Insegnanti di italiano L2 nella scuola pubblica di ogni ordine e grado

La richiesta in una lettera alla Ministra Azzolina dei docenti di A023

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Classe di concorso A023Insegnanti di italiano L2 nella scuola pubblica di ogni ordine e grado. Questa era l’idea ispiratrice di un gruppo di insegnanti di italiano L2, a cui si univano anche gli aspiranti docenti di italiano a stranieri nella A023. Organizzati in un gruppo social, nel 2020 inviarono una lettera alla Ministra Azzolina e raccolsero firme e adesioni affinché venisse riconosciuto il ruolo degli insegnanti nella classe di concorso A023.

Da sempre prestiamo orecchio e voce, tramite il nostro blog, ai fermenti legati al mondo dell’italiano a stranieri.

Come già successo in passato con un’altra iniziativa simile che metteva in luce le criticità e i vuoti normativi della A023, rivendicando il ruolo degli insegnanti di italiano L2 nella scuola pubblica, riportiamo di seguito il testo della lettera, diffusa nell’ottobre 2020, che all’epoca era possibile firmare aderendo al gruppo Facebook (vedi link alla fine dell’articolo).

Nota redazionale: questo articolo documenta una mobilitazione del 2020. Per il quadro normativo attuale, profondamente mutato con il D.L. 71/2024, si veda l’aggiornamento in coda al testo della lettera.

 

Alla cortese attenzione della Ministra della Pubblica Istruzione On. Lucia Azzolina

Siamo un gruppo di insegnanti e aspiranti insegnanti appartenenti alla classe di concorso A023 (Lingua italiana per discenti di lingua straniera, alloglotti). Vorremmo sottoporre alla Sua attenzione una problematica che riteniamo abbia una rilevante importanza sia a livello della pubblica istruzione sia, più in generale, a livello sociale.

Con passione e dedizione ci occupiamo dell’insegnamento dell’italiano a stranieri, adulti e bambini/e, convinti che, trasmettendo attivamente ed efficacemente la conoscenza della lingua e della cultura italiana, si possa contribuire notevolmente alla creazione di una società (presente e futura) migliore e più inclusiva. Per accedere a questa CDC abbiamo conseguito titoli e certificazioni specifiche che ci hanno formato per insegnare a uomini e donne, ragazzi e ragazze, bambini e bambine, richiedenti asilo, studenti e studentesse delle università.

Purtroppo il sistema, ad oggi, rema contro questa nostra intenzione. Dalla sua creazione, nel 2016, la classe di concorso A023 è rimasta “confinata” ai soli CPIA, impedendo a noi insegnanti di accedere agli altri ordini di scuola per svolgere il nostro importante lavoro. Eppure, come senz’altro ha ben presente, moltissimi istituti su tutto il territorio nazionale registrano un notevole numero di alunne e alunni stranieri, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado. Il nostro lavoro, la nostra formazione e la nostra professionalità permetterebbero di attivare nelle scuole percorsi non solo di prima alfabetizzazione (destinati a coloro che, neoarrivati, non parlano né comprendono la nostra lingua), ma anche di consolidamento, approfondimento dei linguaggi dello studio e raggiungimento di un livello ottimale della lingua italiana per queste persone.

Al contrario, quello che avviene spesso e volentieri è che per costoro l’apprendimento dell’italiano L2 sia affidato a figure che, per quanto competenti nel loro ambito, per formazione e vocazione si occupano di altro (insegnanti di sostegno, insegnanti di lingue, volontari, personale esterno…). Inoltre, in alcuni casi, i progetti dedicati ad alunne e alunni stranieri hanno una durata insufficiente e impediscono loro di raggiungere un livello di lingua italiana anche minimamente soddisfacente. In altri casi, tristemente, non esiste alcun progetto loro destinato. Ciò comporta che vengano “abbandonate/i” a loro stesse/i nelle classi, in attesa che singolarmente e autonomamente in qualche modo imparino la nostra lingua. L’insuccesso scolastico, l’inserimento non adeguato nel mondo del lavoro e la scarsa integrazione nel tessuto sociale ne sono le dirette conseguenze.

La creazione di questa CDC ha svolto l’importante compito di sancire che insegnare l’italiano come seconda lingua (L2) o lingua straniera (LS) non è equiparabile all’insegnamento dell’italiano a persone italiane o di una lingua straniera. Ha inoltre stabilito la necessità di una formazione specifica, differente, che noi ci siamo impegnate/i ad acquisire e continuiamo ad approfondire e aggiornare.

Chiediamo dunque: perché il nostro lavoro nelle scuole pubbliche, se e quando viene svolto, è fatto da altre figure? Perché ci si aspetta che un/un’insegnante di matematica (o di arte, musica…) sia qualificato/a e non improvvisato/a mentre per insegnare italiano a persone straniere ci si affida a insegnanti qualsiasi?

Le recenti nomine da GPS hanno messo in risalto questa questione. Solo una manciata di noi ha avuto accesso ai CPIA e anche in questi istituti la situazione risulta essere per nulla ottimale. Le cattedre di lingua italiana ad alloglotti vengono ancora assegnate a docenti della primaria, sicuramente formate/i per lavorare con bambini madrelingua, ma molto spesso senza formazione specifica né esperienza nell’insegnamento della lingua italiana L2. Appare necessario, a questo riguardo, sottolineare la disparità di formazione e preparazione delle due tipologie di docenti. I requisiti di accesso alla classe di concorso A023 sono numerosi: possesso di laurea magistrale, titolo di specializzazione in italiano L2 (Ditals II / Dils-PG II / Cedils, Diploma di specializzazione di durata biennale per un totale di 120 CFU in didattica dell’italiano a stranieri, oppure Master di I o II livello in didattica dell’italiano a stranieri) nonché 72 CFU in specifici settori disciplinari. Gli/le insegnanti della scuola primaria sono spesso in possesso del solo diploma magistrale o della laurea in Scienze della formazione primaria, che niente ha a che vedere con la didattica della lingua italiana a stranieri.

Nonostante ciò, ai/alle docenti reclutati/e nell’ambito della classe di concorso A023 nei CPIA (numero molto esiguo, che, di fatto, impedisce alle graduatorie di scorrere) vengono spesso assegnate addirittura altre materie di insegnamento: lettere, storia e geografia nei percorsi di istruzione di primo livello, inglese o spagnolo, e così via in base al curriculum personale, e raramente svolgono il ruolo per cui sono stati/e contattati/e. Dal momento che anche nella scuola primaria si lamenta spesso la mancanza di personale, chiediamo: perché si permette che docenti con formazione per lavorare in tale ordine di scuola lavorino invece in un ambito per cui esiste già una figura professionale ben definita e una corrispondente classe di concorso? Non solo: la formazione A023 è spendibile sia sulla didattica dell’italiano L2 per i corsi di lingua sia per l’affiancamento dei docenti di materia della scuola media, come ItalStudio. C’è però la necessità di una regolamentazione all’interno dei CPIA, oltre che di un ampliamento di questa classe di concorso ad altri ordini di scuola.

Durante il periodo di lockdown studenti e studentesse, insegnanti e famiglie hanno dovuto, con difficoltà e sacrifici, portare avanti l’impegno educativo, spesso tramite la didattica a distanza. Purtroppo le alunne e gli alunni stranieri e le loro famiglie, in questo contesto, sono stati ancora una volta penalizzati/e a causa del loro scarso accesso ai mezzi necessari per portare avanti la DaD e alla mancanza anche di quelle poche ore di progetti dedicati.

È anche per questo che, nel particolare momento storico che stiamo vivendo, denso di sfide e questioni impellenti per il Suo Dicastero, ci troviamo a chiedere che la CDC A023 venga aperta a tutti gli ordini di scuola, al più presto, e che le cattedre adibite all’insegnamento della lingua italiana a persone straniere nei CPIA vengano riservate a docenti reclutati/e dalla CDC A023.

Le nostre scuole accolgono un altissimo numero di studentesse e studenti stranieri che aspettano solo l’occasione di entrare a far parte della nostra società a pieno titolo, apprendere la nostra lingua e immergersi nella nostra cultura. Noi insegnanti di italiano L2 siamo pronti/e a dotarli degli strumenti necessari per raggiungere questo importante obiettivo. Tutti e tutte attendiamo che le istituzioni facciano al più presto questo importante ma imprescindibile passo.

Fiduciosi/e del Suo ascolto, La ringraziamo dell’attenzione che, speriamo, ci voglia riservare.

Distinti saluti

Insegnanti di italiano L2 nella scuola pubblica di ogni ordine e grado

Segue lista delle firme degli insegnanti e aspiranti insegnanti della classe di concorso A023. All’epoca della raccolta furono raccolte oltre 200 firme.

Docenti e aspiranti docenti di A023 potevano aggiungere la propria firma alla lettera aderendo ad un gruppo Facebook creato appositamente a supporto dell’iniziativa.

Cosa è cambiato: la A023 oltre i CPIA con il D.L. 71/2024

A distanza di anni dalla mobilitazione documentata in questa lettera, la principale richiesta dei docenti, ovvero portare gli insegnanti di italiano L2 nella scuola oltre il perimetro dei CPIA, ha trovato un primo, concreto riscontro normativo. Il D.L. 31 maggio 2024, n. 71 (convertito in legge il 23 luglio 2024), all’articolo 11 dedicato all’integrazione scolastica degli alunni stranieri, ha previsto l’assegnazione di un docente dedicato all’insegnamento dell’italiano per stranieri nelle classi in cui gli studenti stranieri iscritti per la prima volta al sistema nazionale di istruzione, o privi di competenze linguistiche almeno pari al livello A2 del QCER, siano pari o superiori al 20 per cento. L’assegnazione decorre dall’anno scolastico 2025/2026.

In attuazione di questa norma sono stati introdotti i sottocodici della classe di concorso: A023 per la scuola secondaria di primo grado e AS23 per la scuola secondaria di secondo grado. A partire dalle immissioni in ruolo e dalle supplenze per l’anno scolastico 2025/2026, i docenti inseriti nelle graduatorie A023 hanno potuto concorrere anche per i posti della secondaria, superando di fatto il confinamento ai soli CPIA lamentato nella lettera. La misura, come segnalato da più sigle sindacali, è stata adottata a invarianza di spesa, attingendo in parte all’organico di potenziamento, e resta legata ai limiti delle risorse di organico disponibili.

I requisiti di accesso restano ancorati al possesso di una laurea idonea (tabella allegata al D.P.R. 19/2016 e successive modifiche) congiunta a uno dei titoli di specializzazione in didattica dell’italiano L2 previsti dal D.M. 92/2016, tra cui Ditals II, Dils-PG II e Cedils. Trattandosi di una materia in evoluzione, legata a ordinanze e note ministeriali annuali sugli organici e sulle graduatorie, conviene verificare di volta in volta il quadro vigente. Per chi punta a entrare o consolidare la propria posizione nella A023, la specializzazione in didattica dell’italiano L2 resta il presupposto imprescindibile.

Domande frequenti sugli insegnanti di italiano L2 nella scuola

La A023 è la classe di concorso denominata “Lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti)”, istituita con il D.P.R. 19/2016. Abilita all’insegnamento dell’italiano L2 agli studenti stranieri ed è la figura professionale specifica che la scuola pubblica riconosce per portare insegnanti di italiano L2 nella scuola. Per anni è stata attivata solo nei CPIA, prima dell’apertura ad altri ordini di scuola disposta dal D.L. 71/2024.

Sì. Con l’articolo 11 del D.L. 71/2024, convertito in legge nel luglio 2024, sono stati introdotti i sottocodici A023 per la secondaria di primo grado e AS23 per la secondaria di secondo grado. A decorrere dall’anno scolastico 2025/2026 è prevista l’assegnazione di docenti dedicati di italiano L2 nelle classi con almeno il 20% di studenti stranieri neoarrivati o privi del livello A2. È il primo superamento concreto del confinamento ai soli CPIA.

Servono una laurea idonea tra quelle indicate nella tabella allegata al D.P.R. 19/2016 (e successive modifiche) e, congiuntamente, uno dei titoli di specializzazione in didattica dell’italiano L2 previsti dal D.M. 92/2016. Tra questi rientrano le certificazioni di secondo livello Ditals II, Dils-PG II e Cedils, oltre ai diplomi di specializzazione biennali (120 CFU) e ai master di I o II livello in didattica dell’italiano a stranieri. È sempre opportuno verificare i requisiti puntuali nei decreti e nei bandi vigenti.

Insegnare italiano come lingua seconda (L2) o straniera (LS) non equivale a insegnare italiano a parlanti nativi né a insegnare una lingua straniera. Richiede metodologie specifiche per la gestione di apprendenti alloglotti, dalla prima alfabetizzazione al linguaggio dello studio, tenendo conto della distinzione tra acquisizione e apprendimento. È proprio per sancire questa specificità che è stata creata la classe di concorso A023, con requisiti di accesso dedicati.

Nella scuola dell’obbligo l’italiano L2 agli alunni stranieri è stato a lungo affidato, in assenza di una cattedra dedicata, a insegnanti curricolari, docenti di sostegno, insegnanti di lingue, volontari o personale di progetti spesso a termine. Questo è uno dei nodi denunciati dai docenti A023: l’assenza di una figura specializzata stabile penalizzava soprattutto gli alunni neoarrivati. L’apertura della A023 alla secondaria mira a colmare progressivamente questa lacuna.

Il D.L. 71/2024 lega l’assegnazione del docente dedicato di italiano L2 alle classi in cui gli studenti stranieri iscritti per la prima volta al sistema nazionale di istruzione, o sotto il livello A2 del QCER, raggiungono almeno il 20% della classe. Si tratta di una platea ristretta: i dati ministeriali indicano che le classi che superano questa soglia sono una frazione molto piccola dei plessi con presenza straniera. La portata effettiva resta quindi legata alle risorse di organico disponibili.

Sì: l’iscrizione nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze per la A023 segue le regole comuni alle altre classi di concorso, con prima fascia per chi possiede l’abilitazione specifica e seconda fascia per chi ha il solo titolo di accesso. Il titolo di specializzazione in italiano L2 è inoltre valutato come punteggio aggiuntivo in diverse graduatorie. Poiché valori e fasce sono rivisti a ogni ciclo di aggiornamento delle GPS, è bene controllare l’ordinanza in vigore.

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