Studenti stranieri nella scuola pubblica: i dati del Ministero

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Gli studenti stranieri nella scuola pubblicaGli studenti stranieri nella scuola pubblica sono una parte importante del pubblico di riferimento per i docenti della classe di concorso A023.
Dopo l’istituzione della classe di concorso A023 da parte del MIUR nel 2016 e i problemi relativi all’inserimento in organico dei vincitori del concorso, un’analisi della situazione sul territorio aiuta a capire non solo i modi e i tempi con cui il Ministero può intervenire, ma anche quali siano le prospettive degli insegnanti di italiano L2 nella scuola pubblica. La principale incognita di allora, l’istituzione di un percorso di abilitazione dedicato alla A023, ha nel frattempo trovato risposta: come vedremo, l’abilitazione si consegue oggi tramite i percorsi abilitanti universitari e la classe di concorso si è aperta anche oltre i CPIA.

I numeri del Ministero sulla presenza degli studenti stranieri nella scuola pubblica italiana

La presenza di studenti con cittadinanza non italiana nella scuola pubblica è in crescita costante. Secondo i dati più recenti diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dai principali rapporti di settore, relativi all’anno scolastico 2023/2024, gli alunni stranieri sono circa 931.000, pari all’11,6% del totale degli iscritti: in media più di un alunno su nove. I dati comprendono gli iscritti di cittadinanza non italiana dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado, mentre non considerano i cittadini italiani figli di immigrati. Da segnalare che circa due terzi di questi studenti (oltre il 65%) sono nati in Italia.

A titolo di confronto, fino all’anno scolastico 2017/2018 gli alunni stranieri erano circa 818.000 (il 9,49% del totale): il fenomeno è quindi in continua espansione, soprattutto se si considera la quota crescente di alunni di origine straniera che acquisiscono la cittadinanza italiana e che le statistiche non conteggiano più tra gli “stranieri”.

La distribuzione sul territorio: il divario Nord-Sud

La distribuzione degli studenti stranieri sul territorio resta fortemente disomogenea. La concentrazione maggiore si registra nelle regioni del Nord, che accolgono circa due terzi degli alunni con cittadinanza non italiana, seguite dal Centro e, a notevole distanza, dal Mezzogiorno. La Lombardia è la regione con i numeri più elevati in valore assoluto, mentre l’Emilia-Romagna presenta l’incidenza percentuale più alta sulla popolazione scolastica regionale.

Cresce anche il numero di scuole ad alta incidenza: gli istituti con almeno il 30% di alunni con cittadinanza non italiana sono in aumento, con i valori più elevati proprio in Emilia-Romagna e in Lombardia. Resta un dato critico il divario nei percorsi di studio: gli studenti di origine migratoria fanno registrare tassi di ritardo scolastico nettamente superiori a quelli dei coetanei italiani e una minore presenza nei licei.

Dove consultare i dati aggiornati

I dati ufficiali, aggiornati all’anno scolastico 2024/25 (da cui è tratta l’immagine all’inizio di questo articolo), sulla presenza degli alunni con cittadinanza non italiana e sulla loro distribuzione territoriale sono consultabili nel Portale Unico dei Dati della Scuola del Ministero (sezione anagrafe studenti), che consente di esportare grafici e tabelle, e nei notiziari statistici periodici del MIM dedicati agli alunni con cittadinanza non italiana, oltre che nei rapporti annuali di enti di ricerca. È bene tenere presente che i dati ministeriali non sempre coprono in modo esaustivo tutti i territori e che alcune rilevazioni storiche escludevano alcune aree, come la Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige.

Studenti stranieri e prospettive per i docenti di italiano L2

La crescita strutturale degli studenti stranieri nella scuola pubblica ha avuto un riflesso diretto sulla domanda di docenti di italiano L2. Due sviluppi normativi, in particolare, hanno cambiato il quadro rispetto al 2019:

  • l’abilitazione all’insegnamento per la A023 si consegue oggi tramite i percorsi abilitanti universitari da 30, 36 e 60 CFU previsti dal DPCM 4 agosto 2023, che hanno superato il precedente sistema dei TFA;
  • con il decreto legge 71/2024 (convertito nella Legge 106/2024) la A023 è uscita dai soli CPIA: dall’anno scolastico 2025/2026 sono stati istituiti posti di potenziamento per l’italiano L2 anche nella scuola secondaria di primo e secondo grado, nelle classi con almeno il 20% di studenti stranieri neoarrivati o privi del livello A2. Il tema è approfondito nell’articolo sull’integrazione degli alunni stranieri.

In questo scenario, conseguire un titolo di specializzazione in italiano L2 resta una scelta strategica, sia per il punteggio in graduatoria (le certificazioni glottodidattiche valgono fino a 3 punti nelle GPS) sia per le competenze didattiche necessarie a lavorare con un’utenza sempre più multilingue.

Domande frequenti sugli studenti stranieri nella scuola pubblica

Secondo i dati più recenti, relativi all’anno scolastico 2023/2024, gli alunni con cittadinanza non italiana nella scuola italiana sono circa 931.000, pari all’11,6% del totale degli iscritti: in media più di un alunno su nove. Il numero è in crescita costante: fino al 2017/2018 erano circa 818.000 (9,49%).

La distribuzione è fortemente sbilanciata verso il Nord, che accoglie circa due terzi degli alunni con cittadinanza non italiana, seguito dal Centro e, a distanza, dal Mezzogiorno. La Lombardia è la regione con il maggior numero assoluto di alunni stranieri, mentre l’Emilia-Romagna registra l’incidenza percentuale più alta sulla popolazione scolastica.

No: circa due terzi degli alunni con cittadinanza non italiana (oltre il 65%) sono nati in Italia. Le statistiche, inoltre, non conteggiano gli studenti di origine straniera che hanno già acquisito la cittadinanza italiana, per cui la presenza reale di alunni con background migratorio è superiore al dato sulla sola cittadinanza non italiana.

I dati ufficiali sono pubblicati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nel Portale Unico dei Dati della Scuola (sezione anagrafe studenti) e nei notiziari statistici periodici sugli alunni con cittadinanza non italiana. Utili anche i rapporti annuali di enti di ricerca come la Fondazione ISMU.

L’insegnamento dell’italiano L2 è affidato in particolare ai docenti della classe di concorso A-23. Tradizionalmente attiva solo nei CPIA, con il decreto legge 71/2024 (Legge 106/2024) la A-23 è stata estesa anche alla scuola secondaria di primo e secondo grado, dall’anno scolastico 2025/2026, nelle classi con almeno il 20% di studenti stranieri neoarrivati o privi del livello A2.

L’abilitazione alla classe di concorso A-23 si consegue tramite i percorsi abilitanti universitari da 30, 36 o 60 CFU previsti dal DPCM 4 agosto 2023. Per accedere alla A-23 servono una laurea idonea e un titolo di specializzazione in italiano L2; le certificazioni glottodidattiche danno inoltre punteggio nelle graduatorie (fino a 3 punti nelle GPS).

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