Microlearning: cos’è, caratteristiche e applicazioni

Partendo dalla definizione di “microlearning”, scopriamo gli sviluppi di questa metodologia che rientra tra alcune delle più innovative pratiche didattiche.

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Microlearning: la curva di apprendimento e la curva dell'oblioIl microlearning nasce in risposta a una precisa esigenza cognitiva. Invece di riempire le menti di nozioni, dare il giusto stimolo e richiamarlo nel tempo aiuta a migliorare la conservazione delle conoscenze e la produttività.
Nel 1885 Hermann Ebbinghaus introduceva i concetti di “curva d’apprendimento” e “curva dell’oblio”, secondo cui le persone tendono a dimenticare circa l’80% di quanto imparano nell’arco di un mese, in mancanza di un intervento di rinforzo. Non a caso una delle applicazioni più dirette di queste intuizioni è la ripetizione dilazionata (spaced repetition): rivedere un contenuto a intervalli crescenti per fissarlo nella memoria a lungo termine. Negli anni ’70, in Italia, il compianto Prof. Filippo Ciampolini, docente della facoltà di Ingegneria a Bologna, parlava di “Didattica Breve“.
Secondo gli studi più recenti, infine, la soglia di attenzione umana tende a calare dopo i primi 8 minuti e crolla, fino a sparire, se dopo 20 minuti non si introducono elementi di novità.

L’apprendimento in formato micro

Tra le varie definizioni di “microlearning” spicca quella di Theo Hug, professore universitario e autore del libro “Didactics of Microlearning“: “una sequenza di microattività e microcontenuti, caratterizzati dall’essere interattivi e multimediali”.Microlearning - Didactics of Microlearning
Letteralmente “apprendimento in formato micro”, la caratteristica principale di questa metodologia è la frammentazione dell’oggetto di apprendimento in porzioni minime per favorirne lo studio e l’assimilazione.
È dunque un approccio all’apprendimento basato sulle competenze che offre informazioni in piccole sezioni altamente concentrate. Suddividere i contenuti in unità coerenti (quello che la psicologia cognitiva chiama chunking) riduce il carico cognitivo e permette alla memoria di lavoro di gestire un’informazione per volta, senza sovraccarichi.

Caratteristiche del microlearning

Per rendere l’apprendimento più rapido e, al tempo stesso, migliorarne la qualità, le principali caratteristiche delle attività di microlearning sono:

  • Il focus: ogni modulo fornisce una risposta incentrata su un singolo problema o una singola domanda.
  • La varietà: i tipi di contenuto includono video tutorial, podcast, presentazioni, interazioni, giochi, scenari, valutazioni, guide pratiche testuali e brevi lezioni online.
  • La velocità: un modulo può durare anche solo cinque minuti; non esistono però regole rigide sulla lunghezza, che si adatta sempre al contenuto da presentare.
  • L’accessibilità mobile: i contenuti multimediali possono essere distribuiti attraverso dispositivi mobili come smartphone e tablet, per imparare ovunque e in qualsiasi momento.

Naturalmente i microcontenuti e le microattività sono tutti collegati tra loro da una “cornice invisibile” che li unisce: è questa cornice a dare un significato unitario all’intero percorso di apprendimento.

Microlearning e apprendimento delle lingue

Il microlearning si presta in modo particolare alla didattica delle lingue: brevi sessioni quotidiane di lessico, micro-dialoghi, flashcard e quiz si combinano in modo naturale con la ripetizione dilazionata, contrastando la curva dell’oblio proprio dove è più ripida. Le app di apprendimento linguistico più diffuse poggiano in larga parte su questo principio. Nell’insegnamento dell’italiano L2 il formato micro è efficace soprattutto come rinforzo tra una lezione e l’altra, per consolidare strutture e vocaboli senza sovraccaricare lo studente.

Applicazioni del microlearning e suggerimenti

Non tutti i corsi possono essere strutturati con questa metodologia, in particolare se devono trasmettere informazioni ampie e su più argomenti, difficili da comprimere in moduli di una decina di minuti.
In questi casi, però, il microlearning può essere utilizzato come attività di supporto per l’apprendimento di alcuni concetti chiave. I contenuti “frazionati” possono così essere abbinati al resto dei materiali formativi per creare un corso completo.
Ad oggi il microlearning è una soluzione ottimale per molte esigenze formative ed è utilizzato soprattutto per l’educazione, la comprensione e l’apprendimento di competenze. Alcuni esempi pratici:

  • Percorsi formativi su vari argomenti (come il nostro corso sul QCER)
  • Brevi video educativi (come quelli di TED-Ed)
  • Video tutorial e guide
  • Servizi di apprendimento delle lingue (come app e piattaforme online)

La didattica del microlearning è quindi caratterizzata da una metodologia smart e rapida, che deve tener conto sia delle esigenze dei discenti sia degli strumenti necessari per soddisfarle.
È sempre necessario valutare se i contenuti siano adatti a questa metodologia: meglio non appoggiarsi troppo ai formati tradizionali, ma usare formati accattivanti e interattivi (come video, podcast, ecc.).
Infine, l’apprendimento collaborativo e il social learning possono potenziare efficacemente questa metodologia: le interazioni e le “discussioni” aumentano la motivazione e aiutano a mettere in evidenza le lacune da colmare.

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Domande frequenti sul microlearning

È un approccio formativo che frammenta i contenuti in unità minime e altamente concentrate (microcontenuti e microattività), pensate per essere fruite in pochi minuti, spesso da dispositivi mobili.

In genere intorno ai cinque minuti, ma non esistono regole fisse: la durata si adatta al contenuto. L’importante è che ogni modulo resti focalizzato su un solo concetto o una sola domanda.

È ideale per rinforzare concetti chiave, sviluppare competenze pratiche e contrastare la curva dell’oblio. È invece poco adatto a trasmettere contenuti ampi e articolati: in quei casi funziona meglio come supporto a un percorso più strutturato.

La curva dell’oblio di Ebbinghaus mostra quanto in fretta si dimentica senza rinforzo. Il microlearning, combinato con la ripetizione dilazionata, richiama i contenuti a intervalli regolari e ne favorisce la conservazione nella memoria a lungo termine.

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