Dove si insegna con A023? Da quando questa classe di concorso è stata istituita, nel 2016, l’interrogativo è ricorrente tra docenti e aspiranti docenti che non conoscono la realtà dei CPIA in cui hanno tradizionalmente lavorato i docenti di A023. Per questi insegnanti, però, qualcosa è cambiato davvero: dal 2012 i titoli di specializzazione in italiano L2 sono riconosciuti all’interno della scuola pubblica con punteggi sempre maggiori e in diversi contesti, e la spinta verso l’ampliamento dei posti, attesa da tempo, è diventata norma con il decreto legge 71/2024 (vedi più avanti l’aggiornamento).
Il punto di partenza di questa evoluzione è un documento dell’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’educazione interculturale, organismo del Ministero dell’istruzione, intitolato “Orientamenti interculturali. Idee e proposte per l’integrazione di alunni e alunne provenienti da contesti migratori“.
Nel documento vengono proposte linee guida e possibili modalità organizzative delle scuole, in considerazione dei cambiamenti avvenuti nel paesaggio multiculturale della scuola italiana.
Le attenzioni degli Uffici Scolastici Regionali
Le proposte del documento riguardano prima di tutto gli Uffici Scolastici Regionali, che hanno il compito di regolare le iscrizioni e le modalità di inserimento di alunni provenienti da contesti migratori. Gli USR possono programmare gli organici dei docenti sulla base di una previsione dei nuovi arrivi.
Questa valutazione consentirebbe di assegnare un maggior numero di insegnanti e formare classi meno numerose negli istituti con alte percentuali di alunni NAI (neoarrivati in Italia) e che si trovano in contesti di complessità sociale.
Gli Uffici Scolastici Regionali potrebbero quindi anche incentivare un’adeguata dotazione di organico a quegli istituti scolastici che hanno inserito nel proprio Piano dell’Offerta Formativa i laboratori di italiano L2.
Nuove proposte per Italiano L2 e la classe di concorso A023
L’apprendimento dell’italiano risulta ovviamente centrale per gli alunni provenienti da contesti migratori. Sono state quindi avanzate cinque proposte per migliorare i piani di insegnamento/apprendimento dell’italiano L2 all’interno del contesto scolastico.
In particolar modo, l’attenzione si pone sulla classe di concorso A023 (insegnamento della lingua italiana a discenti di lingua straniera), parlando non solo di un potenziamento del numero di posti relativi a questa classe, ma anche di una loro ridistribuzione.
Al momento della pubblicazione del documento, nel 2022, l’insegnamento della lingua italiana ad apprendenti stranieri avveniva esclusivamente nei CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti), dove si insegna con A023: le linee guida auspicavano invece di allargare questa presenza anche agli altri ordini scolastici, per implementare e sostenere la lingua dello studio, colonna sonora di tutti gli apprendimenti disciplinari. Come vedremo nell’aggiornamento in coda all’articolo, questa prospettiva si è poi tradotta in norma.
Formazione dei docenti
Nella parte conclusiva, le linee guida focalizzano l’attenzione sulla formazione specifica del personale scolastico e in particolare dei docenti. Tra le necessarie competenze per l’insegnamento della lingua italiana L2 vengono riportate:
- la conoscenza dei riferimenti glottodidattici che sono alla base dell’apprendimento di una seconda lingua;
- la programmazione connessa ai livelli linguistici e le modalità per accompagnare e valutare progressi e acquisizioni nell’apprendimento linguistico, così come formalizzati nel Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue, 2001;
- la capacità di rispondere in maniera efficace, e con metodologie adeguate, in base ai bisogni linguistici di ciascun apprendente.
Tutte competenze e conoscenze fondamentali per la formazione dei docenti di italiano L2, ampiamente trattate anche all’interno dei nostri corsi di didattica dell’italiano a stranieri.
L’evoluzione dell’italiano L2 e la classe di concorso A023
L’attenzione della scuola pubblica all’italiano come lingua straniera risale al concorso a cattedra del 2012, quando comparvero per la prima volta, tra i titoli che attribuivano punteggio, le certificazioni glottodidattiche. All’epoca si trattava di titoli poco conosciuti, anche se alcuni di questi erano stati istituiti da più di un lustro; il punteggio riconosciuto in quell’occasione era di appena 0,25 punti.
Negli anni la valutazione è cresciuta progressivamente, fino a quando, nel 2016, l’allora MIUR cristallizzò in un elenco i titoli di specializzazione in italiano L2, tra i requisiti di accesso alla neoistituita classe di concorso A023.
Dall’istituzione della A023 le petizioni dei docenti e le richieste ai Ministri dell’Istruzione si sono succedute denunciando criticità e vuoti normativi e sollecitando la presenza dei docenti di italiano come L2 nelle scuole di ogni ordine e grado. Per anni, infatti, la risposta alla domanda “Dove si insegna con A023?” è stata “nei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti”, unico contesto in cui trovavano posto i docenti abilitati in questa classe di concorso.
Nel 2020 il grande pubblico inizia a conoscere davvero questi titoli che, con l’istituzione delle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze), divengono noti a docenti e aspiranti docenti grazie al punteggio riconosciuto in tutte le classi di concorso. Trattandosi di un titolo relativamente nuovo, conseguirlo costituisce un vantaggio che va al di là del punteggio, comunque elevato (3 punti nelle GPS, secondo le tabelle dell’O.M. 88/2024).
Nel novembre 2021 un aggiornamento delle tabelle di valutazione titoli triplica il punteggio riconosciuto alle certificazioni glottodidattiche portandolo da 1,25 a 3,75 per i concorsi a cattedra.
Il documento Orientamenti interculturali. Idee e proposte per l’integrazione di alunni e alunne provenienti da contesti migratori viene pubblicato nel marzo 2022 e quanto emerge va esattamente nella direzione da tempo auspicata, ovvero un “potenziamento del numero di posti nella classe di concorso A23, da assegnare non solo ai Centri di istruzione per adulti, ma anche agli altri ordini scolastici per sostenere la lingua dello studio”, come si legge al punto 3.3 del documento.
Dove si insegna con A023 oggi: l’aggiornamento dopo il decreto legge 71/2024
L’auspicio espresso negli Orientamenti interculturali è diventato norma con il decreto legge 31 maggio 2024, n. 71, convertito nella Legge 29 luglio 2024, n. 106. L’articolo 11 prevede infatti l’assegnazione di un docente dedicato all’insegnamento dell’italiano per stranieri nelle classi con un numero di studenti stranieri, neoarrivati o privi di competenze linguistiche almeno pari al livello A2 del QCER, uguale o superiore al 20% del totale. Si tratta di una misura che riguarda proprio la classe di concorso A-23 e che, per la prima volta, la porta fuori dai soli CPIA. Per un quadro completo delle misure rimandiamo all’articolo dedicato all’integrazione degli alunni stranieri.
In attuazione di questa norma, a decorrere dall’anno scolastico 2025/2026 sono stati istituiti posti di potenziamento per la A-23 anche nella scuola secondaria di primo e secondo grado, ricavati dall’organico dell’autonomia. Per l’anno scolastico 2026/2027, ad esempio, il Ministero ha previsto 762 posti di potenziamento per la A-23 (591 nella scuola secondaria di primo grado e 171 in quella di secondo grado), oltre alla previsione di almeno due posti di A-23 presso ciascun CPIA. La risposta alla domanda “Dove si insegna con A023?” non è dunque più soltanto “nei CPIA”: la presenza dei docenti di italiano L2 si sta progressivamente estendendo agli altri ordini di scuola, sia pure attraverso posti di potenziamento e nei limiti delle risorse disponibili.
Grazie alla nostra ultraventennale esperienza di formatori nell’ambito specifico della didattica dell’italiano a stranieri e alle collaborazioni che ci hanno consentito di formare docenti di istituti scolastici su tutto il territorio nazionale con specifici accordi, continuiamo a supportare docenti e istituzioni scolastiche per la realizzazione del previsto “piano di insegnamento/apprendimento dell’italiano L2, diffuso e di qualità, da realizzarsi in maniera capillare e continuativa, in collaborazione con enti, associazioni, insegnanti specialisti”. La direzione, ormai, è tracciata: la risposta alla domanda iniziale tende sempre più verso “nelle scuole di ogni ordine e grado”.























