Concorsi a cattedra, per dirigenti scolastici e dirigenti tecnici

Concorsi a cattedra per docenti su materia e di sostegno, dirigenti scolastici, dirigenti tecnici e DSGA

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Concorsi a cattedra, per dirigenti scolastici e dirigenti tecnici

I concorsi a cattedra sono le procedure pubbliche, per titoli ed esami, con cui lo Stato recluta i docenti di ruolo della scuola. Si distinguono in procedure ordinarie e straordinarie e, negli ultimi anni, sono stati scanditi dal piano di assunzioni legato al PNRR. In questa pagina ricostruiamo il quadro a partire dal piano straordinario di reclutamento annunciato nel 2023 e arriviamo allo stato attuale delle procedure, con i rimandi alle singole edizioni dei concorsi a cattedra dal 2018 in poi.

Concorsi a cattedra: il piano del 2023 per aumentare i docenti di sostegno

Nota di redazione: la sezione che segue riporta il quadro al momento della pubblicazione, nell’aprile 2023. Per gli sviluppi successivi e lo stato attuale delle procedure rimandiamo all’aggiornamento in fondo all’articolo.

Nel 2023 vennero annunciati diversi concorsi a cattedra. Il Ministero dell’istruzione e del merito avviò infatti, in attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, una procedura concorsuale per il reclutamento di insegnanti già a partire dall’anno scolastico 2023/2024.

Il 6 aprile 2023, in un comunicato pubblicato sul sito del Ministero il ministro Valditara dichiarò: “Con l’importante piano di assunzioni di docenti che abbiamo deciso di affiancare alle misure previste dal PNRR, puntiamo a creare le condizioni per il regolare avvio del prossimo anno scolastico, assicurando la continuità didattica per gli studenti, la qualità dell’insegnamento e la riduzione del precariato. Inoltre, il Ministero fornisce una risposta pronta e significativa ai ragazzi con disabilità, con la più rilevante immissione in ruolo di docenti di sostegno degli ultimi anni, rendendo più selettive le procedure di reclutamento“.

Nello stesso comunicato si faceva riferimento a due requisiti che i docenti da reclutare tramite quella procedura concorsuale avrebbero dovuto possedere. Si parlava testualmente di una “procedura concorsuale per gli insegnanti che abbiano maturato 36 mesi di servizio o siano in possesso dei 24 crediti formativi universitari” (24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, NDR). I due requisiti erano quindi previsti, salvo diversa indicazione in sede di bando, come alternativi e non come requisiti cumulativi.

Va ricordato che i 24 CFU, conseguibili fino al 31 ottobre 2022, sono stati superati. Al loro posto la riforma del reclutamento ha introdotto i percorsi universitari e accademici di formazione iniziale da 60 CFU, con un percorso ridotto da 30 CFU riservato a chi ha già maturato servizio o possiede titoli specifici. La struttura di questi percorsi, attesa nel 2023, è stata poi definita e i percorsi abilitanti sono entrati a regime.

Il piano puntava a stabilizzare circa 25 mila docenti precari con il primo bando e a raggiungere complessivamente le 70 mila assunzioni previste dal PNRR attraverso più procedure concorsuali. Quel programma si è poi articolato nei tre concorsi PNRR che descriviamo nell’aggiornamento in fondo alla pagina.

Oltre ai concorsi a cattedra, i concorsi per dirigenti tecnici e scolastici

Nel 2023 era atteso anche l’allora fermo da anni concorso per dirigenti tecnici con funzioni ispettive, pensato per saturare la pianta organica. Quel concorso è stato poi effettivamente bandito: con il D.D. n. 2269 del 9 dicembre 2024 il MIM ha indetto la procedura per 145 dirigenti tecnici di seconda fascia con funzioni ispettive, le cui prove si sono svolte tra il 2025 e il 2026.

Discorso analogo per chi ambiva a candidarsi al concorso per dirigente scolastico: il concorso ordinario è stato bandito con il D.D.G. n. 2788 del 18 dicembre 2023 (D.M. 194/2022) e si è concluso con le immissioni in ruolo a decorrere dal 1° settembre 2025.

Il 13 aprile 2023 si tenne l’incontro tra il Ministero e le organizzazioni sindacali rappresentative della dirigenza scolastica, in una delicata fase di transizione sul dimensionamento. Il 2022/2023 fu l’ultimo anno di applicazione dei criteri di cui al d.l. 98/2011, che individuavano le istituzioni scolastiche con almeno 600 alunni quali sedi di titolarità per DS e DSGA: parametri che avevano comportato la perdita di circa 200 unità di organico. Le modifiche introdotte dall’art. 99 della legge di bilancio 2023 (legge 197/2022) sono entrate in vigore dall’anno scolastico 2024/2025, con individuazione delle istituzioni normodotate a cadenza triennale e aggiornamenti annuali, in una logica di progressivo recupero dell’organico.

A che punto sono i concorsi a cattedra: dal piano PNRR ai concorsi ordinari

Il piano straordinario annunciato nel 2023 si è tradotto in tre tornate di concorsi a cattedra legate al PNRR:

  • Concorso PNRR1 (2023): bandito con i D.D.G. n. 2575/2023 (secondaria) e n. 2576/2023 (infanzia e primaria), sulla base del D.M. 205/2023.
  • Concorso PNRR2 (2024): bandito con i D.D.G. n. 3059/2024 (secondaria) e n. 3060/2024 (infanzia e primaria).
  • Concorso PNRR3 (2025): bandito con i D.D.G. n. 2939/2025 (secondaria) e n. 2938/2025 (infanzia e primaria), per circa 58.000 posti complessivi. Le prove scritte si sono svolte tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026, con graduatorie attese entro il 30 giugno 2026 e immissioni in ruolo a partire da settembre 2026.

Considerando le tre procedure, l’obiettivo del piano resta quello delle 70 mila assunzioni complessive previste dagli accordi con l’Unione europea. Conclusa la fase legata al PNRR, l’orientamento del Ministero è quello di proseguire con concorsi ordinari a cadenza più regolare, potenzialmente annuale, e con procedure semplificate, così da ridurre gli intervalli tra una selezione e l’altra e contenere il precariato.

Le edizioni dei concorsi a cattedra dal 2018: tutti gli approfondimenti

Per ricostruire le singole edizioni dei concorsi a cattedra e capire come si è arrivati al quadro attuale, abbiamo dedicato un approfondimento a ciascuna procedura. Di seguito l’indice completo, in ordine cronologico:

In tutte queste procedure il punteggio fa la differenza. I titoli di specializzazione in didattica dell’italiano a stranieri costituiti dalle certificazioni glottodidattiche di II livello (Cedils, Ditals II, Dils-PG II) sono valutati sia nei concorsi sia nelle graduatorie e rappresentano un modo concreto per rafforzare la propria posizione dato che non attribuendo matricole universitarie possono essere conseguiti congiuntamente ad uno o più master. Puoi approfondire i nostri corsi di formazione glottodidattica, il quadro delle certificazioni in didattica dell’italiano L2 e la specializzazione in italiano L2 e i punti che attribuisce.

Domande frequenti sui concorsi a cattedra

Occorre superare un concorso a cattedra. I concorsi a cattedra sono infatti le procedure pubbliche, per titoli ed esami, con cui il Ministero dell’istruzione e del merito recluta i docenti di ruolo della scuola statale. Prevedono di norma una o più prove scritte, una prova orale e la valutazione dei titoli, al termine delle quali si formano le graduatorie di merito da cui derivano le immissioni in ruolo.

Il concorso ordinario è la procedura ordinaria di reclutamento, aperta a chi possiede i requisiti di accesso e con prove sia scritte sia orali. I concorsi straordinari sono procedure pensate per stabilizzare il personale precario con determinati anni di servizio e prevedono in genere requisiti e prove differenti. Negli ultimi anni gran parte dei concorsi a cattedra è stata legata al piano di reclutamento del PNRR.

I requisiti variano in base al grado di scuola e alla tipologia di posto. Per la secondaria serve il titolo di accesso alla classe di concorso unito all’abilitazione o ai percorsi di formazione iniziale da 60 CFU (o da 30 CFU nei casi previsti); per i posti di sostegno occorre la specializzazione per il grado richiesto. Le condizioni puntuali sono sempre definite nel bando della singola procedura.

Sono le tre tornate di concorsi a cattedra collegate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, finalizzate a coprire le cattedre vacanti e a ridurre il precariato. Il PNRR1 è stato bandito nel 2023, il PNRR2 nel 2024 e il PNRR3 nel 2025, per un obiettivo complessivo di circa 70 mila assunzioni. Le graduatorie del PNRR3 restano valide anche per gli anni scolastici successivi.

Non sono previsti come requisito ma sono indirettamente utili per chi li ha già conseguiti. I 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche si potevano infatti conseguire fino al 31 ottobre 2022. La riforma del reclutamento li ha sostituiti con i percorsi universitari e accademici di formazione iniziale da 60 CFU, affiancati da un percorso ridotto da 30 CFU per chi ha già maturato servizio o possiede titoli specifici.
Possono però essere riconosciuti in fase di iscrizione ai percorsi di formazione iniziale da 60 CFU consentendo di abbreviare il percorso formativo.

Il punteggio dipende da titoli di accesso, titoli accademici e di servizio. Tra i titoli valutabili rientrano i titoli di specializzazione in didattica dell’italiano a stranieri come Cedils, Ditals II e Dils-PG II, riconosciuti sia nei concorsi a cattedra sia nelle graduatorie. Acquisire queste certificazioni è una delle strategie più efficaci per rafforzare la propria posizione in vista delle prossime procedure.

Conclusa la fase legata al PNRR, l’orientamento del Ministero è quello di bandire concorsi ordinari a cadenza più regolare, anche annuale, con procedure semplificate. Nel frattempo le assunzioni continuano ad attingere alle graduatorie del PNRR3. Le date e i requisiti delle nuove procedure vengono definiti di volta in volta nei rispettivi bandi, che conviene monitorare con attenzione.

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