprendimento. Il percorso degli studenti è monitorato tramite una valutazione continua, diretta e indiretta: gli studenti vengono sottoposti a quiz periodici, un test semestrale e un test finale; inoltre, tutti i quiz e test valutano le loro conoscenze acquisite durante il corso. Allo stesso tempo, le 4 abilità (lettura, scrittura, parlato e ascolto) vengono sviluppate e verificate tramite uscite in città, letture di annunci, giornali e quotidiani ecc. Essendo l’accuratezza e la scioltezza le parti fondamentali della produzione linguistica, un feedback concreto e reale è apprezzato molto dagli studenti: l’approccio comunicativo li affascina molto, aiutandoli a “immergersi” nella lingua e cultura italiana.

Insegnare in questa scuola mi ha aiutata a crescere come insegnante. L’approccio all’insegnamento è molto moderno. Ampio spazio viene infatti dato alla tecnologia: piattaforma dedicata per comunicare i compiti e i temi affrontati durante le lezioni, l’uso del proiettore per guardare i video, verifiche dei concetti appresi tramite i giochi con Kahoot, Quizlet ecc.

Trovarsi a insegnare in classi con abilità diverse era una sfida all’inizio, ma il sostegno continuo della direttrice della scuola mi ha aiutato con la gestione delle lezioni. Le proposte riguardanti il sillabo e il corso vengono sempre accolte con entusiasmo dalla scuola.

Con la pandemia di Covid-19 in corso, ci siamo trovati davanti a una situazione nuova. Da un giorno all’altro siamo riusciti a organizzare l’insegnamento dell’italiano online. Insegnare italiano L2 online sembrava veramente spaventoso, ma dopo una specifica formazione da parte della scuola in poche ore ero già online con la mia classe. Ora posso dire di essere un’esperta nell’online teaching.

Ci sono delle formazioni continue di crescita professionale dove gli esperti ci forniscono informazioni sulle innovazioni metodologiche, su tecniche nuove e diverse da proporre agli studenti.

La mia esperienza come insegnante di italiano L2/Ls è stata ed è tuttora molto gratificante: ho avuto la possibilità di insegnare a persone provenienti da tutte le parti del mondo, conoscere la loro vita e le loro esperienze. Dopo aver lavorato come insegnante a tempo pieno, vorrei dare un consiglio ai futuri insegnanti di italiano L2: l’insegnamento è una passione piuttosto che un mestiere, fatelo solo se ve la sentite veramente, perché abbiamo il potere di costruire un futuro ai nostri studenti.

Insegnare italiano L2/LS: una professione plurale

La testimonianza della professoressa Kore conferma un tratto strutturale del lavoro degli insegnanti di italiano L2: la pluralità dei contesti professionali, dei profili degli apprendenti e degli approcci metodologici. Si può insegnare italiano L2/LS nelle scuole italiane all’estero, nei Centri Linguistici di Ateneo, nelle scuole private di italiano per stranieri, nei CPIA, nei progetti di accoglienza per richiedenti la protezione internazionale, in lezioni private o sulle piattaforme digitali.

Per orientarsi in questa varietà è utile partire da una mappa chiara dei titoli e delle competenze richieste per insegnare italiano L2 e considerare le opportunità lavorative nei diversi settori. La specializzazione in didattica dell’italiano L2 (Cedils, Ditals, Dils-PG) resta la chiave per accedere alla maggior parte di questi contesti e per consolidare metodologie e tecniche realmente efficaci con apprendenti molto diversi tra loro.

Domande frequenti sugli insegnanti di italiano L2

Gli insegnanti di italiano L2 sono docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda (a chi vive in Italia) o come lingua straniera (a chi lo studia all’estero, in tal caso si parla di italiano LS). Operano in contesti molto diversi tra loro, dalle scuole pubbliche ai progetti di accoglienza, dalle università alle scuole private, fino ai corsi online uno-a-uno. La specializzazione glottodidattica e una solida competenza metodologica sono i requisiti che li distinguono dai semplici parlanti nativi.

I contesti sono molteplici: scuole private di italiano per stranieri in Italia, scuole italiane e Istituti Italiani di Cultura all’estero, Centri Linguistici di Ateneo, CPIA, progetti SAI e CAS per richiedenti la protezione internazionale, università straniere come lettore o docente, lezioni private in presenza o online su piattaforme dedicate. Ogni contesto chiede agli insegnanti di italiano L2 strumenti, metodologie e profili professionali differenti, dalla didattica per neoarrivati alla preparazione di esami di certificazione linguistica.

Per insegnare italiano L2 in Italia e all’estero si parte da una laurea in ambito umanistico-linguistico, integrata da una certificazione in didattica dell’italiano a stranieri come Cedils (Ca’ Foscari di Venezia), Ditals (Università per Stranieri di Siena) o Dils-PG (Università per Stranieri di Perugia). Per la scuola pubblica statale serve invece l’accesso a una specifica classe di concorso, in particolare la A-23 per l’italiano agli alunni stranieri. Una mappa dettagliata dei percorsi è nella pagina sui titoli per diventare docenti di italiano L2.

I CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) sono strutture istituite con la legge 142/2015 per accogliere temporaneamente i richiedenti la protezione internazionale quando i posti nei centri ordinari non bastano. Al loro interno l’insegnamento dell’italiano L2 svolge una funzione cruciale di alfabetizzazione e prima inclusione, con classi spesso eterogenee per scolarizzazione pregressa, lingua madre e provenienza geografica. Per gli insegnanti di italiano L2 rappresentano un contesto formativo molto intenso, in cui la didattica per livelli pre-A1 e A1 incontra una forte dimensione interculturale.

Sì, insegnare italiano L2 online è una modalità ormai consolidata, accelerata dalla didattica a distanza durante la pandemia di Covid-19 e oggi parte stabile dell’offerta di moltissime scuole. Gli insegnanti di italiano L2 lavorano in videoconferenza con classi o studenti individuali, supportati da piattaforme di gestione dei compiti, repository di materiali condivisi e strumenti di gamification come Kahoot o Quizlet. Le piattaforme di tutoring linguistico permettono inoltre di costruire un’attività da liberi professionisti con studenti da tutto il mondo.

Il metodo induttivo è un approccio in cui gli apprendenti, guidati dall’insegnante, osservano esempi linguistici concreti e ricavano da sé le regole grammaticali e funzionali, anziché riceverle dall’insegnante come spiegazione preconfezionata. Nella didattica dell’italiano L2 è molto usato perché favorisce l’autonomia, la metacognizione e una memorizzazione più solida. All’inizio può disorientare gli studenti abituati all’insegnamento deduttivo, ma con il tempo li aiuta a diventare apprendenti più strategici.

Le classi ad abilità miste, frequentissime nei contesti di italiano L2, richiedono agli insegnanti tecniche di differenziazione: stessa attività con consegne tarate sul livello, gruppi di lavoro eterogenei in cui i più avanzati supportano i più deboli, materiali graduati e attività di estensione per chi finisce prima. Per gli insegnanti di italiano L2 la sfida principale è bilanciare il sillabo comune con percorsi individualizzati, mantenendo motivazione e coesione del gruppo. La formazione metodologica specifica, anche tramite la preparazione alle certificazioni glottodidattiche, fornisce strumenti operativi per affrontarla.

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