Requisiti Cedils: le novità degli ultimi anni

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Requisiti cedilssessioni d’esame Cedils del primo semestre 2018 e la sessione straordinaria somministrata il 5 luglio 2018 a Venezia, dalla Ca’ Foscari arrivarono delle novità che riguardavano i requisiti Cedils per l’accesso all’esame di certificazione e la possibilità di sostenere nuovamente un esame non superato.
Le novità però non finiscono qui e continuano con modifiche nel 2020 e nel 2021 su prova d’esame, requisiti Cedils per l’accesso alla certificazione e modalità di iscrizione, fino ad arrivare all’assetto attuale, consolidato dal regolamento d’esame aggiornato a luglio 2026. Ma procediamo con ordine.

Per quanto riguarda i requisiti Cedils per l’accesso all’esame, nel 2018 si assiste a una semplificazione degli stessi.

Viene confermato che l’accesso all’esame è riservato ai candidati, italiani o stranieri, “con laurea triennale o magistrale o specialistica o quadriennale del vecchio ordinamento”. Il punto dei precedenti requisiti Cedils che indicava come preferibili le lauree in lettere, lingue e scienze della formazione viene riformulato con la seguente dicitura: “Meglio se tale laurea è in Lettere o Lingue o Scienze dell’educazione e della formazione o discipline affini”. Si conferma quindi la preferenza per questo tipo di lauree ma la non esclusione di altre classi di laurea. Ciò corrisponde, tra l’altro, a quanto avviene anche per le altre certificazioni che consentono, anche ai candidati laureati in classi di laurea non umanistiche, l’accesso all’esame di II livello.
Il riferimento alle lauree “tipiche” dell’ordinamento italiano ha fatto inizialmente pensare a un’esclusione per i laureati all’estero. Tuttavia è sufficiente una dichiarazione di valore della laurea conseguita all’estero rilasciata dalle competenti autorità italiane in territorio straniero per consentire di candidarsi validamente all’esame anche per chi ha conseguito una laurea all’estero, fuori dall’UE.

Al secondo punto dei nuovi requisiti viene confermata la possibilità di accedere all’esame per i “docenti non laureati in servizio nelle scuole di ogni ordine e grado”. Escluso quindi il precedente riferimento al corso, che pareva essere obbligatorio, in quanto in precedenza lo stesso requisito stabiliva che potessero accedere all’esame “i docenti non laureati in servizio al momento dell’iscrizione al corso nelle scuole di ogni ordine e grado”. Per prepararsi all’esame è quindi sempre possibile contare sull’affidabilissimo corso Cedils online.

Una novità introdotta dal 2021 è il requisito che gli insegnanti siano “di ruolo” e quindi non è più consentito ai docenti non laureati precari accedere all’esame. Questa piccola novità restringe notevolmente la platea dei possibili candidati all’esame e confligge con quanto stabilito dal Ministero, che invece attribuisce punteggio alle certificazioni glottodidattiche, tra cui Cedils, nelle tabelle di valutazione titoli delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze anche per i precari nella scuola primaria.

Il paradosso che si è venuto a creare dal 2021 è quindi che il Ministero riconosce punti per le GPS della primaria a un titolo, la Cedils, a cui non possono ambire a candidarsi i docenti precari che invece di quei punti avrebbero bisogno.

Dal 2021 non è più confermata la possibilità di iscriversi all’esame anche per “i cittadini italiani non laureati che possano attestare almeno 5 anni di insegnamento dell’italiano a stranieri nelle scuole di ogni ordine e grado”.

Si restringe per la seconda volta quindi la platea dei candidati, con l’eliminazione del secondo dei precedenti requisiti. Già in precedenza infatti erano stati estromessi dalla possibilità di candidarsi “gli studenti universitari iscritti al III anno delle stesse facoltà (lettere, lingue e scienze della formazione, come recitava la precedente formulazione del primo requisito) che abbiano superato gli esami dei primi due anni”. In questo caso quindi gli studenti universitari dovranno attendere il conseguimento del titolo di laurea a meno che non siano già in possesso di un’attestazione che certifichi 5 anni di insegnamento in classi di italiano a stranieri o non siano docenti in servizio nelle scuole di ogni ordine e grado.

Quali sono le altre novità?

Spiccano, prima di tutto, tra le informazioni riorganizzate in modo sicuramente più fruibile, sul sito della Ca’ Foscari i seguenti punti.

Venne annunciata la pubblicazione di un regolamento che avrebbe dovuto essere accettato al momento dell’iscrizione da parte dei candidati: all’epoca il documento risultava disponibile ma non aggiornato in tutte le parti. Il regolamento è stato poi effettivamente pubblicato e aggiornato più volte negli anni, come vedremo più avanti.

Viene stabilita la possibilità di beneficiare della riduzione della quota di iscrizione all’esame da parte dei candidati che, avendo sostenuto una prima volta la prova e non avendola superata, intendono ripetere l’esame candidandosi in una sessione successiva. A fronte di tale beneficio tuttavia viene posta una condizione che potremmo definire “dilatoria” in quanto, chi si trova nella condizione di non aver superato l’esame, volendo presentarsi nuovamente in una nuova sessione, dovrà attendere una sessione del semestre successivo. Ciò viene esplicitato con un esempio “ad es. esito negativo in una sessione primaverile, possibile ripetizione dell’esame in una successiva sessione autunnale”.

Sembra inoltre che si irrigidiscano le procedure di iscrizione in quanto viene riportato esplicitamente che “In caso di errore nella procedura (di iscrizione N.d.R.), non è previsto nessun rimborso né iscrizione ad altra sessione”.
Procedura di iscrizione che peraltro è resa sdrucciolevole dall’istituzione del numero massimo di candidati per quasi tutte le sessioni.
Dal 2021 inoltre le modalità di pagamento dell’esame cambiano e il bonifico è stato abbandonato in favore del pagamento tramite PagoPA.

Venne poi prevista una sessione straordinaria a Venezia all’inizio del mese di luglio 2019 con iscrizioni riservate solo entro un numero massimo di candidati iscritti in ordine di tempo.

Dal 2018 infine viene reso disponibile un esempio di esame Cedils, aggiornato dopo le modifiche alla struttura dell’esame operate nel 2020.

Requisiti Cedils e regolamento: il quadro aggiornato a luglio 2026

A distanza di anni da quelle prime novità, i requisiti Cedils hanno conosciuto un’ulteriore stretta. Nella formulazione attualmente in vigore possono infatti sostenere l’esame i cittadini italiani o stranieri in possesso di una laurea magistrale o specialistica o quadriennale del vecchio ordinamento, meglio se in Lettere, Lingue, Scienze dell’educazione e della formazione o discipline affini, oltre ai docenti non laureati di ruolo in servizio nelle scuole statali di ogni ordine e grado. La laurea triennale, presente nella formulazione del 2018, non compare più tra i titoli di accesso, mentre per i docenti di ruolo non laureati viene ora precisato il servizio nelle scuole statali.

Anche il regolamento annunciato nel 2018 è ormai una realtà consolidata: è stato pubblicato e aggiornato più volte nel corso degli anni e la versione più recente risale a luglio 2026. Il documento, che i candidati accettano al momento dell’iscrizione, è consultabile sul sito dell’ente certificatore presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Restano confermati il pagamento tramite PagoPA, il numero massimo di iscritti per sessione e la quota ridotta per chi ripete l’esame dopo un esito negativo, sempre in una sessione del semestre successivo.

Per un quadro completo su prove, valutazione e date d’esame rimandiamo alla nostra pagina dedicata alla certificazione Cedils, mentre chi vuole confrontare la Cedils con gli altri titoli di specializzazione può consultare la panoramica sulle certificazioni di didattica dell’italiano a stranieri.

I requisiti Cedils oggi in vigore prevedono il possesso di una laurea magistrale, specialistica o quadriennale del vecchio ordinamento, preferibilmente in Lettere, Lingue, Scienze dell’educazione e della formazione o discipline affini. In alternativa possono accedere all’esame i docenti non laureati di ruolo in servizio nelle scuole statali di ogni ordine e grado. Per un quadro completo rimandiamo alla pagina dedicata alla Certificazione Cedils.

Non più. Nella formulazione attuale dei requisiti Cedils la laurea triennale non compare più tra i titoli di accesso all’esame, a differenza di quanto previsto nel 2018. Oggi è richiesta una laurea magistrale, specialistica o quadriennale del vecchio ordinamento. Chi possiede solo una laurea triennale può valutare gli altri titoli di specializzazione descritti nella nostra pagina sulle certificazioni di didattica dell’italiano a stranieri.

No, dal 2021 i requisiti Cedils riservano l’accesso ai soli docenti non laureati di ruolo in servizio nelle scuole statali di ogni ordine e grado. I docenti precari non laureati sono quindi esclusi, nonostante il Ministero attribuisca punteggio alla Cedils nelle tabelle di valutazione titoli delle GPS della scuola primaria. Si tratta di uno dei paradossi più discussi legati a questa certificazione.

Sì, il regolamento Cedils annunciato nel 2018 è stato pubblicato e aggiornato più volte nel corso degli anni. Il documento disciplina requisiti Cedils, modalità di iscrizione, svolgimento della prova e valutazione, e viene accettato dai candidati al momento dell’iscrizione.

Chi non supera l’esame può ripeterlo iscrivendosi con una quota ridotta, ma solo in una sessione di un semestre successivo: per esempio, dopo un esito negativo in una sessione primaverile è possibile ricandidarsi in una sessione autunnale. Viste le difficoltà dell’esame è consigliabile una preparazione solida, per esempio con un corso Cedils online completo di esercitazioni pratiche.

Dal 2021 il pagamento dell’iscrizione all’esame Cedils avviene tramite PagoPA e non più con bonifico bancario. Il versamento va effettuato entro i termini indicati per ciascuna sessione, tenendo presente che quasi tutte le sessioni prevedono un numero massimo di candidati e le iscrizioni possono chiudersi anticipatamente. In caso di errore nella procedura non sono previsti rimborsi né il trasferimento ad altra sessione.

Sì, chi ha conseguito la laurea all’estero, anche fuori dall’UE, può candidarsi all’esame presentando una dichiarazione di valore del titolo rilasciata dalle competenti autorità italiane nel Paese in cui la laurea è stata conseguita. Il titolo deve comunque corrispondere a una laurea magistrale, specialistica o quadriennale, in linea con i requisiti Cedils in vigore. Per prepararsi al meglio è possibile seguire uno dei percorsi della nostra formazione glottodidattica.

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