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I requisiti Ditals 2023 sono stati modificati durante l’estate del 2023, con decorrenza dalla sessione d’esame di ottobre, e nello stesso periodo è stato aggiornato il regolamento degli esami Cedils, che all’epoca consentiva di azzardare delle previsioni per le sessioni del 2024.
Partiamo dal primo punto, i requisiti Ditals 2023 per l’accesso agli esami.
I requisiti di accesso agli esami di certificazione sono sempre un tema spinoso che dev’essere trattato con le opportune cautele e approfondimenti. Costituiscono infatti un nodo fondamentale per chi vuole conseguire un titolo di specializzazione in italiano L2 e deve scegliere a quale certificazione puntare.
Il primo ostacolo è dovuto al fatto che il grande pubblico non è abituato a considerare le certificazioni come titoli che prevedano dei requisiti di ammissione visto che le certificazioni più diffuse, quelle informatiche e linguistiche, non ne prevedono ed è sufficiente candidarsi al relativo esame per poterlo sostenere.
Occorre fare una precisazione. I requisiti di accesso sono stabiliti dagli enti certificatori nell’ambito della propria autonomia e tra le tre certificazioni differiscono anche di molto. Tuttavia le competenze riconosciute dalle certificazioni non hanno nulla a che vedere con i requisiti di ammissione agli esami e sono attestate in base alla valutazione degli elaborati. Insomma i requisiti di accesso, più o meno rigidi, non riverberano alcun effetto sul valore del titolo conseguito.
C’è da dire poi che gli enti certificatori ci hanno abituati a cambiamenti sui requisiti, anche piuttosto repentini e con andamento non sempre unidirezionale. Si è passati da requisiti che consentivano un ampio accesso all’esame a irrigidimenti e viceversa. Nel 2023 si è registrato proprio un apparente ammorbidimento dei requisiti di accesso agli esami Ditals, che analizziamo per i tre livelli previsti da questa certificazione partendo dal livello più alto.
I requisiti 2023 per l’esame Ditals II
Per i candidati di madrelingua italiana decade ogni requisito legato alle competenze linguistiche in una lingua straniera.
Con i vecchi requisiti invece era necessario dimostrare la conoscenza di una lingua straniera almeno di livello A2 del QCER tramite il possesso di certificazioni internazionali, lauree specifiche o superamento di esami universitari oppure grazie a un titolo di studio conseguito nel Paese della lingua straniera scelta. Altre possibilità erano date dal superamento di un esame finale nella lingua straniera scelta, presso scuole pubbliche o private, o una dichiarazione formale attestante lo svolgimento di un corso di livello minimo A2 in una lingua straniera.
Per i candidati di madrelingua non italiana non è cambiato nulla e il livello di competenza linguistica in italiano resta il C2.
Nessuna differenza tra lauree umanistiche e scientifiche
Precedentemente la laurea richiesta ai candidati doveva essere in area umanistica oppure veniva richiesto ai candidati un titolo post lauream attinente all’ambito glottodidattico (un master in didattica dell’italiano L2 per esempio).
Nessuna modifica in merito alla formazione richiesta che può essere assolta dal possesso di 6 CFU in area glottodidattica (si tratta di esami che rientrano nella nuova Area 10 – 10/GLOT-01 ed in particolare nel nuovo Settore Scientifico Disciplinare GLOT-01/B relativo alla didattica delle lingue moderne secondo la nuova denominazione istituita dal DM 639/2024. Il precedente codice SSD era individuato invece dal DM 855/2015 ed era indicato con il codice L-LIN/02) o con specifici corsi di almeno 30 ore.
L’esperienza di insegnamento in classi di italiano a stranieri non è cambiata, sono richieste sempre 300 ore di insegnamento autonomo, escludendo quindi le forme di tirocinio. Con i requisiti 2023 chi ha una laurea non umanistica non è più tenuto a svolgere 300 ore di insegnamento in più rispetto ai candidati in possesso di laurea in ambito umanistico.
Novità di rilievo sono state introdotte per i candidati già in possesso di una certificazione glottodidattica di I o di II livello, che hanno visto alleggeriti i requisiti di ammissione all’esame Ditals II. Costoro potevano accedere all’esame Ditals II dopo aver svolto 60 ore di insegnamento o tirocinio in classi di italiano a stranieri in scuole o università in Italia o all’estero. Con i precedenti requisiti questi candidati erano tenuti a maturare 60 ore di insegnamento o tirocinio “monitorato”, svolto quindi in un ambito più ristretto, e dovevano sostenere una formazione specifica per la preparazione della prova orale. Inoltre i candidati in possesso di lauree non umanistiche erano tenuti a svolgere 300 ore di insegnamento “qualificato” in classi di italiano a stranieri.
Con i requisiti 2023 l’insegnamento qualificato è scomparso come dicitura ma non sono cambiate, nella sostanza, le tipologie di enti presso cui viene richiesto lo svolgimento di questa attività.
Come sono cambiati i requisiti Ditals 2023 per l’esame di I livello
Anche in questo caso i candidati di madrelingua italiana non hanno più bisogno di dimostrare competenze linguistiche in una lingua straniera.
Con i vecchi requisiti invece era necessario dimostrare la conoscenza di una lingua straniera almeno di livello A2 del QCER tramite il possesso di certificazioni internazionali, lauree specifiche o superamento di esami universitari oppure grazie a un titolo di studio conseguito nel Paese della lingua straniera scelta. Altre possibilità erano date dal superamento di un esame finale nella lingua straniera scelta, presso scuole pubbliche o private, o una dichiarazione formale attestante lo svolgimento di un corso di livello minimo A2 in una lingua straniera.
Per i candidati di madrelingua non italiana non è cambiato nulla e il livello di competenza linguistica in italiano resta il C1.
Sono rimasti invariati i requisiti relativi al titolo di studio, alla formazione glottodidattica e all’esperienza pregressa di insegnamento.
I candidati in possesso della certificazione Ditals BASE sono stati esonerati dalla formazione, potendo accedere all’esame di I livello con soli due requisiti: competenza linguistica di livello C1 in lingua italiana ed esperienza di insegnamento. Il requisito legato al titolo di studio viene già rispettato dato che è richiesto per l’accesso all’esame Ditals BASE.
In precedenza i candidati già in possesso della certificazione Ditals BASE, oltre al livello C1 in italiano, erano tenuti ad assolvere a una formazione specifica (un corso di 6 ore o un esame da 3 CFU) ed erano invece esonerati dall’esperienza didattica, che era richiesta, ma in misura minore, per l’accesso all’esame Ditals BASE.
I requisiti Ditals 2023 per l’esame Ditals BASE
I requisiti sono rimasti invariati relativamente al titolo di studio e alla competenza linguistica B2 richiesta ai candidati di madrelingua non italiana.
Dal 2023 i candidati non sono più tenuti a maturare l’esperienza didattica di 15 o 30 ore di insegnamento o tirocinio richiesta in precedenza a seconda del titolo di studio posseduto.
Uno sguardo globale su cosa cambia
Così strutturati, i requisiti rendono evidente un percorso implicitamente propedeutico che consente un accesso più agevole alla certificazione di livello successivo per i candidati in possesso del titolo di livello precedente.
Unico elemento che costituisce un discrimine per l’ammissione all’esame Ditals II è l’impossibilità di accedere all’esame per i candidati che non sono in possesso di una laurea triennale, pur avendo conseguito la certificazione di I livello.
Requisiti Ditals dopo il 2023: il quadro attuale
L’impianto introdotto con i requisiti Ditals 2023 è stato sostanzialmente confermato negli anni successivi ed è quello tuttora pubblicato dal Centro DITALS dell’Università per Stranieri di Siena: nessuna competenza in lingua straniera o informatica tra i prerequisiti, laurea almeno triennale in qualsiasi ambito per il Ditals II, diploma di scuola superiore per il Ditals I, formazione glottodidattica di 30 e 24 ore rispettivamente ed esperienza didattica di 300 e 60 ore.
Un ritocco successivo ha però riguardato i candidati già in possesso della certificazione Ditals I, Cedils o Dils: a oggi, oltre alle 60 ore aggiuntive di insegnamento o tirocinio, il Centro DITALS richiede loro anche 6 ore di formazione integrativa sulla gestione della classe, assolvibili con un corso o modulo dedicato oppure con un esame universitario in area glottodidattica di almeno 3 CFU.
Chi deve maturare la formazione glottodidattica o valutare da quale livello partire può orientarsi tra i corsi di preparazione alle certificazioni di italiano L2 e richiedere una consulenza gratuita sui requisiti già in proprio possesso.
Gli esami Cedils e il ritorno in presenza ipotizzato per il 2024
La seconda novità dell’estate 2023 è stata costituita da un paio di aggiornamenti del regolamento d’esame Cedils. Si trattava prevalentemente di piccole correzioni, salvo un ampio riferimento alle modalità di svolgimento degli esami in presenza, senza escludere la possibilità di somministrazione online. La sezione relativa allo svolgimento degli esami Cedils in presenza è stata mantenuta anche nell’aggiornamento del regolamento d’esame del luglio 2026.
Fino ad allora la modalità degli esami online non era affatto citata nel regolamento d’esame, nonostante fosse l’unica modalità di erogazione prevista per l’esame Cedils dal 2020.
L’inserimento dei riferimenti agli esami online faceva presumere un’istituzionalizzazione di questa modalità.
Il doppio riferimento alle modalità d’esame online e in presenza induceva a prevedere che le sessioni 2024 potessero seguire un doppio binario, conservando alcune sessioni in modalità da remoto e prevedendo sessioni d’esame in presenza, con la riattivazione delle sedi d’esame locali dopo 3 anni di stop.
La previsione del doppio binario non si è però concretizzata: a oggi le sessioni d’esame Cedils, sia quelle promosse dalla segreteria centrale sia quelle attivate dalle altre sedi, continuano a svolgersi in modalità da remoto, a conferma dell’istituzionalizzazione dell’esame online.
Per la preparazione all’esame il nostro corso Cedils online non ha subito modifiche, essendo nato in modalità telematica su piattaforma e-learning.























