Le certificazioni di glottodidattica di II livello sono inserite dal 2012 nelle tabelle di valutazione titoli per le graduatorie dei concorsi a cattedra, ma è solo dal 2016 che vengono riconosciute come requisito di accesso a una classe di concorso, la A023. Nel 2020 poi, con l’istituzione delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), hanno iniziato ad attribuire punteggio, in qualità di titolo di specializzazione in italiano L2, anche in quel contesto.
Vi abbiamo già raccontato la storia delle certificazioni di glottodidattica sul nostro canale YouTube; la domanda da cui siamo partiti per proporvi questo contributo, però, era la seguente: “Dove stanno andando le certificazioni di glottodidattica dell’italiano a stranieri?”.
Per trovare una risposta adeguata abbiamo raccolto e analizzato i dati da due prospettive differenti: quella del MIUR e quella degli aspiranti docenti di italiano a stranieri nella scuola pubblica. Vi sottoponiamo le nostre considerazioni, corroborate anche dall’ausilio dell’infografica.
Abbiamo assistito, in quegli anni, a una richiesta sempre maggiore dei titoli culturali più conosciuti come “Certificazioni L2“, che sarebbe più corretto chiamare certificazioni di competenza in didattica dell’italiano a stranieri o semplicemente certificazioni di glottodidattica in italiano L2.
Le certificazioni di glottodidattica di II livello per il Ministero dell’istruzione
Ma qual era la rotta che il MIUR aveva tracciato per indicare in quale direzione sarebbero evoluti questi titoli, almeno nel loro valore agli occhi del Ministero? Proviamo a intravedere il possibile scenario unendo gli allora ultimi tre punti sulla mappa di cui erano note le coordinate.
1. Nel concorso a cattedra del 2012 venivano considerate valutabili con 0,25 punti le certificazioni di II livello. In quel momento ciò significava che l’unica certificazione valutabile era la Ditals II, che all’epoca aveva requisiti di accesso molto più abbordabili rispetto a quelli successivi.
Ben presto anche l’Università per Stranieri di Perugia ha strutturato la Dils-PG, la propria certificazione di competenza in didattica dell’italiano a stranieri, su due livelli, costituendo quindi un ulteriore titolo valutabile ed equipollente alla certificazione Ditals II.
2. In occasione dell’istituzione della nuova classe di concorso A023 per l’insegnamento dell’italiano ad apprendenti alloglotti nella scuola pubblica, il MIUR valutava, nel concorso a cattedra 2016, con un punteggio di 0,5, quindi pari al doppio rispetto al concorso precedente, le certificazioni di glottodidattica di II livello.
Si poneva però il problema di inquadrare la certificazione Cedils, erogata dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, che rimaneva l’unica strutturata su un unico livello.
Il MIUR con il D.M. 92/2016 includeva anche la Cedils tra le certificazioni glottodidattiche di II livello, attribuendo a Cedils, Dils-PG II e Ditals II, al pari di alcuni master di I e II livello riportati in un apposito elenco, il valore di “titolo di specializzazione” richiesto per l’accesso alla classe di concorso A023.
3. Nel concorso a cattedra 2018 questi titoli di specializzazione in didattica dell’italiano L2 sono stati ulteriormente valorizzati. Se nel 2016 avevano visto raddoppiare il punteggio riconosciuto rispetto al concorso precedente, questa volta il punteggio veniva triplicato e portato a 1,5 punti con il bando per il concorso a cattedra 2018.
Unendo questi tre punti e leggendo la traiettoria risultante si poteva fare ictu oculi una considerazione ovvia: questi titoli venivano sempre più valorizzati dal MIUR all’interno della scuola pubblica.
Quali conseguenze potevano discendere da questo postulato?
All’epoca le certificazioni di glottodidattica di secondo livello erano titoli che non attribuivano alcun punteggio nelle graduatorie di istituto. La logica avrebbe voluto, dopo l’istituzione di un’apposita classe di concorso e dopo che per tre volte consecutive, in occasione dei concorsi a cattedra, era stato riconosciuto un punteggio sempre maggiore a questi titoli, che anche in altre graduatorie tali titoli potessero vedersi riconoscere un punteggio, anche alla luce di quanto dichiarato allora dal MIUR.
Già, perché oltre all’ipotesi sulla rotta tracciata dal MIUR, che si poteva agevolmente evincere dall’analisi dei bandi degli ultimi tre concorsi, c’era anche dell’altro. Il 22 febbraio 2018, infatti, il MIUR aveva emanato le nuove “Indicazioni nazionali e nuovi scenari” (QUI il link al documento), aggiornando il precedente documento che risaliva alla fine del 2012.
Occorre precisare che tale documento è indirizzato a tutti i docenti, e non solo ai docenti di italiano a stranieri.
In quell’occasione il MIUR dichiarava esplicitamente, al punto in cui si affrontano “Gli strumenti culturali per la cittadinanza“, che “L’educazione linguistica è compito dei docenti di tutte le discipline che operano insieme per dare a tutti gli allievi l’opportunità di inserirsi adeguatamente nell’ambiente scolastico e nei percorsi di apprendimento, avendo come primo obiettivo il possesso della lingua di scolarizzazione. La nuova realtà delle classi multilingui richiede che i docenti siano preparati sia a insegnare l’italiano come L2 sia a praticare nuovi approcci integrati e multidisciplinari.”
Veniva così consacrato un aspetto fondamentale dell’italiano L2, cioè la sua trasversalità e interdisciplinarietà. Le competenze certificate da strumenti come Cedils, Dils-PG e Ditals sono infatti competenze che tutti i docenti dovrebbero possedere per insegnare in modo efficace in classi multilingui.
Questa indicazione portava ancora di più a supporre ragionevolmente che la logica conseguenza di questo indirizzo politico della scuola sarebbe stata prima o poi tradotta nell’attribuzione di punteggio alle certificazioni anche nell’ambito delle graduatorie di istituto.
AGGIORNAMENTO 2020
Aggiornando questo articolo verrebbe da dire “ve lo avevamo detto”, e ci fa piacere constatare come, da esperti nel settore, ci avessimo in effetti “visto lungo”.
Nel 2020, con l’istituzione delle GPS, le Graduatorie Provinciali per le Supplenze, le certificazioni di glottodidattica di II livello sono state inserite per la prima volta tra i titoli che riconoscono punteggio per le graduatorie docenti. Inoltre, sempre con i bandi 2020, il punteggio riconosciuto da questi titoli nei concorsi a cattedra per tutte le classi di concorso e nelle stesse GPS supera quello dei master, in quanto le certificazioni di glottodidattica di II livello sono riconosciute a tutti gli effetti come titoli di specializzazione in italiano L2 e quindi equiparate, come valore, non ai master ordinari ma ai master elencati nel D.M. 92/2016, che stabiliscono tassativamente i titoli di specializzazione valutati nelle tabelle di valutazione titoli.
Ma vi è di più. Vi sono infatti altri contesti in cui questi titoli vengono valorizzati e, per approfondire, suggeriamo la lettura dell’articolo in cui abbiamo affrontato il tema: Titoli di specializzazione in italiano L2 e punteggio nelle graduatorie scolastiche.
La previsione si è avverata anche per le Graduatorie Provinciali per le Supplenze
A distanza di anni possiamo chiudere il cerchio: la previsione formulata in questo articolo si è puntualmente realizzata. Le certificazioni di glottodidattica di II livello, che nel 2018 non attribuivano alcun punteggio nelle graduatorie di istituto, oggi sono pienamente valorizzate nelle GPS. Il quadro attuale del punteggio riconosciuto a Cedils, Ditals II e Dils-PG II è il seguente: 3 punti nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze e 3,75 punti nei concorsi a cattedra. Nelle GPS e nelle graduatorie di istituto il punteggio è riconosciuto per ciascun titolo, quindi chi consegue più di una certificazione di II livello cumula il relativo punteggio.
La traiettoria di valorizzazione intravista nel 2018, insomma, si è confermata e consolidata. Per chi valuta se investire in una certificazione glottodidattica, il quadro completo dei contesti e dei valori è aggiornato nell’articolo dedicato al punteggio delle specializzazioni in italiano L2, mentre per orientarsi tra i percorsi disponibili è utile la panoramica dei corsi di preparazione alle certificazioni di italiano L2.
Certificazioni di glottodidattica e docenti
Se questa era la prospettiva del MIUR, va detto che anche i docenti e gli aspiranti docenti che hanno intravisto questa possibilità non erano pochi. Crescente, senza dubbio, è stata la richiesta di conseguire almeno una certificazione in didattica dell’italiano L2. Ce ne siamo resi conto direttamente per via delle numerosissime iscrizioni al corso Cedils online. Per verificare questa tendenza apparente e per provare a misurarla, almeno per grandi linee, possiamo utilizzare uno strumento offerto da Google per analizzare il trend a partire dal 2012. Siamo consapevoli di utilizzare uno strumento del tutto empirico e affatto predittivo, che tuttavia restituisce una tendenza inconfutabile, senza la pretesa di quantificarla con precisione.
Nel grafico sottostante si può notare come i nomi delle certificazioni subiscano una crescita indiscutibile a partire dal 2012 e in particolare come, a fronte di una sostanziale tenuta del numero medio di ricerche del termine “ditals” (nel grafico riportato in giallo), si sia registrato un sensibile aumento delle ricerche del termine “cedils” (nel grafico riportato in blu). Le ricerche del termine “dils-pg” invece fornivano dati considerati insufficienti dallo strumento Google Trends, tali da non poter essere resi graficamente.
Interessante anche l’analisi dello stesso trend su base regionale, che restituisce i rank analizzati nei grafici successivi e una suddivisione geografica in cui ciascuna certificazione è prevalente sulle altre nelle preferenze del pubblico. Questo tipo di analisi conferma anche lo scenario tripartito della glottodidattica in Italia.
Nel grafico seguente viene riportata graficamente la ricerca del termine “ditals” su base regionale, a partire dal 2012.
Si nota facilmente come la regione in cui l’interesse di ricerca è più sostenuto sia la Toscana, regione in cui ha sede l’ente certificatore che eroga la certificazione Ditals.
Nel grafico seguente viene invece riportata graficamente la ricerca del termine “cedils” su base regionale, a partire dal 2012.
Si nota facilmente anche qui come la regione in cui l’interesse di ricerca è più sostenuto sia il Veneto, regione in cui ha sede l’ente certificatore che eroga la certificazione Cedils.
Anche se i dati relativi alla certificazione Dils-PG non erano sufficienti per avere un riscontro grafico, è presumibile che lo stesso fenomeno si riproponga per la regione Umbria, che infatti non risulta marcata né in giallo né in blu nelle precedenti analisi grafiche su base regionale.
Sottoponiamo questi grafici ai nostri lettori affinché ciascuno possa farsi un’idea personale della convenienza di investire nel conseguimento di una certificazione glottodidattica di II livello in prospettiva futura.
Vi suggeriamo una rilettura, in combinato disposto, dei dati contenuti nel nostro articolo in cui abbiamo analizzato la presenza degli studenti stranieri nella scuola italiana.
























