Implicazioni dei nuovi test di autovalutazione
Dal 2020, come già detto, le sedi d’esame non hanno più potuto somministrare i test per l’accertamento del possesso delle competenze informatiche e linguistiche immediatamente prima della somministrazione degli esami DITALS.
Le competenze informatiche e linguistiche che fino al 2019 erano un requisito non cogente, aggirabile con una semplice domanda e la traduzione di un breve testo, sono diventate dal 2020, a tutti gli effetti, un requisito di accesso agli esami e quindi dovevano essere già maturate al momento dell’iscrizione all’esame da parte dei candidati.
Le sedi d’esame dovevano quindi far svolgere ai candidati, sotto la propria sorveglianza e comunque prima della presentazione della domanda di iscrizione, i test che venivano definiti, forse impropriamente, “test di autovalutazione“.
La disponibilità delle sedi d’esame
La disponibilità delle sedi d’esame non era universale e non tutte le sedi si erano dichiarate disponibili alla somministrazione di questi test. L’ente erogatore (Unistrasi) ha dovuto quindi predisporre un ulteriore elenco di sedi in cui si potevano svolgere queste prove prima di presentare la domanda di iscrizione.
Si è venuta quindi a creare una differenza tra sedi d’esame “di serie A” e “di serie B”, tra quelle cioè che hanno aderito alle nuove modalità per la somministrazione dei test di autovalutazione, ricompensate con la visibilità data dalla presenza nell’apposito elenco, e quelle che invece non hanno aderito a questa procedura, rimaste escluse dall’elenco.
Il potenziale aumento dei costi
È appena il caso di notare che le sedi sopportavano i costi della somministrazione di questi test, che andavano dalle spese di cancelleria per predisporre le copie del test, all’uso di postazioni per la somministrazione delle domande “computer based”, alla sorveglianza durante lo svolgimento dei test stessi.
Ovviamente questi costi non potevano essere ripagati esclusivamente in visibilità, che notoriamente è moneta che non ha corso legale, e poteva succedere che le sedi imponessero dei costi aggiuntivi ai candidati per la somministrazione di questi test. In questi casi quindi il costo complessivo dell’esame cresceva fino a raggiungere, nel caso del Ditals II per esempio, i 300,00 euro.
I candidati interessati a ottenere la certificazione Ditals II dovevano quindi fare molto bene i conti con gli eventuali costi aggiuntivi di un esame che già prevedeva costi superiori rispetto alle certificazioni Cedils e Dils-PG.
Nei casi in cui le sedi d’esame applicavano dei costi alla somministrazione dei test, il costo della certificazione (prendiamo sempre il caso della certificazione Ditals II) vedeva aumentare il divario con i costi delle altre due certificazioni, con un costo dell’esame dal 30% a quasi il 50% più elevato.
Occorreva quindi fare attenzione alla scelta della sede in cui sostenere l’esame, specialmente per i candidati privi di questi requisiti: in tal caso erano obbligati a sottoporsi ai test volti a verificare le competenze linguistiche e informatiche.
Requisiti Ditals: in cosa consistevano i test di autovalutazione
Per quanto riguarda il test di lingua si trattava di un questionario per le sole lingue inglese, francese, spagnolo e tedesco, da svolgere online. All’epoca non era chiaro cosa sarebbe accaduto ai candidati che prima potevano scegliere di sottoporsi a un test in lingue differenti, individuate in base alla propria scelta.
Per il test di informatica invece le domande, rinnovate periodicamente, erano predisposte dall’ente certificatore. Le sedi d’esame ricevevano in quest’ultimo caso anche le chiavi per la correzione. Difficile quindi sostenere che si trattasse di un test di autovalutazione, almeno in questo caso.
Nel caso in cui i test di autovalutazione avessero dato risultato sufficiente, i documenti comprovanti l’esito positivo dovevano essere allegati alla domanda di iscrizione all’esame.
Nel caso in cui, invece, l’esito fosse risultato insufficiente, non era possibile procedere all’iscrizione all’esame.
Requisiti Ditals oggi: cosa è cambiato dopo il 2020
Il regime dei test di autovalutazione descritto in questo articolo ha avuto vita breve. I requisiti Ditals sono stati infatti rivisti ancora una volta a partire dal 2021, quando le competenze informatiche sono uscite dai prerequisiti di accesso all’esame Ditals I per essere integrate nella prova d’esame come competenze digitali, e ulteriormente semplificati negli anni successivi.
A oggi i prerequisiti per l’accesso agli esami Ditals dell’Università per Stranieri di Siena non comprendono più né le competenze in una lingua straniera né le competenze informatiche. Per l’esame Ditals I sono richiesti un diploma di scuola superiore, almeno 24 ore di formazione glottodidattica e almeno 60 ore di esperienza didattica; per l’esame Ditals II una laurea almeno triennale, almeno 30 ore di formazione glottodidattica e almeno 300 ore di insegnamento in classi di italiano a stranieri. Ai candidati di madrelingua non italiana è richiesta inoltre una competenza in lingua italiana di livello C1 per il Ditals I e C2 per il Ditals II.
Chi vuole prepararsi all’esame può orientarsi tra i corsi di preparazione alle certificazioni di italiano L2 e verificare la propria posizione rispetto ai requisiti con una consulenza gratuita.