Il sistema di accoglienza e integrazione nel nuovo “decreto sicurezza”

Con il decreto sicurezza ter si superano i decreti Salvini, vediamo come.

Il sistema di accoglienza e integrazione cambia ancora con il “decreto sicurezza ter”.
sistema di accoglienza e integrazioneImportanti novità sono arrivate infatti con l’inizio della settimana, nell’adunanza dello scorso 5 ottobre quando il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto riguardante immigrazione e sicurezza, modificando gli articoli 131-bis e 588 del Codice penale e abolendo così alcune norme contenute nei decreti sicurezza, voluti dall’ex ministro degli Interni Matteo Salvini, tra il 2018 e il 2019.

In base al nuovo provvedimento, vengono eliminate le maxi multe nei confronti delle navi ONG, impegnate nelle operazioni di soccorso dei migranti nel Mediterraneo, mentre vengono reintrodotti la protezione umanitaria e il divieto di respingimento ed espulsione, in Stati in cui lo straniero rischi di essere sottoposto “a trattamenti inumani o degradanti e se ne vieta l’espulsione anche nei casi di rischio di violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare”.

Avevamo visto in un precedente articolo, come con i decreto sicurezza e il decreto sicurezza-bis, noti anche come “decreti Salvini”, il sistema per l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati (SPRAR) avesse cambiato nome in SIPROIMI e fosse stato ridimensionato e limitato solo agli stranieri già titolari di protezione internazionale o ai minori stranieri non accompagnati.

Con il nuovo decreto sicurezza viene creato il nuovo “sistema di accoglienza e integrazione”, a cui potranno tornare ad accedere anche i richiedenti asilo. Questi ultimi avranno la possibilità di iscriversi all’anagrafe e convertire il permesso di soggiorno in un permesso di lavoro.

Il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri rende noto che in materia di “condizione giuridica dello straniero”, si  affronta anche il tema della convertibilità dei permessi di soggiorno rilasciati per altre ragioni in permessi di lavoro. Alle categorie di permessi convertibili già previste, si aggiungono quelle di protezione speciale, calamità, residenza elettiva, acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, attività sportiva, lavoro di tipo artistico, motivi religiosi e assistenza ai minori.

Per ottenere la cittadinanza italiana infine sono previsti tempi più brevi.

Il sistema di accoglienza e integrazione sarà gestito dai comuni e si dividerà in due livelli: al primo potranno accedere i richiedenti protezione internazionale e al secondo coloro che ne sono già titolari.

Tra i servizi offerti dal nuovo sistema di accoglienza e integrazione, volti all’inclusione dei migranti, saranno garantiti, oltre all’assistenza sanitaria, materiale e psicologica, anche i corsi di lingua italiana, infatti anche la possibilità di esprimersi e comunicare nella lingua del paese ospitante viene considerato uno tra i bisogni primari.

È facile prevedere che queste nuove disposizioni possano vivacizzare nuovamente le attività all’interno dei progetti SIPROIMI in relazione all’insegnamento della lingua italiana ai migranti.

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