Insegnare italiano in Europa: Belgio, Olanda, Spagna, Francia e Regno Unito

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Insegnare italiano in EuropaDove insegnare italiano in Europa? Avevamo già affrontato l’argomento con un articolo sull’insegnamento dell’italiano nelle Volkshochschulen, in cui la nostra lingua è presente tra i percorsi destinati all’istruzione degli adulti in Germania e Austria. In questo approfondimento allarghiamo lo sguardo ad altri Paesi europei in cui l’italiano L2/LS gode di buona vitalità: Olanda, Regno Unito, Spagna, Francia e Belgio.

Insegnare nelle Volksuniversiteit in Olanda

Nei Paesi Bassi la legge sull’istruzione e la formazione professionale degli adulti (WEB) del 1996 ha riunito le varie forme di educazione degli adulti in un quadro di riferimento unico. Il Decreto di attuazione della WEB regola, inoltre, i finanziamenti per l’educazione professionale e per gli istituti di istruzione per adulti. Tra questi ultimi, rivestono un ruolo importante le Volksuniversiteit, cioè le “università popolari” olandesi.

Fondata nel 1913, la Volksuniversiteit di Amsterdam è la più antica università popolare dei Paesi Bassi. Inizialmente creata con lo scopo di ridurre il divario sociale tra la classe operaia e l’élite, dagli anni ’90 offre corsi incentrati sull’istruzione e sulla formazione professionale degli adulti, strettamente legati alla vita quotidiana e alle esigenze degli studenti. Di particolare importanza risultano, quindi, essere i corsi destinati all’apprendimento delle lingue straniere.

Tra questi ultimi spiccano, in particolare, i corsi di lingua italiana, con un’offerta formativa che copre tutti i livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER), dal principiante all’avanzato, sia in presenza sia online. La Volksuniversiteit di Amsterdam, inoltre, è alla costante ricerca di insegnanti specializzati nei diversi ambiti dei corsi che propone. Sul suo sito è infatti presente la sezione “Job vacancies“, in cui si specifica la possibilità di inviare la propria candidatura e il proprio CV all’indirizzo e-mail di riferimento. Nel caso dei corsi di lingua italiana sarà ovviamente richiesta una formazione specifica per l’insegnamento dell’italiano a stranieri.

Accanto alle Volksuniversiteit, ad Amsterdam un altro polo di riferimento è l’Istituto Italiano di Cultura, che organizza corsi di italiano per tutti i livelli e fa parte della rete istituzionale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) per la promozione della lingua italiana nel mondo.

Insegnare italiano nel Regno Unito

Per quanto riguarda l’istruzione degli adulti, il Regno Unito offre diverse possibilità. Ci sono adulti che frequentano la scuola allo scopo di ottenere, ad esempio, il Certificato Generale di Istruzione Secondaria (GCSE) o la maturità (A level), mentre la maggior parte degli adulti che decide di seguire un corso di formazione frequenta un Further Education College o un istituto di istruzione superiore (College of Higher Education).

A partire dal 2014 il governo del Regno Unito ha firmato dei Devolution Deals con diverse regioni inglesi, attraverso cui ha trasferito fondi e poteri decisionali dal governo centrale alle Combined Authorities locali. I termini dei Devolution Deals variano a seconda dei territori e alcuni di questi prevedono il trasferimento di competenze in materia di istruzione e formazione degli adulti (Adult Education Budget), con effetti diretti sull’organizzazione dei corsi di lingua, italiano compreso.

In Gran Bretagna vi è una sempre maggiore attenzione, all’interno delle comunità, alle competenze e all’istruzione degli adulti, e alla rimozione di ostacoli incontrati da persone appartenenti ai gruppi sottorappresentati. Oltre alle infrastrutture, ai meccanismi economici e di gestione, alle esportazioni e all’innovazione, è infatti l’istruzione a costituire uno dei fattori determinanti della produttività.

Per questa ragione sono stati creati molti programmi di formazione professionale e di istruzione degli adulti. Tra le competenze principali da acquisire, risultano fondamentali quelle linguistiche, con una particolare attenzione all’apprendimento delle lingue straniere, tra cui anche l’italiano.

Un contesto di insegnamento dell’italiano agli adulti nel Regno Unito sono i corsi tenuti nelle u3a, le università della terza età (ribattezzate “u3a”, in minuscolo, in seguito al restyling del 2020), che contano oltre mille gruppi locali in tutto il Paese, molti dei quali includono gruppi di studio di italiano. A queste si affiancano gli Istituti Italiani di Cultura di Londra ed Edimburgo, le sedi della Società Dante Alighieri e i numerosi language centres universitari, che propongono corsi di italiano per studenti e adulti, spesso strutturati sui livelli del QCER. A proposito della possibilità di insegnare italiano in UK, avevamo anche raccolto la testimonianza di una insegnante di italiano in Scozia.

Insegnare italiano in Spagna

La Spagna è uno dei Paesi europei in cui l’italiano gode di una vitalità particolarmente significativa, sia per ragioni culturali (vicinanza tipologica tra le due lingue romanze, turismo, scambi Erasmus) sia per la presenza di una rete di promozione molto strutturata.

Il principale canale pubblico è quello delle Escuelas Oficiales de Idiomas (EOI), centri statali di formazione linguistica per adulti presenti in tutte le Comunità Autonome, dove l’italiano è una delle lingue più richieste accanto a inglese, francese e tedesco. Il reclutamento dei docenti, in quanto personale pubblico, avviene per concorso (le cosiddette oposiciones) bandito dalle singole amministrazioni autonomiche.

A questa rete pubblica si aggiungono gli Istituti Italiani di Cultura di Madrid e Barcellona, che organizzano corsi per tutti i livelli del QCER, ospitano sessioni di esame CILS (Università per Stranieri di Siena) e Ditals e selezionano periodicamente docenti madrelingua tramite bandi pubblicati in Gazzetta Ufficiale e sui propri siti. Completano il quadro le scuole statali italiane (come la Scuola Statale Italiana di Madrid e la Scuola Italiana di Barcellona), i lettorati di italiano presso le università spagnole (in parte di nomina MAECI, in parte con contratti locali) e una capillare rete di academias e centri di lingua privati.

Insegnare italiano in Francia

La Francia rappresenta un caso interessante perché l’italiano è una delle lingue straniere studiate nel sistema scolastico pubblico, dal collège al lycée, ed è oggetto di concorsi statali specifici per il reclutamento dei docenti: il CAPES (Certificat d’aptitude au professorat de l’enseignement du second degré) per insegnare nei collèges e nei lycées, e l’Agrégation per i ruoli più qualificati. Entrambi i concorsi richiedono il titolo francese di Master e, di norma, l’aver completato studi di alto livello in italianistica.

Accanto al canale concorsuale, il MAECI gestisce una rete di sezioni internazionali italiane (presenti, ad esempio, al Lycée International di Saint-Germain-en-Laye, al Collège Camille Sée di Parigi e in altre sedi) e di corsi di lingua e cultura italiana destinati agli alunni delle scuole francesi, con docenti inviati dall’Italia o reclutati localmente dagli Enti Gestori (PLI per la regione di Parigi, COLCIT per Lille). Sono inoltre attivi quattro Istituti Italiani di Cultura in Francia (Parigi, Lione, Marsiglia, Strasburgo), molti dei quali sono anche enti riconosciuti per le sessioni di esame Ditals. Per i ruoli universitari, infine, esiste il canale dei lettorati di ruolo (banditi dal MAECI) e quello dei lecteurs a contratto locale, che le università francesi reclutano direttamente.

Insegnare italiano in Belgio

Il Belgio è uno Stato federale articolato in tre comunità linguistiche (francofona, fiamminga e germanofona), in cui l’italiano ha una storia particolare legata alla forte presenza della comunità italiana di origine emigrata, a partire dagli accordi bilaterali del 1946 per il settore minerario.

Sul piano scolastico, l’italiano è insegnato nel curricolo della scuola secondaria della Federazione Vallonia-Bruxelles ed è oggetto del programma OLC (Ouverture aux Langues et aux Cultures), erede del precedente LCO, frutto degli accordi di partenariato tra il MAECI e la Comunità francese del Belgio. Gli uffici scolastici italiani presso l’Ambasciata di Bruxelles e presso la Circoscrizione Consolare di Charleroi coordinano corsi extracurricolari di lingua e cultura italiana tenuti da docenti italiani di ruolo distaccati all’estero o reclutati localmente. Sono presenti, inoltre, l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, le sedi della Società Dante Alighieri e, nei centri di formazione per adulti, corsi di italiano sia in area francofona sia in area neerlandofona.

Quali sono i canali istituzionali per insegnare italiano in Europa

Al di là delle specificità nazionali, esistono alcuni canali ricorrenti che vale la pena tenere presenti per chi desidera insegnare italiano in Europa:

  • gli Istituti Italiani di Cultura (IIC) del MAECI, presenti in quasi tutte le capitali europee, che selezionano periodicamente docenti madrelingua per i propri corsi di lingua;
  • le scuole statali italiane all’estero, in cui si accede tramite i bandi del MAECI riservati al personale docente in possesso dei requisiti previsti dalla normativa;
  • i lettorati universitari di italiano, sia quelli “di ruolo” banditi dal MAECI, sia quelli a contratto locale reclutati direttamente dalle università straniere;
  • il programma Assistente di lingua italiana all’estero, gestito dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), che ogni anno permette a giovani laureati di affiancare i docenti titolari nelle scuole di Belgio, Germania, Francia, Irlanda, Spagna e Regno Unito;
  • i corsi di lingua e cultura italiana nelle scuole locali, organizzati dagli Enti Gestori in collaborazione con il MAECI (es. PLI in Francia, COLCIT in area Lille);
  • gli istituti privati e i centri di formazione per adulti (Volksuniversiteit, Volkshochschulen, u3a, EOI, GRETA, academias), a cui ci si candida direttamente con curriculum spontaneo.

Per chi è interessato a insegnare italiano in Europa, in qualunque di questi contesti, è necessario possedere una formazione glottodidattica specifica, che può essere dimostrata tramite il conseguimento di una certificazione in didattica dell’italiano a stranieri (Cedils, Ditals II o Dils-PG II) o di un altro titolo di specializzazione in italiano L2 costituito dal master online L’insegnamento dell’italiano agli stranieri, L2 che in quanto titolo accademico potrebbe essere più spendibile all’estero rispetto alle certificazioni che costituiscono invece titolo culturale.

Domande frequenti su insegnare italiano in Europa

Per insegnare italiano in Europa, oltre alla padronanza della lingua, è richiesta una formazione glottodidattica specifica, in genere documentata dal possesso di una certificazione in didattica dell’italiano a stranieri come Cedils, Ditals II o Dils-PG II. A seconda del Paese e del canale (scuole statali, università, Istituti Italiani di Cultura, centri di formazione per adulti), possono essere richiesti requisiti aggiuntivi: laurea magistrale, conoscenza della lingua locale, partecipazione a concorsi o bandi pubblici.

In Olanda i principali contesti per insegnare italiano L2/LS sono le Volksuniversiteit, le “università popolari” che offrono corsi di lingua per adulti su tutti i livelli del QCER, e l’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam. La Volksuniversiteit di Amsterdam, in particolare, pubblica regolarmente posizioni aperte nella propria sezione Job vacancies e seleziona docenti con formazione specifica nell’insegnamento dell’italiano a stranieri.

Nel Regno Unito si può insegnare italiano nei Further Education College e nei College of Higher Education, nei language centres universitari, nelle u3a (le università della terza età, ribattezzate “u3a” nel 2020) e nelle sedi locali della Società Dante Alighieri e degli Istituti Italiani di Cultura di Londra ed Edimburgo. La devoluzione dei poteri in materia di adult education a diverse Combined Authorities ha rafforzato l’organizzazione locale dell’offerta formativa per adulti, lingue straniere comprese.

In Spagna l’italiano è una delle lingue insegnate nelle Escuelas Oficiales de Idiomas (EOI), centri pubblici di formazione linguistica per adulti, dove si accede per concorso (oposiciones). A questi si aggiungono gli Istituti Italiani di Cultura di Madrid e Barcellona, le scuole statali italiane, i lettorati universitari di italiano e numerose academias e scuole di lingua private. Le EOI ospitano frequentemente anche le sessioni d’esame per le certificazioni di italiano L2 (CILS, CELI, PLIDA).

In Francia l’italiano è insegnato nel collège e nel lycée come lingua straniera curricolare. Per accedere ai ruoli pubblici occorre superare il CAPES o l’Agrégation, concorsi statali che richiedono il Master e una solida preparazione in italianistica. In parallelo, il MAECI gestisce sezioni internazionali italiane e corsi di lingua e cultura per docenti distaccati o reclutati dagli Enti Gestori (PLI a Parigi, COLCIT a Lille).

Il programma Ouverture aux Langues et aux Cultures (OLC), erede del precedente Langue et Culture d’Origine (LCO), è frutto degli accordi di partenariato tra il MAECI e la Federazione Vallonia-Bruxelles. Nelle scuole primarie e secondarie della comunità francofona belga vengono organizzati corsi extracurricolari di lingua e cultura italiana, tenuti da docenti italiani di ruolo distaccati all’estero o reclutati localmente, coordinati dagli uffici scolastici dell’Ambasciata d’Italia a Bruxelles e del Consolato di Charleroi.

Le tre principali certificazioni glottodidattiche per l’insegnamento dell’italiano L2/LS sono la Cedils (Università Ca’ Foscari di Venezia), la Ditals (Università per Stranieri di Siena) e la Dils-PG (Università per Stranieri di Perugia). Per il riconoscimento nei concorsi e nei contratti di insegnamento all’estero, in particolare a livello universitario o presso gli Istituti Italiani di Cultura, viene richiesto in genere il livello II delle certificazioni Ditals o Dils-PG.

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