Il futuro delle certificazioni di didattica dell’italiano L2

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La domanda da cui siamo partiti per proporvi questo contributo è la seguente: “Dove stanno andando le certificazioni di didattica dell’italiano a stranieri?”.

Per trovare una risposta adeguata abbiamo agglomerato dati e li abbiamo analizzati da due prospettive differenti: quella del MIUR e quella degli aspiranti docenti di italiano a stranieri nella scuola pubblica. Vi sottoponiamo ora le nostre considerazioni corroborate anche dall’ausilio dell’infografica.

Abbiamo assistito, negli ultimi anni ad una sempre maggiore richiesta dei titoli culturali più conosciuti come “Certificazioni L2” e che in sarebbe più corretto chiamare certificazioni di competenza in didattica dell’italiano a stranieri.

Ma qual è la rotta che il MIUR ha tracciato per indicare in quale direzione evolveranno questi titoli almeno nel loro valore agli occhi del Ministero? Proviamo ad intravedere un possibile scenario unendo gli ultimi tre punti sulla mappa di cui sono note le coordinate.

1. Nel concorso a cattedra del 2012 venivano considerate valutabili con 0,25 punti le certificazioni di II livello. In quel momento ciò significava che l’unica certificazione valutabile era costituita dalla certificazione Ditals II che all’epoca aveva requisiti di accesso molto più abbordabili rispetto a quelli attuali.
Ben presto anche l’Università per Stranieri di Perugia ha strutturato la Dils-PG, la propria certificazione di competenza in didattica delll’italiano a stranieri, su due livelli, costituendo quindi un ulteriore titolo valutabile ed equipollente alla certificazione Ditals II.

2. In occasione della istituzione della nuova classe di concorso A023 per l’insegnamento dell’italiano ad apprendenti alloglotti nella scuola pubblica il MIUR valutava, nel concorso a cattedra 2016, con un punteggio di 0,5, quindi pari al doppio rispetto al precedente concorso, le certificazioni glottodidattiche di II livello.
Si poneva però il problema di inquadrare la certificazione Cedils, erogata dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, che rimaneva l’unica strutturata su un unico livello.
Il MIUR con il D.M. 92/2016 includeva anche la Cedils tra le certificazioni glottodidattiche di II livello attribuendo a Cedils, Dils-PG II e Ditals II, al pari di alcuni master di I e II livello, riportati in un apposito elenco, il valore di “titolo di specializzazione” richiesto per l’accesso alla classe di concorso A023.

3. Nel concorso a cattedra 2018 questi titoli di specializzazione in didattica dell’italiano L2 vengono ulteriormente valorizzati. Infatti, se nel 2016 i titoli avevano visto raddoppiare il punteggio riconosciuto rispetto al precedente concorso, questa volta il punteggio riconosciuto a questi titoli viene triplicato e portato a 1,5 punti con il bando per il concorso a cattedra 2018.

Unendo questi tre punti e leggendo la traiettoria risultante si può fare ictu oculi una considerazione ovvia: questi titoli vengono sempre più valorizzati dal MIUR all’interno della scuola pubblica.

Quali conseguenze potrebbero discendere da questo postulato?

Ad oggi le certificazioni glottodidattiche di secondo livello sono titoli che non attribuiscono alcun punteggio nelle graduatorie di istituto. Logica vorrebbe, dopo l’istituzione di una apposita classe di concorso e dopo che per ben tre volte consecutive, in occasione di concorsi a cattedra è stato riconosciuto un punteggio sempre maggiore a questi titoli, che anche in altre graduatorie tali titoli possano riconoscere un punteggio anche alla luce di quanto recentemente dichiarato dal MIUR.

Già, perché oltre all’ipotesi sulla rotta tracciata dal MIUR, che si può agevolmente evincere dall’analisi dei bandi degli ultimi tre concorsi, c’è anche dell’altro. Lo scorso 22 febbraio 2018 infatti il MIUR ha emanato le nuove “Indicazioni nazionali e nuovi scenari” (QUI il link al documento) aggiornando il precedente documento che risaliva alla fine del 2012.

Occorre precisare che tale documento è indirizzato a tutti i docenti, e non solo ai docenti di italiano a stranieri.

Bene, in questa occasione il MIUR dichiara esplicitamente al punto in cui si affrontano “Gli strumenti culturali per la cittadinanza” che “L’educazione linguistica è compito dei docenti di tutte le discipline che operano insieme per dare a tutti gli allievi l’opportunità di inserirsi adeguatamente nell’ambiente scolastico e nei percorsi di apprendimento, avendo come primo obiettivo il possesso della lingua di scolarizzazione. La nuova realtà delle classi multilingui richiede che i docenti siano preparati sia ad insegnare l’italiano come L2 sia a praticare nuovi approcci integrati e multidisciplinari.

Viene così consacrato un aspetto fondamentale dell’italiano L2 e cioè la sua trasversalità ed interdisciplinarietà. Le competenze certificate da strumenti come Cedils, Dils-PG e Ditals sono infatti competenze che tutti i docenti dovrebbero possedere per insegnare in modo efficace in classi multilingui.

Questa indicazione porta ancora di più a supporre ragionevolmente che la logica conseguenza di questo indirizzo politico della scuola verrà prima o poi tradotta nell’attribuzione di punteggio alle certificazioni nell’ambito delle graduatorie di istituto.

Se questa è la prospettiva del MIUR vi è da dire che anche i docenti e gli aspiranti docenti che hanno intravisto questa possibilità non sono pochi. Crescente, senza dubbio, è la richiesta di conseguire almeno una certificazione in didattica dell’italiano L2. Per verificare questa tendenza apparente e per provare a misurarla, almeno per grandi linee di tendenza, possiamo utilizzare uno strumento offerto da Google per effettuare una analisi del trend dal 2012 ad oggi. Siamo consapevoli di utilizzare uno strumento assolutamente empirico ed affatto predittivo che tuttavia restituisce una tendenza inconfutabile senza la pretesa di quantificarla con precisione.

Nel grafico sottostante si può notare come i nomi delle certificazioni subiscano una crescita indiscutibile dal 2012 ad oggi ed in particolare come, a fronte di una sostanziale tenuta del numero medio di ricerche del termine “ditals” (nel grafico riportato in giallo), si sia registrato un sensibile aumento delle ricerche del termine “cedils” (nel grafico riportato in blu). Le ricerche del termine “dils-pg” invece forniscono dati, considerati insufficienti dallo strumento Google Trends, tali da non poter essere resi graficamente.

Interessante anche l’analisi dello stesso trend su base regionale che restituisce i rank analizzati nei grafici successivi e che restituiscono una suddivisione geografica in cui ciascuna certificazione è prevalente sulle altre nelle preferenze del pubblico. Questo tipo di analisi ci conferma anche lo scenario tripartito della glottodidattica in Italia.

Nel grafico seguente viene riportata graficamente la ricerca del termine “ditals” su base regionale, dal 2012 ad oggi.

Si nota facilmente come la regione in cui l’interesse di ricerca è più sostenuto è la Toscana, Regione in cui ha sede l’ente certificatore che eroga la certificazione Ditals.

Nel grafico seguente viene invece riportata graficamente la ricerca del termine “cedils” su base regionale, dal 2012 ad oggi.

Si nota facilmente come la regione in cui l’interesse di ricerca è più sostenuto in questo caso è il Veneto, Regione in cui ha sede l’ente certificatore che eroga la certificazione Cedils.

Anche se i dati relativi alla certificazione Dils-PG non sono sufficienti per avere un riscontro grafico è presumibile che lo stesso fenomeno si riproponga per la regione Umbria che infatti non risulta marcata nè in giallo nè in blu nelle precedenti analisi grafiche su base regionale.

Sottoponiamo questi grafici ai nostri lettori affinché ciascuno possa farsi un’idea personale di quali potrebbero essere gli sviluppi futuri della richiesta di questi titoli e di quanto possa essere conveniente o meno investire nel conseguimento di una certificazione glottodidattica di II livello.
Vi suggeriamo una rilettura, in combinato disposto, dei i dati contenuti nel nostro articolo in cui abbiamo analizzato la presenza degli studenti stranieri nella scuola italiana.

 

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